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BragliaLECCE (di Pierpaolo Sergio) – Amare pagelle per i giallorossi dopo la sfida Lecce-Foggia giocata allo stadio “Via del Mare“. I padroni di casa incassano tre reti nel primo tempo con disarmante facilità e spianano al astrada ad un avversario che fa vedere i sorci verdi a tutto l’ambiente per i primi minuti di gioco. Braglia si vede costretto a sconfessare in corsa le sue scelte tattiche prima di rimettere in discussione il passaggio in finale dei play off. Un mezzo suicidio frutto dello schieramento iniziale opposto al Foggia e di un atteggiamento mentale inspiegabile di una squadra che ancora una volta regala un tempo agli avversari prima di rispondere colpo su colpo e dimostrare di non essere arrivata per caso a giocarsi la promozione in Serie B. Un’impresa compromessa dal risultato odierno, ma ancora possibile, a patto però che in campo ci vada chi merita e chi è più pimpante, senza stravolgimenti tattici che creano confusione e vanificano il lavoro di una stagione.

1. PERUCCHINI:  Incolpevole sulle tre sberle incassate. Nel primo tempo salva la sua porta con un gran colpo di reni sotto la traversa su una conclusione dal limite di Agnelli. VOTO: 6

13. ALCIBIADE: Chiricò ha altro passo ed altra velocità rispetto a lui ed è ovvio che vada in affanno nel tentativo di marcare il veloce esterno rossonero che lo dribbla con troppa facilità finché non viene richiamato in panchina da De Zerbi, cosa che subito dopo accade anche a lui. VOTO: 5 —> (dal 15′ s.t.) SURRACO: Lasciato colpevolmente in panchina ad inizio del match, deve mordersi le dita fino al minuto 60 prima di essere finalmente chiamato in causa e andare in campo per imbrigliare la retoguardia ospite. Ha due occasioni per calciare in porta da fuori area ma non trova in entrambe la giusta mira per superare un incerto Narciso. VOTO: 6,5

3. LEGITTIMO: Suda e non poco nel tentativo di non offrire il fianco alle rapide incursioni e triangolazioni foggiane anche lungo la sua fascia di competenza. Compito riuscito in parte. VOTO: 5,5

4. PAPINI: Molto laborioso e lento il giro palla che il capitano prova ad imbastire. La rapidità del centrocampo rossonero è di quelle da far venire il mal di testa e lui non è che ci capisca granché per larghi tratti della gara. Nel forcing finale ritrova almeno lo spirito giusto.  VOTO: 5

5. COSENZA: Inizio-choc per il forte difensore giallorosso che soffre la mobilità di Iemmello che lo buggera due volte in appena 6 minuti. In apnea e poco fluido, deve stringere i denti e tenere botta ma oggi non ha certo giocato la sua migliore partita.  VOTO: 5

21. ABRUZZESE: Il solo a meritare un plauso per la caparbietà e la lucidità messe in campo. Suo l’assist per il gol di Moscardelli e poco dopo replica la giocata ma il suo cross teso non trova un compagno che la butti dentro. In marcatura si disimpegna con esperienza che dimostra di avere anche per essersi misurato in passato nel calcio che conta. VOTO: 6,5

7. LEPORE: Ennesima prova grintosa e votata al sacrificio. Resta in campo quando pareva che un guaio muscolare pareva lo potesse tirare fuori dalla contesa e si incarica di trasformare con freddezza il rigore che mantiene viva la fiammella della speranza in casa-Lecce. VOTO: 7

18. SALVI: Il vorticoso dai e vai dei centrocampisti foggiani lo spiazza spesso e va fuori giri insieme a tutto il reparto leccese. Con tanta buona volontà e carattere prova a riiequilibrare le sorti di una gara nata malissimo, ma non basta. VOTO: 5

9. MOSCARDELLI: Segna il gol che riapre la disfida, si carica il peso di tutto l’attacco sulle sue spalle e poi coglie un palo su colpo di testa a Narciso battuto. Un merito ma anche un limite per il Lecce di quest’oggi che dimostra di essere troppo Mosca-dipendente, almeno fino all’ingresso in campo di Caturano che gli crea qualche spazio in più. Da far venire giù il “Via del Mare” la splendida rovesciata che finisce di un nonnulla a lato della porta avversaria nella ripresa. VOTO: 6,5 

11. LIVIERO: Un incubo i 21 minuti in cui rimane a calpestare l’erbetta dello stadio leccese. Non solo per demeriti suoi, ma anche per l’errato assetto tattico iniziale impostato dall’allenatore che lo richiama in panca ancora frastornato dal tourbillon della manovra dauna.  VOTO: 4,5 —> (dal 21′ p.t.) CATURANO: Non puntare sull’esuberanza dell’ex attaccante dell’Ascoli in un momento di forma strepitosa ed in cui andava in rete da due gare di fila è apparso un delitto, confermato dall’andamanto del derby nel primo tempo. Col suo impiego il Lecce trova energie e quadratura fino ad allora rimaste utopia e bei propositi. Fa da spalla a Moscardelli e lavora decine di palloni. VOTO: 6,5

24. DOUMBIA: Primo tempo da spettatore a far corrodere il fegato dei tifosi che ne invocavano a gran voce la sostituzione. Poi tira fuori dal cilindro una delle giocate che ha tra i suoi numeri e costringe Narciso al fallo da rigore che permette alla sua squadra di ridurre lo svantaggio. Avesse continuità e voglia per tutti e 90 i minuti sarebbe di un’altra categoria. VOTO: 6 —> (dal 39′ s.t.) SOWE: Spiccioli di gara per il gambese che si mette in mostra con una rapida ripartenza e la clamorosa palla del possibile 3-3 in pieno recupero quando però scivola nel dubbio se calciare o stoppare un pallone che il portiere ospite aveva a stento deviato su bolide di Moscardelli. VOTO: 5,5

All. BRAGLIA: I 3 gol incassati sono la ovvia conseguenza delle scelte fatte nel comporre l’undici iniziale. Prova a dare scacco al collega seduto sull’altra panchina ripetendo le mosse fatte a febbraio in campionato quando il suo Lecce schiantò il Foggia. De Zerbi però ha imparato la lezione e risponde per le rime annichilendo avversari e tifoseria giallorossa con un gioco da far stropicciare gli occhi, in cui il bel calcio non viene sacrificato sull’altare della causa maggiore. Si rimangia ogni certezza della vigilia in una manciata di minuti e si vede costretto a raddrizzare assetto e uomini, fino ad avere anche alcune occasioni su cui recriminare. Che abbia appreso anche lui la lezione? Lo si saprà neo retour-match allo “Zaccheria” tra sette giorni. VOTO: 4,5

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