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le-monopoliLECCE (di Pierpaolo Sergio) – Fa e disfa tutto il Lecce nella sfida interna contro il Monopoli, dove a pesare sul 3-3 finale sono soprattutto gli errori individuali ed un pizzico di malasorte con due clamorosi pali colpiti che impediscono ai giallorossi di tornare al successo e portarsi a casa tre punti fondamentali nella lotta per la promozione diretta in B. Di conseguenza, non per tutti i giocatori della formazione salentina le pagelle contengono voti lusinghieri. Anche a causa del solito difetto congenito di concedere almeno un tempo agli avversari, nel Lecce meritano giudizi positivi Mancosu, Pacilli e Doumbia, mentre dietro la lavagna finisce la coppia di difensori centrali Giosa-Cosenza e, soprattutto, il portiere Gomis, autore di una prova ricca di gravi indecisioni.

GOMIS: Conferma le lacune tecniche che hanno finora connotato la sua esperienza in maglia giallorossa. Bloccato tra i pali, non accenna quasi mai ad uscire al centro dell’area e, quando lo fa, mette i brividi a compagni e pubblico con respinte di pugni non certo impeccabili. Se altre volte aveva lasciato a desiderare con la palla tra i piedi, oggi commette ingenuità troppo gravi per un portiere e che costano dei gol al passivo. Da manuale di ciò che non va fatto in una partita di calcio la terza rete ospite. VOTO: 4

VITOFRANCESCO: Pomeriggio abulico e senza sussulti nel corso del quale trovare la misura sui cross appare impresa titanica. Va e viene sulla corsia di destra ma senza mai lasciare il segno. Indeciso nella chiusura su Gatto a cui lascia spazio e tempo per bucare la rete giallorossa sul 3-3 finale. VOTO: 5

GIOSA: Rimedia un cartellino giallo che già da solo poteva e doveva bastare per richiamarlo in panchina molto prima di quando lo fa il suo allenatore. Non era dispiaciuto fino alla metà del secondo tempo, ma poi aveva palesato un certo appannamento, perdendosi il bomber Montini in diverse circostanze, come al 79° quando il numero 23 crossa alla disperata verso il centro dell’area da posizione angolata e lui non riesce a chiudergli lo spiraglio per non far passare la palla. VOTO: 5.5 —> (dal 42′ s.t.) DRUDI: Innesto tardivo, doveva entrare prima della frittata finale. S.V.

COSENZA: Ha pure lui non poche responsabilità sulla terza rete monopolitana, concedendo a Gatto lo spazio per colpire di testa da posizione angolata e quasi impossibile. In complicità con Gomis regala il gol che assegna un punto ai biancoverdi e ne toglie due ai giallorossi. VOTO: 5

CIANCIO: Dopo un primo tempo incolore, nella ripresa era apparso più dinamico e propositivo sovrapponendosi a Doumbia con continuità senza calpestarsi i piedi come avveniva nella prima frazione di gioco. VOTO: 5.5

MANCOSU: Primo tempo ricco di svarioni ed in cui gira per larghi tratti a vuoto. Poi, nella ripresa, ecco il Mancosu trascinatore e di gran carattere che pare mettere la sfida sul giusto binario. Segna una rete di gran classe con un tocco da giocatore di biliardo mandando la sfera ad imbucarsi all’angolino dove Mirarco non può arrivarci. Sfiora la marcatura ancora da fuori area di piede, quindi di testa e dà la sveglia ai compagni con ritmo tambureggiante. VOTO: 6.5

FIORDILINO: Gara un po’ anonima in cui bada a coprire la difesa più che ad impostare, ma il Monopoli non è che avesse tutta questa grande intraprendenza ed al Lecce serviva invece qualcuno in grado di accendere la luce in mezzo al campo. VOTO: 5.5

TSONEV: Con la sua rete pareva aver indirizzato il match verso il risultato da tutti i tifosi atteso e sperato. Gioca con raziocinio ma non alla stregua di altre uscite in cui era apparso più incisivo. Tuttavia ci prova sempre e comunque ed è tra gli ultimi ad alzare bandiera bianca davanti ad una serata storta e sfortunata. VOTO: 6

DOUMBIA: Impalpabile per i primi 45 minuti, sale in cattedra nel secondo tempo quando decide di dribblare e concludere in porta con continuità. Mette in difficoltà mezza retroguardia ospite e meriterebbe anche la gioia del gol personale che non arriva per difetto di mira o per la prontezza del portiere monopolitano. Quando Padalino lo fa uscire dal campo la luce per il Lecce si spegne. VOTO: 6.5 —> (dal 31′ s.t.) LEPORE: Stavolta inizia la sfida dalla panchina e questa è già una notizia. Quando viene riproposto sull’out mancino dell’attacco leccese, anche se per pochi minuti, conferma la sua idiosincrasia per quel ruolo. VOTO: 5

CATURANO: Segna la rete che illude il Lecce ed i suoi tifosi che credevano che i tre punti fossero cosa ormai fatta. Però, a parte l’occasione del gol del 3-2, viene servito davvero poco e male dai compagni. Ha sulla fronte una ghiotta opportunità nel primo tempo e fallisce da mezzo metro il tap-in vincente sul primo palo colpito da Pacilli. L’assenza di Torromino, col quale parla lo stesso linguaggio calcistico, pesa sul rendimento dell’intero reparto avanzato giallorosso. VOTO: 6

PACILLI: Primo tempo di sofferenza e scarsa verve, ma nella ripresa innesta il turbo e torna ad essere il funambolico trottolino capace di risolvere da solo una partita. Regala un assist perfetto a Caturano che porta alla rete del terzo vantaggio salentino, poi centra due pali davvero clamorosi che gli negano la standing ovation dei tifosi del “Via del Mare” con due giocate di categoria superiore che la sfortuna decide però di non premiare. Anche nel suo caso, non appena abbandona il prato verde, per il Lecce è notte fonda. VOTO: 7  —> (dal 42′ s.t.) VUTOV: Scampoli di gioco per l’attaccante bulgaro che aveva tra l’altro accusato un po’ di febbre nei giorni scorsi e che difficilmente avrebbe potuto trovare il modo di incidere sulla partita. S.V.

All. PADALINO: A fine gara è amareggiato perché consapevole di aver gettato al vento altri due punti importanti nell’economia di un campionato. Ha definito “grave” subire tre reti in casa per una squadra chiamata a recitare un ruolo di primo piano nella corsa alla promozione, ma il “mal di Via del Mare” che pare attanagliare da un bel po’ di settimane la sua creatura meriterebbe riflessioni e scelte ben diverse di quelle portate in sala stampa. Se gli interpreti chiamati a muoversi come pedine sulla scacchiera del terreno di gioco non rispondono sempre “presente” significa che serve qualcos’altro per ottenere quel che si vorrebbe e per cui si lavora durante la settimana. Appaiono discutibili i cambi fatti e la loro tempistica. La sfortuna poi oggi ci ha messo lo zampino, visto che il derby poteva finire 5-2, ma il risultato del campo dice 3-3 e questo resta agli annali, così come resta l’amarezza di una piazza terrorizzata dall’immaginare l’ennesima stagione di illusioni fittizie. Nulla è perso, ma a gennaio si dovrà dimostrare di sapere e voler mettere a frutto quel che dice il romanzo di questo campionato. VOTO: 5

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