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Giampaolo Morelli 2LECCE (di Gabriele De Pandis) – Prendere in giro e prendersi in giro, esaltando le bellezze e le peculiarità sociali, culturali e gergali del nostro Salento. Giampaolo Morelli è l’ideatore ed il cuore pulsante del “Party Rock Salento”, gruppo comico nato proprio con questa “mission”, pronto a far sorridere salentini e non con i suoi cortometraggi ormai attesi dal pubblico. Il segreto della comicità di Morelli e della sua creatura è la semplicità e l’ispirazione a successi planetari, fenomeni sociali e, perché no, piccoli problemi quotidiani, noti a tutti e comuni a tanti, perciò ancor più esilaranti. La semplicità del ragazzo, leccese doc, la si vede anche nella sua auto-presentazione: “Sarà quel che sarà, ma io mi sento sempre un signor nessuno, ritengo di dover ancora imparare, fare e dimostrare tanto, preferisco lasciare la scena a tanti altri già divi di cui il Salento è pieno”.

Affermazioni che ci spingono ad indagare più a fondo alla ricerca della comprensione di chi egli realmente sia in quest’intervista a tutto tondo.

Come nasce il Giampaolo Morelli comico?

“Dopo il diploma, ho studiato al Dams (Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo) di Roma e mi sono specializzato all’Accademia del Comico, sempre a Roma. L’improvvisazione è importante nel nostro mestiere, ma è altrettanto vitale avere una struttura mentale e conoscere tutti gli attrezzi del mestiere. Ho partecipato a tante fiction e poi mi sono tuffato nel mondo di Youtube perché è un’agorà moderna. È l’unico mondo in cui capisci se fai bene o no. Se sei bravo sei cliccato, altrimenti finisci in secondo piano. Ricevo tanti rimproveri dal Trio Medusa (componente attiva del programma TV Le Iene), con i quali siamo amici dopo aver collaborato in un doppiaggio ironico di Leonardo Di Caprio che mi ha fatto conoscere a livello nazionale grazie alle oltre 700mila visualizzazioni. Mi dicono che i miei video sono troppo lunghi ma, nel contempo, i complimenti per il contenuto mi fanno molto piacere”.

maurizio scarpa, il fidanzato gelosoPartiamo dall’ultimo successo: “I 16 tipi da spiaggia che non vorresti mai incontrare in vacanza nel Salento.

“L’idea è partita riproponendo la struttura del nostro precedente video ‘I 13 amanti‘ che ha riscosso molto successo su Youtube, arrivando a più di 170mila visite. Al pubblico del web piacciono le classificazioni, ben elencate su un cortometraggio di 15 minuti. L’idea di analizzare i tipi da spiaggia poi segue anche l’esplosione del nostro Salento nel mercato turistico, ormai #Salento è un hashtag importantissimo, non solo a livello nazionale”.

Nel cortometraggio la tua ironia è apparentemente semplice, ma dentro è profonda, quasi finalizzata ad un’analisi sociale.

“Sì, quando penso a questo mi viene in mente il pensiero di Luigi Pirandello: i personaggi non devono far ridere, bensì devono far sorridere. Le mie analisi sono dettagliate e, se si guarda il video un po’ più attentamente, ci si accorge che quei prototipi di personaggi siamo noi e ciò, dopo il sorriso, deve fare anche riflettere. Per esempio, è triste che nel 2014 per rimorchiare in spiaggia certi giovani possano pensare di possedere più carisma e sintomatico mistero per dirla alla Battiato, spalmandosi litrate d’olio sui muscoli per sentirsi più fighi e sicuri di sé di fronte alle avventrici della spiaggia, così come è triste anche la famiglia cafona, totalmente sgarbata nei modi e nelle gesta, che si lascia andare a ogni tipo di verso e giudizio sui fisici, soprattutto femminili, dei passanti”.

Party Rock crewI tuoi personaggi sono presi tra la gente comune che si presta col sorriso a girare questi cortometraggi. Come fai a selezionarli?

“Siccome non ci possiamo permettere Kim Rossi Stuart o Francesco Mandelli, seleziono i personaggi in modo quasi casuale. Così come è stato con Gabrielone o Millelire, Francesco il re del mercato, e tanti altri, sono tutti personaggi del nostro territorio, presi dalla strada i quali, anche senza saper recitare nei ruoli e nei contesti narrativi in cui li inserisco, funzionano alla grande in quanto essi già di per sé sono senza dover essere. Tra i personaggi di quelli inseriti ultimamente nei miei video non posso non nominare Giuseppe Simone, da me riutilizzato in modo differente in rispetto all’immaginario collettivo, in delle sit-com, lui che per i più è soprattutto il fenomeno italiano trash del web. Con lui lavoriamo a canovaccio, non riusciamo a dargli un copione, perché è un istintivo e soprattutto non renderebbe e perderebbe in naturalezza tramite battute assegnate. Giriamo un tot di minuti dicendogli il tema e le linee guida della scena e lui improvvisa a braccio. I video montati con i suoi fuori onda, scene trash senza un filo logico, sono spesso più esilaranti di quello che poi deve andare nel corto”.

Ce caz me sta uardiUn altro video al quale sei legato è “Ce caz… me sta uardi?, cortometraggio che schernisce le “tensioni” tra gruppi che poi finiscono sempre con un nulla di fatto.

Ce caz… me sta uardi è un’espressione tipicamente nostrana che spesso è l’inizio di tensioni che, forse fortunatamente, non finiscono quasi mai con la violenza. La guerra psicologica tra i contendenti è un bullismo atipico, praticato chiamando qualcuno più alto in grado, più fiacco e quindi in grado di dirimere la questione che a sua volta poi finisce a tarallucci e vino, stappando bottiglie e scambiando abbracci di stima. Non sono mai stato un tipo rissoso, per carità, sebbene queste scene le abbia vissute tantissime volte da spettatore.

L’analisi piena di provocazioni si vede anche in “Ti ho pecorata , video che prende in giro senza mezze misure le contraddizioni delle varie tipologie di uomo e le mette a nudo nelle situazioni più imbarazzanti del corteggiamento. Com’è stata la riuscita?

Giampaolo Morelli e Giuseppe Simone“Pecorare è un neologismo, quasi empatico, che in sé contiene tutte quelle tecniche che gli uomini usano per rimorchiare, tecniche che poi portano sempre al fallimento. Ti ho pecorata, titolo che all’apparenza può sembrare volgare, è invece, forse, l’esperimento più riuscito di disamina sociale, perché proprio nel corteggiamento ogni uomo dà il meglio dì sé in base a delle categorie di appartenenza che simpaticamente abbiamo definito, prendendo naturalmente spunto dalla società leccese. Ci sono i beggioni dal soldo facile, ambitissimi dal mondo delle MILF (donne mature considerate sessualmente appetibili da uomini più giovani), figli di papà dell’alta borghesia, vestiti tutti uguali per la maggior parte, con un maglioncino blu sulle spalle, camicetta siglata bianca o con righe blu, t-shirt semplici Lacoste a tinta unita o Ralph Lauren e capello phonato col gel assolutamente bandito nello stile ‘beggioniano’, con i mocassini Prada o Hogan. Poi Ci sono i ‘troppo bellissimi-ciuffi romantici’, ‘ingellati’ fino alla ascelle o con improbabili ciuffi modaioli alti fino a 50 centimetri, rasati ai lati , prototipi tronisti da Uomini e Donne che fanno della maglia scollata e i pantaloni con risvoltino stile acqua in casa la loro mission aziendal-seduttoria. Poi ci sono i masculazzi, gli uomini di una volta, i guerrieri moderni, i discendenti dei kalos kai agathosconcetto della filosofia ellenica usato da Omero per definire gli antichi eroi della mitologia greca, una correlazione inscindibile tra il bello ed il buono: anche loro, ahimè, sono molte chiacchiere e poca sostanza però nell’epoca moderna. E poi, dulcis in fundo, ci sono i lesionati come noi, quelli che se la possono giocare solo sulla simpatia non avendo altri mezzi di seduzione”.

Oltre alle visualizzazioni su Youtube, il successo dei tuoi video si vede anche in città…

Party Rock Salento“Giusto all’inizio, quando la gente non sapeva cosa facessi e quale fosse il mio stile, ho avuto qualche difficoltà a trovare personaggi da inserire nelle mie storie, anche perché le persone volevano capire se i video che pensavo potessero essere positivi o meno per la loro immagine. Poi, una volta intuito lo stile del Party Rock Salento, assolutamente ironico e sarcastico, è andato tutto in discesa e, ad oggi, ricevo molti messaggi da parte di ragazzi e ragazze che chiedono di poter far parte di un video lesionato”.

Nei tuoi video hai avuto il piacere di ospitare molti personaggi famosi, primo fra tutti il sindaco Perrone.

Perrone beggione“Sinceramente non ero certo che il sindaco potesse accettare il mio invito a partecipare al corto ‘Beddhru Lecce Style‘, ma una volta letta la sceneggiatura e compresa la mia idea per il suo ruolo, trovandola divertente ed originale, ha accettato di far parte di questo progetto con entusiasmo, impegnandosi e dando prova di essere un vero attore, con grandi doti interpretative. Quando si parla del Paolo Perrone attore, m’inorgoglisco un po’. Sono stato io il primo a scoprire l’attore che è dentro il nostro primo cittadino, poi prestatosi ad altre belle iniziative attoriali. Diciamo che mi vanto di aver scoperto lo Sean Penn del Salento, il nostro Sean Begg!”

In “Beddhru Lecce Style hai avuto tra gli attori d’eccezione anche Ernesto Javier Chevanton, idolo della tifoseria del Lecce.

Chevanton Beddhru Lecce style“Cheva si è prestato bene, è stato simpaticissimo nell’interpretare il labiale di Beddhru Lecce Style, Salentino Style”.

Nell’ultimo cortometraggio hai avuto il piacere di collaborare anche con Terron Fabio dei Sud Sound System…

“Terron Fabio è stato grandioso. Nell’analisi dei 16 tipi da spiaggia da non incontrare in vacanza è stata la migliore figura da contrapporre al meridionale settentrionalizzato, colui che dopo un anno di vita fuori dal Salento acquisisce sin troppo i modi e la parlata del luogo di domicilio, dimenticandosi delle proprie radici”.

A quale video sei più legato?

“I registi parlano dei loro film come fossero dei figli. Io, siccome sono un umilissimo e piccolissimo youtuber, al momento non posso mettermi alla loro stregua parlando dei miei lavori come miei figli, alla pari di quanto invece fanno loro, realizzando io semplicemente dei cortometraggi per la rete. Di conseguenza, mi sento di parlarne quindi come dei miei ‘figlioletti’ cui sono legatissimo. I miei video si dividono in due filoni: cortometraggi e parodie. Ho cominciato con poco: giravo le parodie dello ‘Zio Michele’ con una scarsissima macchinetta digitale, mentre oggi il livello tecnico lo abbiamo alzato di molto grazie a tanti professionisti del settore, rigorosamente salentini, che mi aiutano nella realizzazione. Penso che una grande idea valga tantissimo, molto di più del mezzo tecnico. In giro vedo tanti video girati in modo perfetto, ma privi di sostanza. Se poi a una grande idea si unisce un ottimo mezzo tecnico, allora il prodotto finale, per usare un’espressione tanto in voga adesso, spacca”.

Passiamo un po’ all’aspetto calcistico di Giampaolo Morelli. Qual è il tuo rapporto con il football?

Giampaolo Morelli“Tifo Lecce, senza se e senza ma. In più, simpatizzo per la Roma avendo passato lì i miei anni di università. Amo l’aria che si respira nel tifo romano e adoro gli sfottò, specialmente nella settimana che precede e che segue il derby. Sul campo sono un attaccante di peso per ovvi motivi, fortissimo (sorride, ndr) di testa e, se dovessi paragonarmi a qualche giocatore, direi che sono il Vincenzone Iaquinta delle partitone scapoli-ammogliati”.

Proprio al Lecce hai dedicato una cover di “Per sempre” di Ligabue…

“Sì e mi fa piacere che questo mio lavoretto abbia fatto breccia nel cuore dei tifosi. A parte le frasi ironiche sui rinnegati, tema molto sentito qui, è stato un omaggio fatto davvero col cuore alla squadra della mia terra, realizzato sfruttando il mio tono di voce simile a quello di Luciano Ligabue. Ho cominciato a vedere il Lecce quando papà mi accompagnava a vedere i giallorossi di mister Carletto Mazzone, Benedetti, Virdis, Moriero, Pasculli e Barbas e pensando a quei momenti mi sono venute le parole romantiche che ho dedicato alla nostra maglia. Ricordo con un sorriso anche il recente Lecce di Cosmi, Cuadrado e Muriel… Che giocatori che avevamo qui!”

Cosa ti auguri per questa stagione?

“Auguro a Moscardelli e Miccoli, che grazie a dio non sembrano propriamente scheletrici essendo dotati di una ‘panzetta‘ che denota buona salute, di segnare tantissimi gol; tanti gol quanti pasticciotti e rustici ‘se futtenu‘. In più, invito ufficialmente il ‘Mosca’, già provetto attore, a partecipare in un mio video”.

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