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melfi-lecceLECCE (di Pierpaolo Sergio) – Gara sonnacchiosa nel primo tempo e pagelle che ricalcavano l’andamento di un match in cui ci si aspettava soprattutto dal Lecce chiari segnali di ripresa. Invece, la sfida del “Valerio” si accende almeno parzialmente nella seconda frazione di gioco e regala ai giallorossi la seconda vittoria consecutiva con mister Braglia in panchina. La prima frazione ha mostrato una squadra apatica, arruffona, imprecisa in fase di costruzione e scarsamente propensa alla finalizzazione. Le assenze di Surraco e Moscardelli, nonostante le dichiarazioni di rito del tecnico alla vigilia, si sono fatte sentire eccome. Inoltre, anche il forfait all’ultimo minuto di Carrozza ha privato il Lecce delle giocate sull’out sinistro in grado di innescare, chissà, il potenziale di un Curiale troppo abulico ed impreciso sotto porta. In generale, i salentini lasciano l’impressione di una formazione in crescita lenta, capace di fare il salto di qualità quando la situzione lo richiede solo a sprazzi. Tra l’altro, l’asfissia di gol che palesemente attanaglia questo gruppo probabilmente necessiterebbe di un innesto lì davanti che pare urgere sempre più di domenica in domenica. Il gran gol di Lepore, ottimo per fattura e peso specifico, ha poi incanalato la partita sui giusti binari per Papini e compagni. Buona la prova dell’ungherese Vècsei, insieme ad una retroguardia attenta ed insuperabile.

1. PERUCCHINI: Pochi i pericoli corsi in questa sfida in cui deve badare all’ordinaria amministrazione. Da matita rossa un’uscita un po’ “allegra” nel primo tempo in cui valuta non benissimo la traiettoria della sfera e viene salvato dal mancato intervento alle sue spalle di un avversario. Di mestiere i preziosi secondi fatti trascorrere ogniqualvolta riesce a far rifiatare i compagni tenendo la palla tra i guantoni. VOTO: 6

2. FREDDI: Tiene in linea di galleggiamento al retroguardia in cui, pur con stile non sempre impeccabile, riesce a mettere una toppa alle scorribande degli attaccanti melfitani, in particolare Tortolano finché questi resta in campo, con buona abilità. VOTO: 6.5

festa giallorossa Lecce Lepore3. LEGITTIMO: Spinge col contagocce lungo la fascia sinistra e si limita a controllare le folate dei padroni di casa. Nel secondo tempo viene messo sotto pressione dalla manovra dei padroni di casa che hanno spesso provato a sfondare sulla destra, ma lì si è eretto a muro insuperabile. VOTO: 6.5

4. LEPORE: Ci mette un pizzico di grinta e determinazione in più rispetto a molti suoi compagni e prova a travestirsi da assistman agendo a ridosso dell’area di rigore gialloverde. La rete che segna lo ripaga dei tanti sacrifici che compie e del gran lavoro messo al servizio della squadra. Regala al “suo” Lecce un successo che può avere un’importanza determinante per il prosieguo della stagione. VOTO: 7 ——— (dall’83’) LO BUE: S.V.

5. COSENZA: Giganteggia sulle palle alte e lascia solo le briciole agli avversari. Corre con generosità a chiudere ogni varco e si fa valere anche oltre l’area di rigore pur non mostrando uno stile particolarmente elegante, ma concreto, tremendamente concreto. VOTO: 6.5

6. GIGLI: Il terzo corazziere della linea Maginot eretta da Braglia davanti a Perucchini ricambia la fiducia del tecnico con un’altra buona prestazione da titolare. Mai in affanno sui cross messi in mezzo dal Melfi e calma glaciale nei disimpegni. VOTO: 6.5

7. DOUMBIA: Anche oggi è croce e delizia per i tifosi del Lecce. Innesca alla grande Lepore in occasione del gol-vittoria, ma poi si divora una rete tutto solo davanti al portiere melfitano. Vedesse di più la porta sarebbe devastante, ma questo si sa da tempo. VOTO: 6.5 ——— (dall’86’) SALVI: S.V.

8. PAPINI: Il capitano è un gladiatore in mezzo al campo. Corre, copre, lotta e riparte ogni volta che ne ha la possibilità e fa nulla se la misura dei passaggi o la tecnica oggi hanno lasciato a desiderare. Lui abbassa la visiera e combatte fino al 94′ da condottiero in cerca di gloria. VOTO: 6.5

9. CURIALE: Gli sono stati serviti due palloni al bacio che chiedevano solo di essere finalizzati in gol. Lui invece li calcia entrambi male, il primo addirittura in curva ed il secondo, il più clamoroso ed agevole, sul portiere ormai rassegnato ad essere trafitto. La porta appare stregata e per un attaccante, soprattutto in situazioni di emergenza lì davanti coem le attuali in casa-Lecce, certi errori sono imperdonabili. VOTO: 5

10. DE FEUDIS: Inizia in sofferenza ed appare il De Feudis di Foggia. Poi la sveglia suona pure per lui ed inizia a macinare gioco e contrastare come sa a centrocampo dove non lascia passare più nessuno. VOTO: 6.5

11. VECSEI: Non doveva giocare titolare neppure oggi, poi l’indisponibilità di Carrozza gli regala una maglia nell’11 iniziale che lui onora disputando un’ottima gara. Mostra le doti tecniche solo fatte intravedere nei rari spezzoni concessigli finora e palesa capacità di rifinitore di ottima scuola, come in occasione dell’assist imperiale che offre a Curiale. Tra l’altro, costringe al fallo da ammonizione un paio di avversari. Merita a questo punto almeno una riconferma perché di stoffa ne ha, eccome. VOTO: 6.5 ——— (dall’89’) DIOP: S.V.

All. BRAGLIA: Questo “nuovo” Lecce non brillerà, ma è ferocemente pragmatico e concreto. Due partite e 6 punti per il toscanaccio che non bada alla forma, ma alla sostanza e tanti elementi riportati in vita dopo settimane in naftalina. Poco gli importa di chiudere il match difendendo con unghie e con denti il golletto di giornata, ma il bottino che porta a casa da un terreno ostico ed inviolato dal marzo scorso qual è quello di Melfi giustificano i mezzi. VOTO: 6.5

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