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Stefano al cellulareTrincheraLECCE – Un rinfrancato Stefano Trinchera si è presentato in sala stampa al termine del netto successo del Lecce sul Bassano per analizzare il match e valutare l’immediato futuro: “È stata una grande vittoria; ce l’aspettavamo davanti al nostro pubblico. Siamo partiti contratti, soffrendo, ma siamo usciti alla distanza con una grande prestazione. Voglio evidenziare un segnale importante, ossia quello di un gruppo unito. Sono felice della grande partecipazione che si è vista anche da parte di chi era in panchina come Benassi, tra i più scalmanati, non è stato mai seduto. Dico che ci sono tante ragioni che mi fanno ben sperare per il futuro. Avevamo davanti una squadra organizzata, che ci ha dato filo da torcere fin dall’inizio. Non ero preoccupato, anche in altre occasioni abbiamo iniziato così. Il Bassano ha fatto un grande campionato, Falzerano è un giocatore importante. Se lo volessi qui a Lecce? Mi tengo stretti i miei calciatori… Tra Foggia o Alessandria? Non ci sono preferenze, lo penso veramente. Arrivati a questo punto, sono tutte partite difficili. Noi coltivavamo un sogno: avremmo voluto regalare la promozione diretta alla società, a noi stessi ed ai tifosi, ma visto che è fallito ora dobbiamo sfruttare al meglio questa scorciatoia. Tutte le avversarie sono uguali. Non sono abituato a parlare del mio lavoro, di meriti e demeriti. Ci sarà il momento in cui qualcuno valuterà il mio operato. La cosa importante sono le soddisfazioni che questo gruppo può darci sotto tutti i punti di vista. Puntualmente qualcuno ha cercato di dubitare della nostra armonia, ma non è così, velo garantisco. Qui ci sono 24 potenziali titolari e c’è grande partecipazione di tutti. Una tirata d’orecchie a Cosenza per l’ammonizione che poteva essere un rosso? No, non credo, perché io ho visto e non ha fatto niente di particolare. Mi congratulo con lui e con Perucchini, piuttosto perché volevano esserci oggi a tutti i costi nonostante i problemi fisici. Sì, speravo magari che lo stadio si riempisse un po’ di più, ma voglio un pubblico partecipe. La Curva Nord è stata strepitosa, sempre vicina a noi. Nei momenti difficili ci possono dare una grande mano, loro sono lo zoccolo duro di questa tifoseria. Ci sono poche curve in Italia come la nostra Curva Nord. Il fattore ambientale incide, io ho giocato qui e so bene cosa si prova. Ci si emoziona…”

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