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pessina diop lecce
Matteo Pessina ed Abou Diop

AGRIGENTO – Il Lecce vince in trasferta, e lo fa dopo una partita caratterizzata da tante cesure. Il punteggio finale di 1-3, prima vittoria in campionato con più di un gol di scarto della gestione Braglia, premia soprattutto un primo tempo disputato con grande sicurezza dei propri mezzi, condito dai gol di Moscardelli e Curiale, finalmente sbloccatosi dopo un avvio choc. Sul doppio vantaggio il Lecce è calato nella ripresa, dando fiducia ad un Akragas volenterosa ma sfilacciata nei legami tra i reparti. Il gol dell’1-2, realizzato dal pupillo di casa Savanarola, ha però messo a nudo qualche limite caratteriale di questa squadra, chiusa su sé stessa in almeno tre azioni che per poco non hanno regalato l’insperato pari alla compagine di Legrottaglie. Ad evitare un finale palpitante ci ha pensato però Abou Diop, freddo nella realizzazione di un penalty guadagnato dopo un fallo (dubbio) di Aloi sullo stesso ex attaccante del Matera.

Sorpresa a metà campo– Braglia ha cambiato ancora una volta veste al suo Lecce, complice anche l’assenza di una pedina importante come Abdou Doumbia. In avanti è tornato il Su-Mo-Cu, il trio di interpreti offensivi dai piedi buoni formato da Juan Surraco, Davide Moscardelli e Davis Curiale. L’uruguagio ha iniziato la partita da jolly dietro al duo offensivo per poi spostarsi pian piano lungo la corsia destra. Dei tre, Surraco è stato quello meno in evidenza. I calcioni dei difensori biancoazzurri sono diventati ormai una costante delle partite dell’ex centrocampista del Livorno, insidia ben controllata però dall’assetto difensivo di Legrottaglie. La “sorpresa” di giornata è stata però l’inserimento a metà campo di Matteo Pessina, lanciato al posto di un De Feudis non ancora nelle migliori condizioni. Il gioiellino proveniente dal Monza ha dato ordine alla costruzione della manovra d’attacco, liberando Romeo Papini, orientato per lo più alla marcatura ed alla rottura delle trame akragantine.

Davis Curiale
Davis Curiale

Finalmente Curiale– La partita è cominciata con il tentativo di forcing siciliano, ma il tridente iniziale di Legrottaglie Savanarola (al debutto dal 1’)-Di Piazza- Madonia non è sembrato tanto assortito per mettere paura alla difesa leccese, ben schierata e ben aiutata dai soliti rientri di Lepore e Legittimo. Il risultato ha presentato un match contratto, giocato sui confronti individuali e sui raddoppi di marcatura sui contropiedi giallorossi. Il vantaggio giallorosso, firmato da Moscardelli su cross di Surraco (qualche responsabilità per il portiere Vono, troppo ancorato sulla linea) ha cambiato il leitmotiv dei ventidue in campo. Sull’1-0 il Lecce ha giocato a testa alta, tenendo ben saldo il pallino del gioco e costringendo l’Akragas ad arretrare il proprio baricentro. Al 40’, su un’altra interpretazione difensiva rivedibile da parte dell’undici siciliano, è arrivato il raddoppio di Curiale, efficiente nel facile tap-in dopo un gran tocco di Moscardelli a ridar vita ad un pallone destinato alla linea di fondo. Potrà essere uno snodo importante per l’ex Trapani, sorridente nell’esultanza a cercare gli abbracci della panchina.

Filippo Perucchini
Filippo Perucchini

Black-out e cambi– Il secondo tempo è sembrato cominciare sotto una buona stella per il Lecce, in guardia nonostante i cambi di Legrottaglie a cambiare la veste dell’attacco con Cristaldi e Leonetti per Di Piazza e Madonia. Moscardelli, pericoloso e sul pezzo, è sembrato molto più tranquillo rispetto alle ultime uscite e l’occasione al 6’ poteva chiudere anzitempo la partita. Qualche segnale preoccupante per il Lecce è già arrivato al quarto d’ora della ripresa, quando le verticalizzazioni di Marino e Capuano, esperti uomini di difesa dai piedi educati, hanno tagliato spesso lo schieramento del Lecce. Al 16’, un’imbucata centrale ha aperto l’inversione di rotta a favore dell’Akragas, ma Perucchini è stato formidabile nel chiudere la porta in faccia a Leonetti. Il portiere del Lecce non ha potuto far niente poco dopo sul gol di Savanarola, avviato proprio da un assist perfetto dell’ex Taranto Daniele Marino, un calciatore poliedrico capace di esprimersi bene in più zone del campo. L’Akragas avrebbe potuto pervenire anche al pareggio se Perucchini non avesse fatto il fatto il libero aggiunto sulla folata di Leonetti, questa volta pescato da Capuano. Braglia, fiutata la situazione, ha subito optato per il doppio cambio: Cosenza e Vécsei hanno rafforzato difesa e centrocampo. L’assetto difensivo ha dato maggior tranquillità a Filippo Perucchini, messo comunque a dura prova dall’ultimo brivido della partita quando, al 33’, Cristaldi ha messo una palla al centro per il terzo appuntamento col gol fallito dall’ex Foggia Vito Leonetti. Con l’Akragas proteso in avanti con quattro punte, Diop ha capitalizzato al meglio la superiorità nei sedici metri avversari e la freschezza nell’azione del rigore, realizzato dallo stesso senegalese, episodio che ha permesso un finale senza altalena di emozioni, costante delle altre vittorie del Lecce di Braglia. Si doveva vincere per dare un segnale, l’ennesimo a campionato e tifoseria, ed i tre punti sono arrivati con i gol dei tre attaccanti giallorossi, discussi chi più chi meno in questa prima fase di stagione. Tra sei giorni al “Via del Mare” l’ennesima prova del nove contro il Messina.

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