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bandiera LecceLECCE (di Pierpaolo Sergio) – Se è vero che al cuor non si comanda, figuriamoci se lo si può fare con la fede calcistica… Lunedì sera, il Lecce attende il Messina allo stadio “Via del Mare nel match che chiuderà il 26esimo turno del campionato. Si tratta di un posticipo serale (fischio d’inizio alle ore 20:45) in cui la formazione salentina sarà chiamata a rispondere almeno al mezzo falso passo interno di ieri sera della Salernitana contro il Foggia (All’Arechi è finita 2-2 col Foggia davanti a circa 10.000 spettatori) e concentrare tutte le proprie attenzioni esclusivamente sulla rincorsa alla zona play-off.

Nonostante il gran trambusto mediatico di questi giorni che sta facendo sognare, disperare, sorridere o interrogare (a seconda dei casi) i supporters giallorossi su quelle che potrebbero essere le future sorti societarie, pare che l’amore per la maglia sia più forte delle vicende legate all’eventuale passaggio di proprietà del club salentino. Infatti, stando al tam tam che si registra sui social media che van per la maggiore, da più parti si levano appelli affinché gli spalti dell’impianto sportivo leccese possano apparire finalmente colorati con le tinte della squadra leccese e si vada allo stadio portando con sé bandiere, vessilli, maglie e qualsiasi altro indumento che sia rigorosamente giallo e rosso.

Tale invito/auspicio potrebbe essere, tra l’altro, agevolato anche dall’iniziativa dell’U.S. Lecce che ha voluto mettere in vendita alla cifra simbolica di 1 euro i biglietti ridotti riservati alle donne ed ai nati dopo il 1° gennaio 1996 ed a quanti invece sono nati prima del 1° gennaio 1955. Pur mettendo in preventivo che sarà difficile registrare una presenza di pubblico ben superiore ai soliti 4-5.000 fedelissimi, se la maggior parte di essi realmente si presentasse al “Via del Mare” bardata di giallorosso, le tribune potrebbero apparire lo stesso più calde e colorate. I ragazzi di mister Alberto Bollini che stanno dando l’impressione di aver assimilato nel miglior modo possibile la cura del neo-tecnico lombardo hanno bisogno del sostegno del proprio pubblico.

Curva Nord giallorossaLa Curva Nord, in particolare, potrebbe essere il settore in cui più facilmente si potrebbero ammirare sciarpe, bandiere e gadget giallorossi capaci di togliere un po’ di grigiore alle gradinate dello stadio leccese. Dopo le contrapposizioni “ideologiche” da guelfi e ghibellini emerse tra i tifosi stessi sull’opportunità o meno di contestare squadra e società nella scorsa gara interna col Savoia, ora è tempo di stringersi attorno alla formazione salentina e far sì che proprio la Curva possa riappropriarsi del ruolo di traino per il resto della tifoseria che occupa gli altri settori. Avere unità di intenti equivale a far fronte comune nel raggiungimento di un obiettivo tanto invocato e cercato da tutto l’ambiente leccese qual è il ritorno in Serie B.

In altre piazze questo è un postulato dato per assunto, mentre alle nostre latitudini ci si divide futilmente su questioni che, alla resa dei conti, spesso si dimostrano di lana caprina. La “Sindrome da Tafazzi” che spesso impera a Lecce mina la serenità di un ambiente già fin troppo esacerbato da polemiche sterili e posizioni preconcette. Svelenire il clima che si respira attorno a Miccoli e compagni significherebbe ricominciare a dare prova di maturità e presentarsi compatti e agguerriti (sportivamente, ovvio) per gli ormai prossimi impegni ravvicinati che attendono la truppa giallorossa contro Casertana, Juve Stabia, Benevento e Salernitana che tanto potrebbero incidere in termini di promozione finale.

Ecco allora che pure un gesto semplice, altrove scontato, qual è quello di andare a tifare per la propria squadra indossandone i colori sociali potrebbe dare quel quid in più da tanti invocato. Che l’appello sia raccolto perché, ed è vero, al cuor non si comanda

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