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caroppo Nardò
Andrea Caroppo, portiere del Nardò

NARDÒ (di Gabriele De Pandis)- Dal “Bentegodi” al “Giovanni Paolo II” il passo è breve. Nardò e il campionato di Eccellenza Pugliese 2014/2015 cercano di essere il trampolino per il rilancio di Andrea Caroppo, portiere originario di Otranto in forza al Toro dopo i passati importanti spesi tra i professionisti, oltre con gli scaligeri, con Brescia, dove ha saggiato la Serie B, Bellaria e Renate.

Quattro finali– Andrea Caroppo ha conquistato la porta del Nardò nel girone di ritorno dopo qualche difficoltà nell’andata: “Ora sono felice di aver trovato un po’ di costanza di rendimento, questo anche grazie a mister Ragno; ora mi aspetto una bella conclusione di stagione, recuperare il Francavilla sarà difficile ma spero di raggiungere la D percorrendo la strada dei play-off”. Per presentarsi al meglio al post-season il Toro deve affrontare al meglio gli ultimi impegni, con un occhio sempre vigile sul distacco dalla terza in classifica: “Noi ora abbiamo quattro partite dure, prima di tutto dobbiamo trovare la vittoria domenica col Bitonto per affrontare poi gradualmente gli ultimi tre impegni, dove spicca lo scontro diretto col Vieste, tra una settimana; lì ci giocheremo tutto, se faremo la semifinale o andremo direttamente alle fasi nazionali”.

Qualche rimpianto– L’estremo difensore otrantino ha vissuto entrambe le fasi della difesa granata, reparto e gruppo sul quale non può che spendere buone parole: “Secondo me abbiamo fatto un buon campionato, subendo pochi gol in tutti i match. Siamo un buon gruppo, affiatato e compatto, ci aiutiamo reparto per reparto a partire dalla porta per poi arrivare all’attacco”. Caroppo è più critico però quando si parla del rendimento personale, caratterizzato dalla macchia nel capitombolo casalingo di due giornate fa: “Penso ancora alla partita col Mola quando abbiamo perso 0-1; quell’indecisione tra me e De Giorgi che è costata il match ed un punto che magari sarebbe stato prezioso per l’ipotetica corsa al Francavilla”.

Gruppo e stimoli– Il 24enne è felice del gruppo che si è creato al Nardò anche con i colleghi-rivali Pino e Picco: “Con Pino e Giuliano (Picco, ndr), che ora è tornato ad allenarsi, andiamo d’accordo. Siamo un buon gruppo, siamo tre buoni portieri e ce la giochiamo sempre in allenamento”. Quella neretina è una tappa fondamentale per il cammino del portiere salentino, calatosi totalmente nella realtà nonostante i passati di lusso senza problemi di stimolo: “Lo stimolo a Nardò te lo regala la tifoseria, non ci sono altri campi in Eccellenza contornati da questo calore. Il mio obiettivo è tornare tra i professionisti, purtroppo l’anno scorso a gennaio mi sono rotto il crociato e quest’estate ho avuto una ricaduta che mi ha tenuto fermo sino a novembre. Ringrazio il direttore Andrea Corallo che mi ha dato l’opportunità di rimettermi in gioco recuperando un anno così. Il mio obiettivo è salire col Nardò – continua l’ex Hellas Verona- magari anche oltre la Serie D; mi trovo molto bene qui, ho sempre giocato fuori e stare vicino casa fa bene”.

I treni ripassano– Il libro dei ricordi del portiere scuola Brescia è già pieno di capitoli interessanti, ma il pensiero va subito ad un futuro dove la parola d’ordine è riscatto: “A Verona ricordo la promozione in B nell’annata 2010-11; è stato bellissimo festeggiare in una gran piazza calda. A Brescia ho passato una vita, giocando nel settore giovanile e facendo parte della prima squadra in Serie B. Bellaria è stata importante perché ho trovato continuità tra i pro, continuità che poi ho perso nel mio primo match a Renate facendomi male. Comunque si riparte, i treni passano anche un’altra volta e Nardò potrà essere una fermata importante”.

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