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In questi giorni che precedono l’attesissima sfida Lecce-Spezia, senza entrare nel merito della diatriba tra “fedelissimi” e tifosi “occasionali”, ci sembra utile riproporre un nostro cliccatissimo articolo pubblicato un po’ di tempo fa, ma più che mai attuale. Si tratta dei cori da stadio intonati dalla Curva Nord che per anni hanno accompagnato le gesta del Lecce. Rinfreschiamoci la memoria per essere più preparati per sabato pomeriggio quando i giallorossi avranno bisogno del massimo sostegno da parte del proprio pubblico…

 

collage cori ultrasLECCE (di Italo Aromolo) – Calcio e musica: due mondi così diversi, ma così simili, per la capacità di trasmettere emozioni, di trascinare gli animi ed appassionare chiunque li esplori. Accade che sui gradoni di una curva, le due realtà si fondano: “Salento è musica” cantano gli Ultrà Lecce sulle note di “Mexico e nuvole” di Enzo Jannacci e scritta da Paolo Conte.

La musica è componente principale della cultura ultras, elemento cardine del tifo e ingrediente fondamentale per creare quella magica atmosfera che respiriamo in ogni partita allo stadio. Senza ultras non c’è partita e neanche senza i loro cori che, oltre ad incitare incessantemente i calciatori, entusiasmano anche i tifosi: i cori degli Ultrà Lecce sono legittimamente parte integrante del folklore salentino e della cultura musicale di ognuno di noi.

In questo articolo, senza la pretesa di essere esaurienti, ed anzi ben disposti ad accettare suggerimenti per completare la “compilation”, cercheremo di capire il nesso che lega calcio e musica, andando a scoprire quale canzone, quale genere e quale cantante si nasconde dietro ai più frequenti cori che incessantemente si innalzano dalla Curva Nord per sostenere i colori giallorossi.

A chi non è capitato di ascoltare un ritornello familiare ed iniziare a canticchiare, fra lo sgomento dei presenti, il corrispettivo coro? Può succedere al bar, al cinema, ad un concerto di musica classica, in macchina ascoltando la radio, di fronte alla tivù guardando un cartone animato, ad una sagra di paese: il serbatoio che alimenta le canzoni degli Ultrà Lecce è davvero molto ampio, attingendo al cantautorato italiano e straniero, alla filmografia, ai musical, ai film d’animazione Disney, alla musica classica, rock, pop, disco e reggae.

Entrando al “Via del Mare” poco prima del match, è impossibile non guardare lo spettacolo della Curva Nord: sciarpata giallorossa, accompagnata da “Che sarà, sarà…”, ispirata a “Que Sera, Sera” del film di Alfred Hitchcock L’uomo che sapeva troppo”; in passato, uno striscione campeggiava sulla recinzione del campo da gioco: “Scusate non mi lego a questa schiera, morrò pecora nera” frase tratta da “Canzone di notte n° 2” del cantautore Francesco Guccini. A partita iniziata, ecco i primi incitamenti alla vittoria: “Bisogna vincere!” sulle note di “I love you baby” della cantante pop Gloria Gaynor, seguito da un “Alé giallorossi, alé”, coro improntato al successo mondiale dei Village PeopleGo West”; sul refrain del brano jazz “When the saints go marching in”, si intona “E forza Lecce facci un gol”, nella speranza di veder sbloccare un risultato.

La “scaletta” di giornata dipende spesso dall’andamento dell’incontro: in caso di vantaggio giallorosso è d’obbligo cantare, sul ritmo della marcia trionfale dell’Aida di Giuseppe Verdi, “Alè, forza ragazzi, alè…”, insieme ad un altro orecchiabile leitmotiv ispirato a “Tanto pe’ cantà”, espressione del cantautorato italiano anni ‘30, scritta da Ettore Petrolini ed interpretata da Nino Manfredi. Quando le cose si mettono male, più che ascoltare la musica di “L’amico è”, singolo di Dario Baldan Bembo a cui si rifà “È, il Lecce è qualcosa che…”, è probabile che risuonino la celebre “Guantanamera” di Zucchero, “Enola Gay”, canzone pop del gruppo britannico OMD, o la colonna sonora del film di George HillLa stangata”, per sollecitare i calciatori a tirar fuori gli attributi.

Mai come in questi ultimi tempi, deve essere urlato a squarciagola “Serie A, Serie C, siamo sempre qui”, sul modello della marcia del simpatico personaggio Disney, Mickey Mouse, insieme alla melodia di uno dei più grandi successi di sempre, “Yellow Submarine dei Beatles, che invece ispira “Noi vogliamo il Lecce in serie A”. Il ritorno in massima serie è auspicato a gran voce anche con le note di “Mi ricordo montagne verdi” di Marcella Bella.

Un ampio repertorio di cori è poi destinato ai goliardici sfottò verso le altre tifoserie, in particolare quella barese: in ogni derby riecheggiano i ritornelli delle canzoni popolari L’uva fogarina”, “Dietro al monumento di Mazzini” e “La mamma mi diceva” (da cui è tratta anche “Te Lecce Simu, Simu…”), oltre alle tradizionali “Garibaldi fu ferito” e “Bella ciao”; in passato anche “Azzurro” di Adriano Celentano.

Insieme ad un allegria incontenibile, gli Ultrà Lecce non mancano di romanticismo: promettono amore eterno, fino alla morte, alla loro squadra, a cui il destino li ha inseparabilmente legati e da cui mai si allontaneranno, marciando chilometri su chilometri per seguirla in tutti gli stadi d’Italia. E’ la sintesi di alcuni dei più intensi ed emozionanti tra i cori degli Ultrà Lecce: per trasformare in musica questi slanci d’amore, riprendono le dolci note di “Nessuno” (brano di genere swing, inciso nel ’69 da Mina), di Per amore mio” (Roberto Vecchioni, nell’omonimo album del ’91) e di “Si è spento il sole” (successo di Adriano Celentano in “A New Orleans” del ’63). Ancora, rimanendo al cantautorato italiano, sono reinterpretate  “Maledetta primavera” (scritta da Amerigo Cassella nell’81 e cantata da Loretta Goggi), “Bandiera Gialla” (ad opera di Gianni Pettenati nel ’67) e “Pietre” (pezzo pop del cantante di origine corsa Antoine). Dello stesso spirito di Ultras in love sono pervasi anche altri cori, le cui fonti si allargano, superando i confini nazionali, al folklore statunitense (l’antichissima “Oh my darling Clementine”, risalente a fine ‘800), al reggae latino-americano di Manu Chao (con “Clandestino” del ’98) e all’inno nazionale francese, la Marsigliese.

Restano fuori dalla raccolta “Lecce alè, superstar…, la cui matrice è davvero singolare: il musical rock “Jesus Christ Super Star”; “La, la, la, forza Lecce” sulla base di “Hey kiss him good by” brano pop della band americana “Steam”; “Siamo noi gli Ultrà senza padroni…” improntato alla popolarissima serenata grika “Kalinifta” di Vito Domenico Palumbo, reinterpretata in chiave dance dagli Après La Classe; “C’è solo la Curva Nord”, intonato invece sul motivetto del noto cartoonPopeye”. Per finire, il mondo dei cartoni animati non può non far pensare ad “Heidi”, la cui sigla è stata ironicamente cantata dai tifosi leccesi per esprimere il proprio disappunto per una netta sconfitta a Foggia nel ‘94.

abbonamentiTutte canzoni di vecchia data, anche vecchissima (quasi tutte antecedenti agli anni ’80): ciò rende l’idea della lunga storia e della complessa tradizione del tifo organizzato a Lecce. Una tradizione, quella musicale, che, tra canti a squarciagola e rulli di tamburelli, è una delle più belle espressioni del popolo giallorosso, ed in quanto tale va conservata e gelosamente custodita, perché “Simu leccesi, core preciatu

Di seguito i link per guardare ed ascoltare i brani su YouTube:

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