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pallone Lega pro 2013-2014LECCE (di Luca Manna) – L’estate, calcisticamente parlando, è la stagione dei progetti, di quel che sarà o, quantomeno, potrebbe essere… È la stagione di sogni e speranze, di voci e rincorse a notizie da annunciare; insomma per i tifosi è il periodo dell’anno in cui si affievolisce un po’ l’assillante attesa del verdetto del campo, ma sovviene prepotente l’ansia di quanto potrà accadere quando il pallone tornerà finalmente a rotolare in campo. Per i supporter del Lecce poi, ormai i mesi estivi rappresentano la ripartenza; ogni anno l’ennesima, susseguente ad una cocente delusione, o nei tribunali sportivi alquanto veloci nel giudicare la vicende in tinta giallorossa e quindi sui campi di gioco che, play-off o no, ci hanno visti uscire sempre col cuore gonfio di rabbia.

Questa è un’ estate atipica rispetto alle ultime però per i cuori giallorossi. Prima di tutto perché, per la prima volta negli ultimi anni, non circola alcuna illusione di ripescaggio in Serie B. Quindi spazio al relax, almeno da questo punto di vista. Sarà un’estate atipica anche perché la viviamo con una società al timone sin dal giorno dopo l’ultima partita della scorsa stagione e con un nuovo Ds (Mauro Meluso, uno dei migliori per la Lega Pro) da subito al lavoro per costruire la squadra che proverà a conquistare un traguardo che sembra diventato un miraggio.

Tundo Sticchi Damiani LiguoriCredo sia doveroso ringraziare chi, attraverso la sapiente regia del presidente onorario Saverio Sticchi Damiani, dà un presente e prova a dare un futuro al Lecce, cercando di combinare il difficile risultato sportivo con l’ancora più ostico risultato economico e finanziario, soprattutto in una categoria nella quale le entrate sono ben inferiori alle uscite. È ovvio che sarà diritto e dovere del tifoso e degli addetti ai lavori criticare quando e se le cose non dovessero malauguratamente andar bene o talune scelte risultassero sbagliate, ma in questo momento Tundo, Adamo, Liguori ed il già citato Sticchi Damiani, stanno veramente facendo i salti mortali pur senza quei denari che avrebbe garantito l’arrivo di Manuela Ferrari.

Manuela Ferrari e Dario BonettiProprio la vicenda Ferrari – Bonetti ha inquietato e non poco, se non altro per la poca chiarezza. Ma una volta intuito quanto accaduto, si è capito che quel “colpo di fulmine” che l’imprenditrice lombarda pareva avesse avuto, altro non era che un capriccio di Dario Bonetti che, non si capisce perchè, mirava ad avere nel Lecce un ruolo di non da comprimario. Chiedere il 51% delle azioni poi, altro non è stato che un escamotage per mandare tutto a monte. Il Lecce ha semmai bisogno di gente che possa amarlo e salvaguardarlo ogni giorno.

padalinoDunque, sembra essere l’estate della rinascita e del cambiamento. La strada intrapresa è difficile, ma potrebbe regalare grosse soddisfazioni. Si è partiti dalla scelta di Pasquale Padalino, allenatore giovane, voglioso e pieno di entusiasmo che sta costruendo insieme a Meluso quella che sarà la rosa che tenterà la scalata alla B, pur con l’obiettivo di sfoltire l’organico di quegli ingaggi onerosi per la categoria, ringiovanire la rosa e costruire comunque un gruppo capace di puntare a vincere il campionato, nonostante la concorrenza agguerritissima. Alcune nozze sono state già celebrate (Arrigoni, Contessa, Fiordilino e soprattutto Lepore), altre sono in procinto di esserlo, così come dolorose separazioni sono arrivate e arriveranno. Bisogna aver fiducia, non partire con la critica preventiva tanto in voga tra noi tifosi e, magari, provare a sottoscrivere più abbonamenti possibile, per rendere il “Via del Mare” un fortino inespugnabile. Auspico tuttavia una squadra che parta in ritiro già conscia del sistema di gioco che sarà utilizzato in stagione e che non debba applicare dopo mesi il modulo migliore, regalando tempo e punti preziosi agli avversari. Sarebbe già una grande conquista rispetto agli ultimi anni…

targa Lega ProInfine, vorrei che l’U.S. Lecce in Lega cominciasse ad essere molto più “rompiscatole”: in questi 4 anni di Lega Pro ho visto i miei colori troppo spesso maltrattati da chi prende decisioni che hanno danneggiato squadra, società e tifoseria. Non vogliamo privilegi, ma condizioni paritarie. L’occasione buona è la scelta dei criteri per stilare i 3 Gironi della prossima stagione. L’ipotesi più accreditata prevede un Girone Sud e due gironi del Centro-Nord invece con compagini mescolate. La società deve insistere per far adottare criteri che non vadano a penalizzare chi con fatica sta investendo per uscire dall’inferno e rischia di trovarsi in un girone dove ogni settimana si fa la guerra (sportiva) e che vede corazzate come Foggia, Matera e Catania nello stesso torneo, a dispetto magari di raggruppamenti dove Parma o Venezia possono partire con la tranquillità di avere rivali di caratura tecnica inferiore. Magari un sorteggio integrale, o con fasce create in base a parametri vari sarebbe la soluzione migliore e che non permetterebbe alcuna dietrologia.

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