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Mariano con Giuseppe Negro
Mariano con Giuseppe Negro

GALLIPOLI (di Gabriele De Pandis)– La forza della gioventù. Il bel campionato del Gallipoli, al di là dei problemi societari che hanno addensato tante nubi di incertezza sul calcio della Perla dello Jonio, è opera anche degli under a disposizione di mister Sergio Volturo. Tra i giovani giallorossi, col beneplacito in estate del d.s. Mino Manta, ci sono elementi che hanno già vestito la casacca del Gallo nello scorso campionato, annata che ha riportato il Gallo in Serie D. Francesco Mariano, centrocampista classe 1995, è una delle baby-bandiere del Gallipoli. Il ragazzo, leccese del quartiere Casermette, sta conducendo al meglio il suo primo anno concreto in Serie D; infatti, la scorsa stagione, prima dell’arrivo sulle rive salentine dello Jonio, Mariano fece parte della rosa del Nardò prima dell’aggravarsi dei guai societari che funsero da preludio alla radiazione del Toro. Il 19enne, cresciuto nell’ASD Castromediano e “svezzato” dal San Cesario in Promozione, incarna la forza di volontà di tanti suoi coetanei, alla ricerca del sogno del pallone che rotola da inseguire insieme allo studio: “È difficile conciliare il tutto, ma quando vedo bei risultati su entrambi i versanti, mi sento orgoglioso. Mi sono diplomato l’anno scorso con 100/100 all’ITC ‘Costa’ e mi sono iscritto alla Facoltà di Economia per giocarmi le mie chances anche coi libri. Di questi tempi bisogna sapersi attrezzare perché, anche se riuscissi ad avere un buon futuro con il calcio, a una certa età bisogna avere delle competenze per poi sapersi reinserire nel mondo del lavoro”.

Il 3-3 di domenica fa male per come è maturato. Come giudichi la prestazione della squadra in una partita a due facce dove il Gallo si è fatto rimontare 3 gol?

“Abbiamo iniziato benissimo. Dopo i primi 20 minuti eravamo già sul 3-0, meritandolo in pieno, e poi loro, forse spinti dal clima ostile dello stadio, sono stati bravi a trovare il 3-1 pochissimi minuti dopo il nostro tris. In più, il tiro da lontano di Coccia ha regalato loro il prezioso 3-2 prima della pausa. Ciò li ha aiutati tantissimo. Nella ripresa siamo partiti ancora alla grande e solo la sfortuna non ci ha permesso di chiudere la partita. Si sa che nel calcio spesso quando non chiudi i match, ti fai rimontare, e la partita del ‘Miramare’ non ha tradito questa regola. Sul 3-3 la stanchezza ha poi giocato il suo ruolo, nonostante noi avessimo sempre cercato il vantaggio”.

Domenica arriva la Gelbison. Cosa temi di quest’avversario?

“Sono molto ostici. Viaggiano a metà classifica con 16 punti, sono ottavi insieme a Sarnese e Brindisi, e sono da prendere con le pinze. L’assenza per squalifica della punta Francesco Sica ci aiuterà ma noi dobbiamo dare sempre il massimo come abbiamo sempre fatto in questo campionato. Il segreto è pensare ai 90’ e basta, continuando sull’onda lunga del nostro inizio”.

L'esultanza di Mariano dopo il gol dell'1-0 contro il Brindisi
L’esultanza di Mariano dopo il gol dell’1-0 contro il Brindisi

A livello personale, questo è il tuo secondo anno a Gallipoli. Quanto ti ha dato il Gallo? Che emozioni ti ha dato questa piazza?

“Tanto. Sono arrivato l’anno scorso a settembre, prima della chiusura del mercato, dopo aver fatto il ritiro con il Nardò. Ricordo bene l’accoglienza del mister Tonio Calabro e del gruppo. Il mister mi ha insegnato tanto, da lui ho appreso molto a livello caratteriale e professionale. Ho acquisito una buona continuità di gioco imponendomi come titolare dopo un inizio dove, giustamente, ho sgomitato per una maglia da titolare e per farmi vedere. Per un under come me la lotta è pane quotidiano! I ricordi più belli del primo campionato? Prima di tutto, il pari con l’Andria in casa, giocato in un ambiente infuocato grazie alla nostra tifoseria. Poi la partita al ‘Capozza’ di Casarano: seppur sia stato soltanto un pareggio lì abbiamo capito di essere pronti al grande salto”.

E quest’anno?

Senza dubbio il salto in Serie D è tanta roba. L’ho sentito, specialmente in questo girone pieno di piazze importanti e squadre fortissime. Giocare col Taranto, al “Degli Ulivi” di Andria pieno di gente dato l’entusiasmo che c’è lì quest’anno, col Brindisi e a Cava fa crescere caratterialmente ogni ragazzo che, come me, che ha voglia di far bene e di migliorare. Alla prima partita in casa, nel derby col Brindisi, ho segnato con un colpo di testa perentorio su inserimento laterale di Volpicelli. Che bello il gol all’esordio in casa! Cosa mi aspetto ancora? Prima di tutto di continuare a giocare, e farlo bene (sorride, ndr), poi magari vorrei aumentare il mio magro bottino di gol, poiché ormai mi sono quasi abituato a fare solamente un gol a stagione.

Chi è la tua chioccia nel gruppo giallorosso?

“Claudio Zaminga è il mio ‘personal trainer’ in campo. Lui è sempre pronto a consigliarmi il movimento giusto, specialmente nelle fasi conciate del match. Durante ogni allenamento, apprendo molto da lui. Per il resto, cerco di prendere il meglio da tutti i ‘grandi’, visto l’importante bagaglio d’esperienza che hanno in dote”.

Francesco Mariano
Francesco Mariano

Come ti trovi “a far legna” nel 4-3-3 di mister Volturo?

È sempre una bella sfida giocare in campo con le idee tattiche del mister. Lui ci dà le linee guida per interpretare al meglio il modulo, e noi che scendiamo in campo cerchiamo di far il massimo per applicarle al meglio. I risultati buoni? Sicuramente vorrà dire che, passato lo scetticismo iniziale già al 1’ del debutto a Pomigliano, siamo stati bravissimi a toglierci quella nomea di ‘Cenerentola’ del girone vincendo partite contro avversari molto più quotati di noi, per di più andando su ogni campo con l’intento di proporre calcio senza mai chiuderci in difesa.

Al di là del “politically correct”, qual è il tuo ruolo naturale e dove prediligi giocare in campo?

Io nasco come mezzala, ma a livello giovanile è un bene adattarsi in più ruoli. Ricordo che sono arrivato anche a fare il difensore centrale. Con la crescita agonistica, mister Oscar Greco (allenatore di Mariano al San Cesario, ndr) mi ha ‘creato’ come centrocampista centrale di quantità. Sono grato a lui, come a tutti i miei altri allenatori. Qui a Gallipoli, alla mia prima esperienza importante, ho la fortuna di giocare nel 4-3-3, mio modulo preferito.

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