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LECCE (di Italo Aromolo) – Punizioni, corner, rigori, percussioni centrali, da destra, da sinistra: come ogni campionato che si rispetti, anche questo è andato via offrendo la più varia casistica di gol fatti e subiti in casa Lecce. Un Lecce dalle molteplici sfaccettature, capace di alternare gare (o meglio frammenti di esse) in cui giungere alla porta avversaria tramite belle azione corali è parso facile come suonare un collaudato spartito, e altre in cui solo una giocata individuale, un tiro dalla distanza o un calcio piazzato hanno rimediato a prestazioni anonime e poco caratteriali. La sommatoria delle variabili rivela però un canovaccio ben preciso ad aver fatto da trama alle reti della formazione giallorossa, facendo emergere pregi e difetti che ne hanno contrassegnato la stagione.

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GOL FATTI – I 39 gol realizzati su azione sono stati così distribuiti per zona di campo: 20 per vie centrali, 16 dalla fascia sinistra e 13 dalla fascia destra. Un Lecce dunque che nel segno del 4-3-3 ha sfruttato ampiamente le corsie laterali (65% dei gol), leggermente più finalizzatore sulla corsia di sinistra dove ha potuto contare su calciatori incisivi sotto porta come Torromino (10 gol), Doumbia (5) e Mancosu (5), quest’ultimo vero ago della bilancia nel ruolo di mezz’ala sinistra per qualità di corsa e capacità di dribbling. Lo sfruttamento delle fasce trova conferma in un altro dato significativo: sono 7 i gol realizzati dai giallorossi di testa (il 10% del totale), ma nessuno di questi su azione di calcio d’angolo o punizione indiretta. I vari Doumbia, Lepore e Caturano hanno sfruttato le doti aeree durante azioni di gioco, mentre sui calci da fermo la pericolosità dei giallorossi è limitata a 3 realizzazioni di piede nel corso di mischie, e in particolare l’autogol contro il Siracusa, Lepore a Francavilla e Costa Ferreira a Matera.

I gol nati direttamente da calcio di punizione sono stati invece due (Lepore contro Vibonese e Reggina), mentre i calci di rigore realizzati ben 7 con nessun errore: l’ultimo penalty sbagliato dai tiratori giallorossi è stato a febbraio 2016 in Catania-Lecce (errore di Moscardelli). Buona anche la percentuale (16%) di gol realizzati da fuori area (10 su 61): sono andati a segno dalla distanza Tsonev contro Taranto e Monopoli, Costa Ferreira contro Catania e Matera, Mancosu contro Vibonese e Cosenza, Marconi contro la Reggina, Lepore contro la Paganese e Pacilli nella sfida al Melfi.

paganese-lecce-punizione-gol-firenzeGOL SUBITI – Anche per quanto riguarda le reti subite non può che balzare il dato delle conclusioni da fuori: dei 35 gol incassati addirittura 14 sono quelle partite da distanze proibitive (esattamente il 40%) di cui 5 su punizione diretta e 9 su azione di gioco. Coletti del Foggia, Prezioso del Francavilla, Strambelli del Matera, Cutolo della Juve Stabia, Reginaldo e Firenze della Paganese sono solo alcuni degli avversari eroificati a cecchini dalla distanza per aver trovato il tiro della domenica contro il Lecce. Che dietro ci sia la mala sorte, l’atteggiamento della difesa o la responsabilità dei portieri, ciò che resta è il peso specifico di un numero che ha inciso moltissimo nel corso del campionato, specialmente in scontri diretti come Lecce-Matera e Foggia-Lecce. Altro punctum dolens dell’annata giallorossa è stata l’interpretazione difensiva dei calci da fermo, con 7 reti (il 20% del totale) arrivate per effetto di calci d’angolo o punizioni indirette: Francavilla, Monopoli, Akragas, Melfi, Fondi e Catanzaro hanno giovato di errori di marcatura anche qui costati punti pesanti nell’economia della stagione.

Il riassunto di questo filotto di statistiche non fa altro che incrementare i rimpianti per la formazione giallorossa: dei 35 gol subiti che la fanno seconda miglior difesa dopo quella del Foggia, 22 sono nati su situazioni statiche o piuttosto fortuite, in certi casi evitabili con maggiori accorgimenti (14 da fuori area, 7 per effetto di corner/punizioni indirette e 1 su rigore, contro la Vibonese) mentre soltanto 13 bucando la difesa nel corso di una manovra di gioco, fatto che evidenzia la buona organizzazione di base e la solida tenuta nell’uno contro uno del pacchetto arretrato giallorosso.

Tra i gol subiti su azione si bilanciano le responsabilità delle fasce, con 5 reti scaturite da sinistra ed altrettante da destra contro le 12 per vie centrali. L’origine dei gol subiti può essere interessante nella lettura di alcuni match-chiave: contro Foggia (3-0) e Matera (0-3) tutti e sei i gol sono nati dal centro, mentre nella doppia sfida con la Juve Stabia gli avversari hanno sfruttato ampiamente le corsie esterne arrivando al gol con Kanoute (andata) e Paponi (ritorno).

 

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