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Esultanza Doumbia scusa tifosiLECCE (di Luca Manna) – Il ritorno dalla lunga sosta invernale è sempre ricco di insidie e interrogativi che solo il campo, giudice insindacabile, può spazzare via o alimentare. Lecce-Melfi è stata una tappa importantissima per capire dove la nostra squadra può arrivare e quanto possa dire la sua in questo girone difficile ed equilibrato, non tanto per il valore dell’avversario, che comunque merita rispetto, ma per verificare la tenuta mentale della truppa di Padalino in una fase dove il mercato può alterare gli equilibri dello spogliatoio e per valutare i progressi dal punto di vista del gioco dopo tre settimane senza campionato.

Il Lecce visto in campo sabato scorso ha lasciato la sensazione di una squadra che stia crescendo sotto tutti i punti di vista. Sul piano tattico, s’è vista una squadra che ha dato per lunghi tratti spettacolo con trame di gioco belle e veloci, capace di rendersi ripetutamente pericolosa tenendo gli avversari costantemente sotto pressione e finalmente con quell’equilibrio fra difesa e centrocampo che ultimamente sembrava un po’ venuto meno, probabilmente per la scarsa forma fisica e mentale di un giocatore come Arrigoni che invece ha dimostrato quanto fondamentale sia proprio al fine di fungere da raccordo fra i due reparti garantendo anche circolazione di palla ed avvio delle azioni offensive, grazie anche alle sue ottime doti di palleggio.

arbitro-daniele-paterna-2-lecce-melfi-3-1Dal punto di vista temperamentale poi c’è stato modo di appurare come il Lecce riesca, quest’anno come mai negli scorsi, a controllare i nervi nonostante un arbitraggio degno della terza categoria. Non è facile per nessuno evitare isterismi o perdere il lume della ragione in situazioni come quelle avvenute contro il Melfi, con una scenetta sul goal annullato a Caturano degna delle migliori commedie all’italiana quando il risultato era ancora in bilico. I ragazzi ci sono riusciti e, nonostante un normalissimo iniziale stupore e nervosismo, si sono isolati ed hanno continuato la loro partita, consapevoli e forti del fatto che nulla avrebbe impedito loro di portare a casa i 3 punti.

pasquale-padalinoFondamentale poi l’approccio del mister ad un turno di campionato che presentava non poche gatte da pelare. La squadra è scesa in campo carica e completamente isolata da rumors di mercato e borbottii della piazza; Padalino poi ha dimostrato la sua determinazione schierando gente come Bleve, Contessa o lo stesso Arrigoni che, secondo stampa e opinione pubblica, sembravano non rientrare più nel progetto tecnico e tattico del mister foggiano. Ancora una volta quindi, Padalino ha dimostrato quanto, oltre ad un bravo allenatore sul campo, sappia essere un sapiente psicologo e “gestore” dell’umore del gruppo. Non dimentichiamo che quello che forse è il giocatore più in forma e decisivo del momento, Doumbia, la scorsa estate era un giocatore totalmente fuori dall’universo-Lecce e solo grazie allo straordinario lavoro sulla testa fatto dal mister oggi possiamo invece contare su di un giocatore che risulta essere un valore aggiunto in una rosa già fortissima di suo.

Meluso MauroInsomma, che fossimo una grande squadra lo sapevamo già, ma Lecce-Melfi ci ha lasciato la consapevolezza che possiamo crescere ancora e che sicuramente lo faremo sotto tutti i punti di vista, anche grazie a ciò che il bravissimo Ds Mauro Meluso aggiungerà alla nostra rosa (a proposito… che colpacci Costa Ferreira ed Agostinone). L’importante è che tutte le componenti remino dalla stessa parte e che anche la fortuna si ricordi ogni tanto dei giallorossi. Saranno fondamentali tutte le partite e sarà inutile costruire tabelle di marcia o dare valore a determinate partite piuttosto che ad altre, così come sarà fondamentale controllare gli umori dopo ogni risultato positivo o negativo.

Adesso, sotto con il Catanzaro, campo difficile contro un avversario con l’acqua alla gola e che nel monday night scenderà in campo con il coltello fra i denti… Toccherà a Lepore e compagni “disarmarlo”, dimostrando ancora una volta a tutto il Girone C che grandi lo siano già ma che vogliano diventare grandissimi per raggiungere un obiettivo… immenso.

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