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12016617_10205944057733077_1751090689_nLECCE (di M. Cassone) – Il Lecce non riesce a vincere in casa ma questa volta il muro si chiama sfortuna e la squadra di Asta ci sbatte contro. I giallorossi sono in rodaggio ma danno segnali di miglioramento, si cercano, spesso si trovano e comunque combattono fino alla fine contro una Casertana che arrivava nel Salento dopo due vittorie consecutive e con la casella del punteggio “piena”.

Gli ospiti non si rendono mai veramente pericolosi ed il Lecce subisce se stesso con l’autogol di Freddi. Moscardelli esce dopo 15 minuti per un colpo subìto durante uno scontro di gioco ed Asta deve inventarsi una squadra senza attaccanti con Doumbia e Carrozza che provano a fare del loro meglio.

Il Lecce costruisce una mole di gioco enorme ma crea poche palle gol e, se non tiri in porta, non segni.

Questa squadra è incerottata, bisognerà valutare l’entità del danno subito da Moscardelli, bisognerà cercare di recuperare gli altri e di fare entrare in forma Diop che sembrava spaesato e impaurito in quel nugolo di maglie che cercavano di rubarsi lo spazio a vicenda.

È andata così, bisogna far tesoro del punticino guadagnato senza piangersi addosso. Bisogna lavorare sodo, a testa bassa, ed essere realisti: il gol è un problema, bisogna trovare situazioni alternative perché ci sono grandi cecchini (Surraco, Lepore e Papini per citarne qualcuno). Il centrocampo ha bisogno di più accortezza e quindi il recupero di De Feudis e Salvi potrebbe essere una manna caduta dal cielo. Il compito di Asta è quello di costruire il futuro, lasciamolo lavorare in modo sereno. 

Nel presente, in questo presente, i tifosi devono avere la pazienza di capire che non è un obbligo andare in serie B oppure ammazzare il campionato. Veramente c’è gente che pensava che questa società avesse la bacchetta magica? Veramente c’è chi pensa che il calcio sia questo? Basta comprare 15 giocatori nuovi e si vince? E no, non va proprio così. Ogni nuova squadra è un nuovo progetto, ogni nuovo progetto ha bisogno di oliare determinati meccanismi.

L’unica medicina si chiama tempo.

E poi, un anno fa, una gara come quella di ieri il Lecce l’avrebbe persa. La squadra di quest’anno combatte e suda in campo come non accadeva da tanto tempo.

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