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drudi-e-reginaldoLECCE (di Gavino Coradduzza) – “Dovrebbero anticipare il pranzo almeno di una buona manciata di minuti e completare così la digestione prima di entrare in campo…” Con questo commento, non privo di qualche ragione, qualche tifoso sugli spalti esprimeva la propria preoccupazione  osservando il Lecce dei primi minuti di partita. In effetti qualche incredibile svarione ed una certa nebulosità di manovra alimentavano qualche apprensione, anche perchè la vittoria al “Via del Mare” tardava ad arrivare. Va bene che la Paganese indossava la divisa completamente bianca (come i “Blancos” madrileni), però la formazione campana non è il Real Madrid anche se, per qualche minuto, i giallorossi hanno lasciato che  gli ospiti ci credessero… Pochi minuti,  non più di una quindicina, si spera, perchè proseguire con quell’andazzo avrebbe suggerito di infilare le mani tra i capelli come, per esempio al 12°, quando Reginaldo si presenta in splendida solitudine al cospetto di Gomis, fallendo una ghiotta occasione…

Però questa Paganese che non ti aspetti, ordinata, puntuale, talvolta elegante e pungente, continua a stupire anche nei minuti seguenti, tanto da indurre a domandarci come mai navighi a ridosso dei bassifondi della classifica. Per ora, allo scavalcamento della metà della gara, del Lecce c’è veramente poco da raccontare, a parte le funamboliche scorribande di Doumbia a fini prevalentemente estetici ed i non pochi palloni spediti oltre la linea laterale per imprecisione. Scavalcata la mezz’ora con un ulteriore brivido in area giallorossa, Padalino prova a cambiare qualcosa che aiuti a modificare l’inerzia della partita: manda in campo Vitofrancesco richiamando in panca Contessa, mentre Ciancio emigra a sinistra…
esultanza-polemica-lepore-vs-paganeseQualcosa, dunque, cambia: il risultato, intanto. Cambia per mano (piede, ovviamente…) di Lepore il quale, ricevuta palla da un perfetto traversone di Mancosu da fascia a fascia, avanza fin quasi al vertice dell’area e spara una cosa che i più chiamano pallone, ma che per il portiere Chiriac è un ordigno; un missile vero e proprio, una palla imparabile. Soltanto sei minuti più avanti, perchè la prima rete di Checco Lepore cambia tutti gli equilibri ed il Lecce, pare, ha ultimato la laboriosa digestione, è il solito Caturano a sigillare il risultato raddoppiando. Ci prova anche Mancosu (abitudinario, ormai): il suo calcio di punizione da 30 metri trasforma il portiere in un occasionale Uomo Ragno capace di volare fino al sette per la miracolosa deviazione.
La ripresa si avvia sul binario ormai favorevole per i portacolori di casa, ma al 6° la partita si riapre per merito di Reginaldo che, su punizione del tutto simile a quella di Mancosu già descritta, batte l’immobile Gomis. Il Lecce sente la puntura inattesa e, senza scomporsi, riprende a macinare gioco di buona lena; arriva infatti di lì a poco il terzo gol (ancora Lepore) che riporta il risultato nelle giuste proporzioni. Fino al termine, occorre ricordarlo, non c’è motivo di annoiarsi perchè la partita si snoda piacevolmente con il Lecce che concede davvero poco ai volenterosi “Blancos” ormai consapevoli che il risultato è depositato in archivio…
      
lecce-paganese-esultanzaAncora una volta, dunque, assistiamo ad un Lecce che non si ritrova per alcune fasi della partita, quasi avesse smarrito le idee di gioco ed una certa cattiveria difensiva, ma anche un Lecce che sa modificare sè stesso, ritrovare i colpi dei suoi solisti, risolvendo così una partita non del tutto semplice… Hanno conquistato il successo anche le rivali più importanti; qualcuna in casa, qualcuna in trasferta. Ed allora aspettiamo il prossimo turno per eventuali colpi di scena favorevoli ai giallorossi…
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