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LECCE (di Pierpaolo Sergio) – Mister Moriero non le ha mandate certo a dire; si è presentato in sala stampa bello carico stamattina (nonostante un infortunio ad un polpaccio su cui lui stesso ha ironizzato) e non ha disdegnato battute al vetriolo contro quelli che lui stesso ha definito “gufi“, ossia chi rema contro la formazione giallorossa per puro preconcetto o perché addirittura in malafede, per il mero gusto di attaccare lui che è l’allenatore del Lecce, quindi assurdamente “reo” di vivere un sogno ad occhi aperti.

Parole spiegate e non buttate lì in preda ad uno sfogo cupo di rancore: Moriero ha affermato di poter parlare così e di dare il suo giudizio poiché è leccese verace e perciò conoscitore profondo della piazza con tutti i suoi pregi e le sue contraddizioni bizantine…

La settimana che sta per concludersi l’ha vissuta intensamente, sempre sulla graticola di un esonero che pareva imminente dopo il 4-1 di Benevento. Eppure non ha barcollato. Si è rimboccato le maniche, ha ingoiato il rospo e si è buttato a capofitto nel lavoro sul campo ed all’interno dello spogliatoio, il luogo dove si stringono i patti tra calciatori e allenatori, dove restano (o almeno dovrebbero) tra quelle quattro mura dubbi, malumori, speranze e discorsi “da uomini”, comprese le lacrime di amarezza per un momento difficile da cui non si riesce a venir fuori.

È da lì che parte l’incommensurabile voglia dei primi 3 punti in campionato. Da lì che arrivano echi dell’infinito desiderio di dimostrare che il  suo Lecce c’è, che sta diventando sempre più squadra, nonostante le oggettive difficoltà incontrate nelle prime gare in campionato che nessuno si aspettava dopo il buon cammino in Coppa Italia.

Ma non vedete che contro il Catanzaro posso contare su appena 18 elementi, tra cui un ragazzino convocato per fare fronte ad assenze non certo di secondo piano?” Così ha tuonato il mister nella sala stampa “Sergio Vantaggiato” e non certo per una resa anticipata o per il bisogno di mettere le mani avanti a poche ore dalla sfida contro i calabresi.

Il “sangue agli occhi” lui ce l’aveva sul serio, come la voglia di reagire a tutte le sventure finora occorse al suo Lecce. Analizzando non la distinta dei convocati, ma la lista degli assenti forzati, un dato balza subito all’attenzione: mancano calciatori che in questa squadra potrebbero tranquillamente giocare da titolari. Scusate se è poco.

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