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IMG_6008LECCE (di Gavino Coradduzza) –  Nella partita di ritorno, a Foggia, servirà un altro Lecce; un Lecce con un nerbo diverso ed un diverso equilibrio rispetto a quello mandato in campo da Piero Braglia, corretto in corso d’opera, ma sconfitto da un Foggia “più squadra”… Ovviamente, tutto è ancora rimediabile; spetta a Braglia preparare una squadra di diversa caratura, un Lecce che non vada clamorosamente in bambola ad ogni affondo degli avversari come accaduto oggi già nei primi sei minuti di partita e non solo.

Due squadre, Lecce e Foggia, estremamente diverse per impostazione, per mentalità e per disinvoltura nel dipanare la matassa del gioco: questi sono distintivi appuntati sul petto del Lecce di ieri; distintivi appena accennati, abbastanza impolverati; il Foggia li esibisce invece con disinvoltura, quasi con naturalezza disarmante, uccellando il Lecce per ben due volte nei primi 6 minuti di gioco… Dunque, il Foggia conduce già per due a zero senza il concorso degli episodi, del caso o della fortuna: tutta farina del suo sacco! Niente di stratosferico, ovviamente, a parte la velocità di manovra trasformatasi in un incubo per il pacchetto arretrato giallorosso… Questa è la foto, credo incontestabile, dei primi venti minuti di partita.
Dove è il Lecce tanto (forse troppo…) osannato e tanto pazientemente atteso? Ce lo dovrà spiegare Braglia, l’uomo della trionfale cavalcata e anche delle non poche cantonate nei momenti cruciali. Per i quindicimila sugli spalti la situazione è imbarazzante; masticano amaro e generosamente, come sempre, incoraggiano a gran voce la squadra del cuore. Una mezza virata prende le mosse dopo il trentacinquesimo: non è una sterzata clamorosa, ma serve a corroborare l’idea che il risultato sia raddrizzabile: Giunge infatti, provvidenziale quanto mai, la zampata in mischia del solito, inesauribile, Moscardelli a 8 minuti dall’intervallo: ritorna l’entusiasmo, ma solo per pochi minuti perchè arriva la doccia gelata del terzo gol foggiano (splendida triangolazione in area leccese).
L’avvio della ripresa è caotico: il Lecce intende recuperare, il Foggia mira a pilotare il vantaggio fino al termine; ne viene fuori un batti e ribatti sconclusionato e aggressivo, ma senza gran costrutto da una parte e dall’altra, e intanto i minuti scorrono… Calano progressivamente le energie e con esse la lucidità; aumenta il numero di svarioni e strafalcioni; cala anche la lucidità di Narciso che abbatte Doumbia provocando il calcio di rigore che Lepore trasforma per il 2-3. Partita riaperta ad un quarto d’ora dal termine; il Lecce ha modo di creare le condizioni per raggiungere il  pareggio, ma anche di sprecare clamorosamente l’occasione con Sowe.
Ora si andrà a rendere visita  in casa dei vincitori: non sarà facile, questo è chiaro; ma non sembra eccessivo chiedere a questa squadra di riappropriarsi  della propria identità e di affrontare la trasferta come se il primo turno non fosse stato mai disputato…
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