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Quelle amare lacrime di Lepore e Perucchini

Perucchini in lacrime a FoggiaFOGGIA (di Pierpaolo Sergio) – La delusione e la rabbia per un obiettivo accarezzato per tutta una stagione e poi sfuggito al penultimo ostacolo sono tutte nelle lacrime amare di Filippo Perucchini e Checco Lepore. I due calciatori giallorossi sono stati tra i più positivi del campionato 2015/2016 del Lecce e quelle calde gocce che scendono a solcare il viso di due ragazzi che sentono tatuati addosso come una seconda pelle i colori giallo e rosso danno l’esatta misura dello stato d’animo di chi sa di aver dato davvero tutto, ma quel tutto non è comunque bastato per riscrivere la storia di una stagione che passa in archivio con l’etichetta di ennesimo tentativo fallito di riappropriarsi della Cadetteria sul campo.

Immagini che fanno male a chi le osserva, così come a chi scrive e cerca di immedesimarsi nell’animo di quesi ragazzi che restano con tanta amarezza in corpo e mille domande nella mente, ma che difficilmente possono trovare risposte in grado di mitigare la sofferenza. È il rovescio della medaglia dello sport, così come della vita, in cui per qualcuno che gioisce e tocca il cielo con un dito, fa da contraltare qualcun altro che invece piange e soffre per un sogno svanito dopo esser stato lungamente cullato.

Lepore in lacrime a FoggiaLepore, “core te Lecce“, meglio degli altri suoi compagni può capire cosa provino i tifosi in questi momenti. Lui che è leccese verace e che vive il suo ruolo di calciatore-tifoso con orgoglio ed il sorriso sempre stampato sul viso, è come se fosse in mezzo a quei 500 supporters giallorossi che hanno seguito la loro formazione a Foggia sperando nella rimonta e nel passaggio in finale. Una speranza che coltiva solo chi ha davvero tanto amore per la propria squadra di calcio.

Scene così ne abbiamo viste e raccontate fin troppe volte in quattro anni di Lega Pro. Vorremmo insomma iniziare a scrivere una buona volta di altre lacrime, magari di gioia, di festa e non di cocenti delusioni. Vi vorremmo raccontare di imprese sportive da celebrare e tramandare ai posteri senza amarissime code di nefasti spareggi: ecco il nostro proposito per il 2016/2017. Perché una parentesi si è sì chiusa, ma un’altra dev’essere già pronta ad aprirsi per raccontare di altre sfide, altri successi ed altri traguardi da raggiungere. Foggia sia da esempio e da lezione.

2 Comments

  1. domenico 31 maggio 2016 Reply

    Io dico solo poche cose,braglia ci ha tolto dalla zona rossa e ci ha portato nella zona alta della classifica
    Ora non diamo colpe e critiche ma obbiettivamente son pochi quelli che si salvano e molti che erano in rosa che per come vedo il calcio non servivano.parlo di cammisa defeudis losicco beduschi e via via.se invece di nomi prendano giocatori che hanno voglia di vincere e che hanno una buona tecnica e non stoccafissi che per raggiungere un pallone gli serva una spinta,penso che si possa fare il salto di categoria.

  2. Achille Pesce 30 maggio 2016 Reply

    Concordo pienamente con Luigi. La storia degli ultimi anni dovrebbe aver insegnato a tutti noi (giocatori, Allenatore,Dirigenti e tifosi) che non si deve arrivare ai play off poichè spesso sono una lotteria. Anche il club più forte al mondo perde qualche partita durante la stagione ma se si tiene in mente in OGNI partita l’obiettivo e quindi non si lasciano punti contro squadre da serie D si raggiunge l’obiettivo. Spero che in primis i nostri dirigenti lo capiscano e non permettano come è accaduto puntualmente negli ultimi anni una partenza ad Handicap.Una citta che ha dato tanto al calcio nazionale non merita di stare in lega Pro. Mediatate e tenetelo sempre in testa . Un tifoso del Nord

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