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mancosu-al-tiroLECCE (di Gavino Coradduzza) – E va bene, per il Lecce sono arrivati i tre punti, preziosi quanto una boccata d’ossigeno se si sta in apnea, ma non tutti i problemi sono scivolati alle spalle. Ed è bene che certe cose vengano messe in luce, piuttosto che coprire tutto con l’euforia di una vittoria… L’assetto offensivo dei giallorossi avvia la partita in maniera abbastanza confortante rispetto al niente di Catania: Torromino, Pacilli e Caturano si incrociano senza creare ingorghi pur senza individuare quasi mai l’oggetto misterioso chiamato porta o rete… A sollecitarli è la caparbia inventiva di Mancosu del quale molto parleremo più avanti…

primo-maragliuloNon è facile sorprendere la muscolosa difesa del Rende, ottima nella disposizione in campo ed efficace nella automatica e reciproca solidarietà dei suoi uomini ben protetti dal centrocampo a cinque. Gli automatismi dei calabresi fan sì che Lepore e compagni vengano spesso pescati in posizione di fuorigioco. Ma a guidare la partita, se il verbo non è esagerato, è il Lecce; ed allora viene da chiedersi che cosa ci sia di palesemente innovativo nel Lecce di Maragliulo rispetto a quello della gestione-Rizzo: niente o quasi, se si esclude il recupero di Pacilli, un certo vago risveglio di Caturano, le scorribande in mille direzioni di Torromino e la vena di Mancosu che fanno sì che la vivacità dei giallorossi sia il dato innovativo più interessante…

Bella formazione questo giovane Rende: mentalità concreta e vigile, personalità decisa, gioca la partita senza atteggiamenti ostruzionistici e con ordine e disciplina tattica; esce sconfitto dal “Via del Mare“, ma con l’onore delle armi; e poi, mica deve vincere il campionato…

lecce-rende-3La ricerca di una manovra meno approssimativa e dunque più ordinata rispetto a quella del passato, porta il Lecce a non schiacciare la leva dell’acceleratore più di quanto possa sembrare necessario. Si può dire dunque che, dalla cintola in sù, il Lecce faccia cose “diverse”; quel che fa dalla cintola in giù, invece, è cosa nota, con Cosenza che giganteggia e Drudi che qualche licenza continua a concedersela… Anche la posizione di Lepore (in verità non nuova, ma almeno non cangiante) alle spalle di Pacilli e delle punte può essere una novità che lo mette in condizione di rispolverare il suo destro devastante (minuto 37) e di collaudare severamente le ottime qualità del portiere ospite. Costa Ferreira, subentrato ad un Arrigoni male in arnese, sembra questa volta ben ispirato, forse favorito dal ritmo partita non proprio forsennato; ma il nocciolo della partita, il risultato, non cambia e così lo zero a zero accompagna le squadre all’intervallo.

gol-mancosu-al-rendeSi rientra in campo e la tensione degli ottomila sugli spalti si trasmette visibilmente negli uomini in campo; il Lecce ha bisogno dei tre punti, non può permettersi di concedere ulteriore vantaggio a chi lo precede in classifica… Si va avanti alla ricerca del gol perduto, ed in questa ricerca si distingue Marco Mancosu, di gran lunga l’attaccante più pericoloso del Lecce, proprio lui che attaccante in senso stretto non è. Proprio Mancosu (14°) infila din testa la palla del vantaggio (si parla di sospetta posizione di fuorigioco, ma il gol è convalidato). Diciamolo chiaramente: Mancosu, non soltanto per la rete realizzata, è ritornato ad essere quel gran giocatore che conosciamo; in questa partita si è doppamente sdoppiato in quattro ruoli: suggeritore sagace, realizzatore e creatore di situazioni pericolose, uomo-filtro a centrocampo e ,all’occorrenza, (vedi nei minuti finali) difensore aggiunto: bravo Marco, proprio bravo!

lecce-rendeIl risultato finale riaccende, come tutti i risultati favorevoli, le speranze e gli entusiasmi dei tifosi. La speranza di ritrovare la propria squadra in gara per un posto in Serie “B”. Ma chi sa, chi deve analizzare a fondo e pilotare la macchina, chi deve svestire i panni del tifoso e guardare le cose con attenzione critica, capirà che sì, la tempesta è forse passata, ma la nuvolaglia resta ancora lì sulle teste…

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