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Gianmarco Chironi

LECCE (di G. De Pandis e T.Micelli) – Il portiere è stato sempre uno dei ruoli più affascinanti nel panorama calcistico, tanto primordiale quanto la natura del gioco del pallone stesso, che vede la sua essenza nella sfida tra chi i gol li deve realizzare ed il portiere che li deve sventare. Il ruolo dell’estremo difensore raccoglie in sé delle qualità che vanno ben oltre le abilità tecniche da affinare in ogni allenamento. È un ruolo dove la tecnica e il continuo allenamento si mescolano a una serie di qualità psicologiche innate, come la sfrontatezza, l’istinto e quel pizzico di pazzia, da sfoderare sempre, specialmente durante quelle partite in cui ci vuole il vitale apporto per salvare la squadra dalla sconfitta.

A Lecce, piazza da sempre calda ed esigente con i suoi beniamini, fare il portiere non è mai stato facile, ma l’attaccamento che è nato tra la tifoseria ed una serie di suoi estremi difensori è stato bellissimo: tutti i supporters ricorderanno con tanti sorrisi le prestazioni di Fabrizio Lorieri, arrivato al rango di “eterna bandiera”, di Vincenzo Sicignano, il funambolico portiere del Lecce di Zeman e di Antonio Chimenti, estremo difensore dal carattere fortissimo. L’altra faccia della medaglia invece disegna feeling mai sbocciati con altri portieri, seppur di grande valore come Marco Amelia, Vukasin Poleksic e Julio Sergio Bertagnoli.

Tanta consapevolezza Gianmarco Chironi, portiere titolare della Berretti 2013-2014, cerca già in giovane età di racchiudere in sé tutte le migliori qualità mentali e caratteriali utili per un buon lavoro tra i pali. Sul campo lo stile del ragazzo di Surbo è quello del portiere moderno capace di essere il primo costruttore della manovra offensiva: “Le mie qualità preferite sono quelle che prevedono l’uso dei piedi poiché mi piace molto impostare l’azione da dietro; mi piace autodefinirmi come una sorta di portiere offensivo”. Il ragazzo, nato a Nardò il 7 settembre 1997, è anche consapevole dei suoi difetti da migliorare: “Quando penso ai miei difetti, mi viene subito da pensare al mio aspetto fisico: sono un po’ più basso e più magro rispetto ai miei colleghi delle altre compagini”.  Chironi è uno dei vessilli del buon lavoro fatto dai Pasculli-Boys, e del progetto coordinato dal direttore Matteo Lauriola, infatti il Lecce ha la miglior difesa con soli 10 gol subiti: “Il campionato va abbastanza bene; abbiamo perso solo due partite e la nostra difesa subisce pochissimo”.

Una preziosa esperienza– Il suo 2013 si è arricchito, a seguito delle defezioni forzate di Petrachi e Perucchini  dalle convocazioni in prima squadra, nonostante la giovanissima età: “L’esperienza in prima squadra è stata fantastica; ringrazio innanzitutto tutti e tre i portieri Petrachi, Perucchini e Bleve ed i preparatori Andrea Panico e Raffaele Di Fusco per i consigli che mi hanno dato in ogni allenamento al fine di affinare i miei difetti”.

Modelli e libri– Il ragazzo, 16enne, non ha dubbi quando si parla di modelli da seguire: “Mi piace molto Manuel Neuer, il portiere del Bayern Monaco, perché incarna perfettamente lo stereotipo del portiere moderno; il tedesco è completissimo: bravissimo con i piedi, presente tra i pali e puntuale nelle uscite”. I progetti futuri di Gianmarco Chironi non si fermano al solo aspetto calcistico: “Sto continuando i miei studi superiori, frequento l’indirizzo biologico al Grazia Deledda di Lecce”.

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