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GIRONE C Lega Pro 2014-2015
La crisi nel mondo del calcio sembra non volersi arrestare

LECCE – (di Carmen Tommasi) –  Sarà un’estate turbolenta per il calcio italiano e per tutta la Lega Pro, esattamente come la scorsa stagione estiva per la crisi che sta colpendo anche il mondo patinato e tanto invidiato del pallone. Dopo i fallimenti di Siena, Padova e Viareggio degli scorsi mesi, le società a rischio per la prossima stagione sono ancora più prestigiose di quelle appena citate: si tratta di Parma (il caso del club emiliano è ben risaputo e noto), Lecce, Brescia, Varese, Barletta, Savoia, Monza e non solo. Domenica scorsa, con la finale play-off vinta dal Como, che è sbarcato in serie B ai danni del Bassano, si è chiuso il campionato di Lega Pro dopo il precedente sbarco in serie cadetta di Novara, Teramo e Salernitana. Al momento, sono quindi 60 i club che hanno diritto a partecipare al prossimo torneo di terza serie. Almeno per ora, perché potrebbero non iscriversi nella vecchia serie C almeno 14 squadre per motivi diversi, ma quello primario è il non riuscire a sostenere la squadra di proprietà per motivi economici.

VINCE L’INCERTEZZA –  Barletta e Monza sono entrambe fallite, mentre il Lecce del patron Savino Tesoro (messo in vendita già dallo scorso febbraio) verrà molto probabilmente ceduto alla cordata messa in piedi dall’avvocato leccese Saverio Sticchi Damiani: domani potrebbe essere il giorno delle scelte definitive per il numero uno di Spinazzola. Il Venezia è nel dubbio più totale, considerato che il presidente russo Korablin non si fa vedere in Laguna ormai da molti mesi. Anche l’Ischia Isolaverde ha forti problemi economici: Juve Stabia, Benevento, Real Vicenza e Carrarese, invece, hanno appena visto i rispettivi proprietari lasciare i ruoli di comando e dire addio al calcio. Il Real Vicenza ha deciso di disimpegnarsi totalmente e i nuovi investitori del Varese, che arrivano dal Libano, non sembrano dare certezze positive e confortanti. Senza dimenticare, infine, che ci sono più club coinvolti con l’inchiesta “Dirty soccer”: Santarcangelo, Savona, Torres e L’Aquila.

IL PRESIDENTE – Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, ha lanciato più volte l’allarme “fallimento”, che coinvolge numerose squadre del calcio professionista, attaccando in modo diretto le società. L’ex centrocampista della Roma e della Nazionale, nonostante sia il numero uno dell’Aic non ha, però, ancora proposto-trovato delle soluzioni per un sistema in evidente crisi e che sta, per vari motivi, morendo. I prossimi mesi rischiano di essere pieni di colpi di scena, ribaltamenti e ripescaggi. Le certezze non fanno parte del calcio moderno e soprattutto di quello italiano, è vero, ma una soluzione va prontamente trovata. Soprattutto per chi, come i tifosi, vive di calcio e di emozioni vere. Infine, bisognerà capire come ragionerà il direttivo della Lega Pro nel caso in cui le iscrizioni al prossimo campionato al 30 giugno fossero nettamente inferiori a 60: si ridurrà l’organico o si accoglieranno tutte le domanda di ripescaggio? E quali soluzioni si troveranno sul riammissioni?

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