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LE PAGELLE- Catania-Lecce 3-0

Pagelle (2)CATANIA (di Pierpaolo Sergio) – Nelle pagelle di Catania-Lecce vanno a Filippo Perucchini e Mario Pacilli le uniche sufficienze tra i giallorossi che tornano a casa con tre reti sul groppone e la prima sconfitta stagionale in campionato. Troppa differenza di passo, tecnica e voglia di vincere tra le due squadre, che si sono affrontate stasera allo stadio “Massimino“. I giallorossi restano quindi con mille interrogativi e una scoppola difficile da digerire.

filippo-perucchiniPERUCCHINI: Serata impegnativa per il portiere giallorosso che deve compiere numerosi interventi per impedire agli avversari di andare in gol. Compie un mezzo miracolo su Caccetta nell’azione che porta al primo vantaggio catanese, ma nel parapiglia che segue la sua respinta non può nulla. Evitabile l’ammonizione per proteste che si becca in occasione del fallaccio di esposito su Di Matteo. Ottimi riflessi invece su una velenosa punizione di Lodi che sventa in due tempi con l’aiuto del palo; abbastanza incolpevole sulle altre due reti al passivo incassate nella ripresa. VOTO: 6

CIANCIO: La fascia destra del Lecce stasera ha visto i sorci verdi con le incurisoni a raffica dei vari Marchese, Russotto e Biagianti. Non riesce che in poche occasioni ad arginare le folate rossazzurre che sfondano da quel versante con preoccupante continuità. Sbanda a più riprese e non può spingere in avanti poichè costretto a inseguire gli avversari anche perché non ottiene il necessario aiuto da parte dei compagni. Rizzo lo chiama fuori per modificare il modulo e per un problema fisico. VOTO: 5 —> (dal 66′) TSONEV: Viene spedito in campo per mischiare le carte e ridisegnare tatticamente il Lecce. La mossa non sortisce effetti per alcune circostanze sfortunate e perché il Catania nel frattempo trova le altre due reti che chiudono la partita. VOTO: 5,5

DRUDI: Un intervento tempistico su Curiale nel primo tempo, poi i soliti svarioni che mandano spesso in barca la retroguardia salentina. Troppa leggerezza in marcatura ed in alcuni appoggi che consentono agli avversari di portarsi al tiro più volte e che non vengono emendati da qualche intervento come Dio comanda. Rimedia pure il solito cartellino giallo. VOTO: 5

COSENZA: Va in grossa difficoltà anche lui per la grande velocità del Catania che si manifesta a più riprese. Russotto lo salta con inusuale facilità e lo costringe a fare da spettatore alle sue giocate, sfociate nel terzo gol che chiude la contesa. VOTO: 5

di-matteoDI MATTEO: Anche lui è costretto sulla difensiva dall’atteggiamento garibaldino dei padroni di casa. In avanti non si vede mai, mentre in difesa deve correre come un matto per stare dietro alle folate offensive degli etnei. VOTO: 5

MANCOSU: Al suon attivo solo una conclusione a fil dui palo sull’1-0 che poteva cambiare le sorti dell’incontro, ma l’inferiorità numerica del centrocampo leccese lascia ampi spazi al Catania che si infila ripetutamente nelle maglie della retroguardia salentina. VOTO: 5

ARRIGONI: Troppo lentio e compassato per i ritmi forsennati impressi dai siciliani alla gara. Esce per permettere a Rizzo di cambiare lo scacchiere tattico. VOTO: 5 —> (dal 50′) PACILLI: Dà alla manovra del Lecce quel pizzico di imprevedibilità che mancava come l’aria finchè non è entrato in campo. Sfiora la rete con una conclusione dal limite e partecipa attivamente al momento migliore dei giallorossi che poi vengono castigati dall’uno-due di Marchese e Russotto. VOTO: 6

ARMELLINO: Lì nel mezzo sono dolori anche per uno navigato come lui. La superiorità che i catanesi potevano sfruttare è stata la chiave di volta che ha permesso agli uomini di Lucarelli di uscire trionfatori dalla disfida. Affonda con tutti gli altri compagni e non ha il modo di invertire la rotta. VOTO: 5

LEPORE: Tre ruoli in una sola partita non sono una novità per il capitano giallorosso che però soffre tremendamente negli uno contro uno in tutte le zone del campo. Ha sul destro la palla del possibile 1-1 subito prima della stoccata mortifera delle altre due reti dei padroni di casa e un paio di conclusioni dalla distanza, ma stasera era tutto in salita. VOTO: 5,5

caturano-braccia-alzateCATURANO: Neppure l’assenza forzata di Di Piazza lo sveglia dal preoccupante torpore che lo attanaglia ormai da troppo tempo. Si fa notare solo su un’inzuccata che impegna severamente Pisseri sugli sviluppi di un corner. È il fantasma di se stesso, un giocatore smarrito che non imbrocca mezzo passaggio, non tiene la palla per far salire la squadra e che fallisce finanche un comodissimo tap-in da zero metri quando nel secondo tempo, su assist di Pacilli, appostato sul secondo palo, di testa fallisce il più facile dei gol. VOTO: 4

TORROMINO: Prova a fare qualcosa in avanti ma ad ogni pallone che riceve c’è subito un avversario pronto a togliergli spazio ed ossigeno. Finisce così per annebbiarsi e sparire progressivamente dal campo. VOTO: 5 —> (dall’82) DUBICKAS: Amaro l’esordio per il giovane attaccante lituano che entra a risultato ampiamente compromesso. S.V.

rizzo-cropAll. RIZZO: Sta a lui spiegare un atteggiamento fin troppo lezioso e rinunciatario della sua squadra al cospetto di una diretta rivale nella corsa alla promozione. Lo schieramento iniziale penalizza le attese di società e tifosi costretti a vedere all’opera una sola squadra in campo per larghi tratti del match. Una tattica eccessivamente attendista ed un modulo che stride con le caratteristiche tecniche dei calciatori in rosa sono una lettura solo parziale che si può avanzare della prova persa contro il collega Lucarelli che stravince il confronto e gli lascia la patata bollente delle polemiche da gestire in una settimana che si preannuncia calda. VOTO: 4

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