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bandiera LecceLECCE (di Pierpaolo Sergio) – L’U.S. Lecce dunque cambia “padrone”. Raggiunto il sospirato accordo per la cessione del pacchetto di maggioranza, arrivata la cordata “romano-salentina” a garantire la sopravvivenza del club nel calcio professionistico, ora non resta che attendere di conoscere nomi e volti di chi ha scelto di puntare sulla squadra giallorossa nonostante un clima tutt’altro che idilliaco per investire nel mondo del pallone e, per di più, in Lega Pro.

Parte della piazza invocava un ritorno del Lecce nelle mani di personaggi leccesi affinché non si parlasse con un accento diverso da quello di chi vive in quest’estremo lembo di territorio. Accontentata. Chiunque, basta che non siano più “baresi”. Ed ecco servita la “svolta campanilistica” permessa ed avallata dalla serietà dell’avvocato Saverio sticchi Damiani che ha fatto da abile tessitore nella lunga trattativa.

La famiglia Tesoro dice addio all’U.S. Lecce e non torna indietro sui suoi passi. La parola data è stata rispettata. Sui social impazza la frenesia dei tifosi che adesso “esigono” di sapere nomi, retroscena, cifre, dettagli che neppure agli addetti ai lavori è ancora dato di conoscere. Attendere fino a martedì appare già richiesta esosa da “tollerare”. Chissà se tanta impazienza la registreremo in occasione del lancio della prossima campagna abbonamenti… Che d’incanto il “Via del Mare” torni ad essere un catino ribollente di tifo? Magari! Lo sperano tutti coloro che hanno davvero a cuore le sorti della formazione giallorossa. Riportare un reale entisiasmo che non si spenga come fiamma di cerino in questa città ed in questa tifoseria sembra l’unica ricetta in grado di curare l’atavico scetticismo che aleggia attorno a chi decide di fare e non di generare false attese e vane illusioni.

Lecce ed il Lecce ambiscono a tornare nel calcio che conta. Giusto, sacrosanto. Ci mancherebbe. Ma, di grazia, facciamo sì che stavolta non ci dovremo ancora una volta ritrovare a sciorinare capi d’accusa creati ad arte, numeri da campionati semiprofessionistici in fatto di presenze sugli spalti e tessere vendute. Che si dia credito a chi ha scelto di puntare sul Lecce e fare felici tutti quegli innamorati di questa maglia che vorrebbero soffrire di meno e tornare ad assaporare platee meno scalcinate. si sotterrino le asce di guerre e le accuse preconcette. Non si sia pronti a fare i conti in tasca dei nuovi dirigenti. Dimostrare attaccamento e fare quadrato significa anche questo.

C’è un campionato che attende il sodalizio salentino a recitare quel ruolo da protagonista che, ogni stagione, viene attribuito alla compagine leccese. serve arrivare all’appuntamento dando prova di maturità, coerenza ed unità di intenti. Società, squadra, stampa e supporters compongono le famose “4 S” senza le quali nessun obiettivo diventa semplice da raggiungere. L’entusiasmo che abbiamo registrato per il semplice celebrare il trentennale della prima storica promozione del Lecce in Serie A sia mantenuto intatto anche oggi, anche in questo frangente tutt’altro che esaltante dal punto di vista sportivo. Che il sostenere i colori giallorossi sia nuovamente simbolo di unione e fratellanza di una tifoseria non più lacerata ed arroccata su posizioni antitetiche. Quel che accade in altre realtà a rischio di smantellamento sia da monito per tutto l’ambiente.

Fatto il Lecce, si (ri)facciano i tifosi leccesi…

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