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Gavino Coradduzza Vacanze 2011  SardegnaLECCE (di Gavino Coradduzza) – Nel calcio, si sa, niente è più definitivo del provvisorio. Ovvio quindi che niente di definitivo ci sia nel contenuto (a parte i tre punti) della vittoria sull’Ischia, come niente di definitivo si poteva archiviare nella randellata plurima subita a Foggia. Quella di Melfi sarà una controprova per Braglia, ma anche per la squadra e per i tifosi, ma non sarà la classica prova del nove che annulla tutte le altre ipotesi future: si gioca in campo avverso ed in condizioni ambientali che, si suppone, non saranno propriamente di benvenuto, ma questo fa parte del gioco. Il Melfi è squadra diversa rispetto all’Ischia, nè si presenterà in campo con gravi problemi di organico come accaduto a Bitetto, ridotto a portare in panchina soltanto sei pedine; ed in aggiunta il Lecce lamenterà la ricaduta di Moscardelli ed anche del suo naturale ispiratore: Surraco; ancora in dubbi la piena disponibilità di Salvi che è stato convocato anche se è facile ipotizzare che il ritmo partita non possa essere quello di chi gioca con continuità.

I molti segnali nuovi, prevalentemente positivi, alimentano un cauto ottimismo, questo è fuor di dubbio; non mi pare tuttavia il caso di far finta (more solito) che gli ultimi dieci minuti contro l’Ischia siano stati soltanto un brutto sogno. Ed a proposito del “tremolizzo” di quel finale di gara, il mio parere è che le cause possano essere diverse: può esser stato determinato da un calo fisico a cui non credo; preferisco piuttosto chiamare in causa la disperata reazione finale dei ragazzi di Bitetto in combutta con una non completamente recuperata saldezza caratteriale della squadra. È su questo versante che, con molta probabilità, Braglia ha lavorato con maggior sagacia ed intensità; anche i temi tattici sono di rilevante importanza, ma sulle questioni squisitamente tecniche mi ritiro in rispettoso buon ordine: qui la prima e l’ultima parola spettano esclusivamente al tecnico; in fondo… è il suo mestiere, no?
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