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LECCE (di Pierpaolo Sergio) –  Il calcio, anche quello definito “di agosto“, è comunque sempre calcio. Inutile nascondersi dietro le pur sacrosante giustificazioni legate alla contingenza del momento che regna in casa del Lecce perché, tra meno di una settimana, si inizierà a fare ancor più sul serio. Al “Via del Mare” arriverà infatti l’Inter, avversaria maledettamente complicata, che però chissà che non risveglierà l’inaspettato istinto di qualche nuovo arrivato che ieri è apparso francamente non all’altezza della situazione.

Il calciomercato che chiuderà i battenti solo a settembre è una gran brutta realtà con cui fare i conti. Ma il discorso vale per tutti, non solo per il club giallorosso, che tramite l’area tecnica ha profuso impegno e attenzione nel portare in maglia giallorosso un mezzo esercito di semi-sconosciuti affidandoli alle cure di Marco Baroni che ha il difficile compito di amalgamarli e farli crescere di condizione e applicazione tattica ben diversa da quella a cui sono stati abituati in altri campionati europei.

Contro il Cittadella le note liete sono state poche e facilmente individuabili. Primo fra tutti il solito, indomabile Gabriel Strefezza (e non solo per il gran gol), apparso già in forma campionato e rimasto in campo per tutti i 120′ di gara a guidare un attacco per larghi tratti apparso spuntato e incapace di pungere per vie centrali. Tanti falli subiti e tante giocate in velocità a tentare di prendere di sorpresa la difesa veneta.

Insieme al numero 27 giallorosso, degna di menzione anche la prima apparizione da calciatore del Lecce di Federico Di Francesco, figlio d’arte (suo padre Eusebio ha allenato la formazione salentina nel 2011). Poco più di un’ora in campo, con assist per Strefezza, a confermare di essere un elemento di categoria che potrà tornare utile a mister Baroni nelle veloci ripartenze e mettendo in area palloni da sfruttare per i centrali.

Buono l’esordio inoltre di Kristijan Bistrovic, sembrato subito a suo agio nella mediana del Lecce, anche al netto di qualche errore di misura in fase di impostazione che nulla toglie ad una prova caparbia ed impreziosita da giocate sempre razionali o chiusure tempestive in mezzo al campo. Uscito dal campo insieme a Di Francesco,  per la squadra di casa si è spenta la luce.

Impalpabili le prestazioni dei sostituti Gonzalez e Listkowski, al pari di quelle di Helgason, Baschirotto e Ceesay. L’attaccante gambiano aveva l’ingrato compito di giocare nel ruolo che è stato di Coda ed avendo caratteristiche completamente diverse dal bomber campano, ha faticato e non poco nel cercarsi palloni giocabili, sembrando troppo leggero per poter reggere il peso dell’attacco giallorosso e fare il tipo di gioco che vuole il tecnico toscano.

In definitiva, non resta che armarsi di santa pazienza e aspettare momenti migliori, ma prima ancora urgono rinforzi in difesa, dove gli infortuni di Tuia e Dermaku hanno lasciato senza vere soluzioni alternative Baroni, costretto a presentare una formazione più che sperimentale contro i veneti. La Curva Nord ha suonato la sveglia, invitando tutti a onorare la maglia. Prima ancora servirà tuttavia trovare chi quella maglia potrà indossarla dando al Lecce qualità ed esperienza sempre difficili da trovare sul mercato quando le finanze non sono smisurate.

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