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LONDRA (di Pierpaolo Sergio) – Sono serviti i calci di rigore all’Italia per conquistarsi la finale di Euro2020 dopo il successo sulla Spagna che porta a 33 il numero di partite utili consecutive della Nazionale del CT Roberto Mancini. Mattatori assoluti Federico Chiesa, autore di un gol strepitoso che ha sbloccato un match oltremodo complicato per la gara disputata dagli iberici, Jorginho, autore dell’ultimo rigore che ha regalato agli Azzurri la finalissima di domenica 11 luglio e Gianluigi Donnarumma che ha parato il penalty decisivo a Morata.

DONNARUMMA: 7,5
Si potrà discutere a lungo del suo addio al Milan per i petroldollari che il Paris Saint Germain gli garantirà nei prossimi 5 anni, ma le prestazioni di cui si sta rendendo protagonista il portiere dell’Italia indicano che ha nervi saldi e testa sulle spalle. Non solo rigori parati, ma anche interventi salva-risultato nel corso dei tempi regolamentari che mortificano le velleità spagnole.

DI LORENZO: 6,5

Molto meglio rispetto alla scorsa partita in cui aveva sofferto la velocità del belga Doku. Inizia sulla fascia sinistra e si disimpegna bene, poi Mancini lo dirotta a gara in corso sulla corsia opposta ma non batte ciglio e mantiene alta la guardia fino allo scadere del 120°.

 

BONUCCI: 6,5
Insieme a Chiellini è chiamato a marcare un centravanti che Luis Enrique in realtà non schiera. Senza un vero punto di riferimento da francobollare a volte gira a vuoto. Poi l’ingresso in campo del compagno di squadra Morata gli permette di giocare come sa ma si fa beffare in occasione del pareggio spagnolo. Impeccabile dal dischetto nella serie dei calci di rigore.

CHIELLINI: 6,5

Anche lui va talvolta fuori giri davanti alle incursioni di Olmo e compagni che non danno punti di riferimento. Bravo a non perdere la bussola, prende per mano la nazionale e la guida negli assalti che la Spagna porta all’area italiana. Infonde sicurezza ai compagni e aiuta a rilassarli con il suo sorriso.

EMERSON: 5,5

Prendere il posto del migliore tra gli azzurri com’è stato Spinazzola non è certo facile. Inizia benino, ma a volte legge male lo sviluppo della manovra avversaria e prende iniziative in solitaria che lasciano l’Italia scoperta sulle ripartenze della “Roja“.

 

→ (dal 74′) TOLOI: 6
Compatta la retroguardia azzurra e contiene le residue avanzate spagnole alla ricerca del successo durante tempi regolamentari e supplementari.

VERRATTI: 5,5

Partita difficile per lui, ma come anche per tutti i mediani italiani, vista la capacità della Spagna di tenere a lungo il possesso della palla e far girare a vuoto il centrocampo di Mancini che stenta a trovare le misure o ad impostare il proprio gioco.

→ (dal 74′) PESSINA: 6
Innesto che aiuta l’Italia a non soccombere nell’extra-time quando le energie scarseggiavano e le idee erano annebbiate.

 

JORGINHO: 6,5
Per gran parte del match stenta a trovare la giusta posizione in campo e viene irretito dalla gran mole di gioco prodotta dalla Spagna che taglia fuori i cervelli pensanti dell’Italia. Quando però c’è da calciare un penalty si trasforma in una sentenza

BARELLA: 6
Corre tanto in lungo ed in largo per fare pressing sui portatori di palla avversari. Un la voro che alla lunga lo sfianca e gli fa perdere la necessaria lucidità per essere il solito baluardo del centrocampo azzurro. Nel finale di partita allora il CT lo toglie dalla contesa e gli concede il meritato riposo.

→ (dall’85’) LOCATELLI: 5,5
L’Italia aveva bisogno di energie fresche da opporre a quelle immesse da Luis Enrique sul fronte opposto e si disimpegna bene nei supplementari in cui gli azzurri faticano a mantenere il risultato sull’1-1. L’emozione lo tradisce nella lotteria dei rigori quando si presenta per primo sul dischetto ma si fa ipnotizzare dal balletto di Unai Simon che gli para il tiro.

CHIESA: 7,5
Il gran gol che realizza al 60′ sembrava poter bastare per brindare entro i 90′ al passaggio in finale anche perché aveva avuto il merito di minare le certezze spagnole e renderne più prevedibili le iniziative. Il pareggio del compagno di club Morata ha invece riportato bruscamente alla realtà la nazionale italiana che ha pure dovuto fare a meno all’extra-time della sua corsa e della imprevedibilità a causa dei crampi frutto del gran correre su è giù per il terreno di gioco.

→ (dal 107′) BERNARDESCHI: 6
Probabilmente l’unico pallone che tocca nel match è quello che calcia dagli 11 metri e che trafigge il portiere spagnolo con precisione e potenza.

IMMOBILE: 5,5

Altra serata prova poco convincente per l’attaccante centrale dell’Italia che si fa pescare troppo spesso in fuorigioco o che non trova mai la via per impensierire il portiere avversario. La difesa iberica lo controlla senza troppi problemi ed a lui non resta che dannarsi l’anima alla ricerca del pallone che però era sempre tra i piedi degli uomini di Luis Enrique.

→ (dal 61′) BERARDI: 5,5
Poteva trasformarsi nell’eroe della serata ma fallisce le due palle-gol che gli capitano sul sinistro, suo piede preferito, ma che calcia entrambe su Unai Simon. Subito dopo aver fallito la seconda chance per andare sul 2-0, la Spagna trova il pareggio che porta le due squadre ai supplementari ed ai rigori.

INSIGNE: 6,5
Anche per lui la serata è stata tutt’altro che semplice ma ha il merito di sfiancarsi finché resta in campo alla continua ricerca della profondità nelle rare occasioni in cui l’Italia ha la possibilità di distendersi in avanti. Ci mette lo zampino nell’azione del vantaggio di Chiesa ma poi esce dalla contesa quando finisce la benzina nelle gambe.

→ (dall’85’) BELOTTI: 6
Rispetto al compagno di cui prende il posto, il centravanti torinista è più reattivo e lotta con più grinta sulle palle contese che gli capitano. Freddo e preciso sul rigore calciato.

CT MANCINI: 7
Non si può certo dire che a quest’Italia manchi l’orgoglio e la capacità di soffrire. L’impostazione tattica data dalla Spagna al match costringe gli Azzurri a giocare in difesa e rinunciare all’impostazione fatta di fraseggi corali e discese sulle fasce. La prestazione generale all’insegna del sacrificio premia il gruppo che conquista la meritata finale e attende di conoscere contro chi andarsi a giocare il titolo continentale il prossimo 11 luglio.

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