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Pagani stadioLECCE (di Italo Aromolo) – Una vittoria intelligente. Si può definire così il secondo successo consecutivo del Lecce di mister Alberto Bollini, che espugna l’ostico campo di Pagani con le armi della combattività, del cinismo e della buona sorte. In vantaggio con un gol di Stefano Salvi poi raddoppiato da un fortunoso tiro di Gianluca Di Chiara, la formazione giallorossa è stata abile a far pendere dalla propria l’ago di una bilancia che le statistiche rivelano assolutamente in equilibrio per quanto visto in campo. Analizziamo i numeri della partita.

I numeri: difese ferree e attacchi leggerini? Il tema dell’equilibrio trova ragione nella convincenti prove che hanno offerto i rispettivi reparti difensivi. Quello del Lecce è apparso più che mai tonico e rinsaldato dalla cura messa in atto da mister Bollini, che ha saputo re-infondere le giuste sincronie a un reparto imbattuto da quasi 200 minuti. Il quartetto Mannini-Diniz-Abruzzese-Lopez ha sbarrato la strada alle 31 palle in area della Paganese, concedendo agli azzurrostellati solo 5 tiri in porta ed altrettanti fuori. Di questi, meno della metà sono nati all’interno dell’area di rigore, e soltanto due, per giunta nella stessa azione Gilardi-Longo, si sono rivelati seriamente pericolosi per i guantoni di Nicholas Caglioni.

Tra i singoli, alle chiusure ermetiche di Marcus Diniz hanno fatto da contrappeso gli interventi a singhiozzo di Daniele Mannini, che nel secondo tempo ha sofferto non poco le folate del dirimpettaio Aurelio. Dalla zona di competenza dell’ex Pisa, non a caso avanzato in attacco nel suo momento di maggior difficoltà, sono nati 3 dei 5 cross e 12 delle 18 palle in area che la Paganese ha messo in mezzo nel secondo tempo.statistiche Paganese-LecceIl Lecce versione “alta tensione” ha giocato in un crescendo di tiri e occasioni da gol. E questa è una assoluta novità rispetto alle defaillance che spesso hanno ammorbato i giallorossi dal 45esimo in poi. Il bilancio tra primo e secondo tempo è eloquente: 1-5 per i tiri in porta, 4-6 per i cross, 10-12 per le palle in area e 4-0 per i tiri subiti. Nella seconda frazione, il Lecce ha tirato di più, ha crossato di più e ha subito di meno. Gli sbilanciamenti di una Paganese in svantaggio avranno certamente contribuito, ma non dimentichiamo che lo stesso andazzo si era ripetuto in tante altre partite con esiti ben diversi.

Una metamorfosi che inizia a dire i suoi frutti anche in quella che è stata l’altra grande mancanza del Lecce 2014/’15: il cinismo sotto porta. Alla concretezza machiavellica di chi ha sfruttato due clamorose gaffe della difesa avversaria si associa la costante ricerca della conclusione a rete senza passare da asfissianti ghirigori tattici (11 tiri su 22 palle in area, coefficiente di pericolosità pari 0,5). Pochi fronzoli e tanta sostanza: è lo specchio della prestazione di Carlos Embalo, che appena entrato ha messo in mezzo ben 4 palle in area ed è più volte andato vicino al gol con le sue 3 conclusioni a rete. Più che una candidatura per un posto da titolare nella prossima gara con il Messina.

Di seguito, tutte le statistiche di Paganese-Lecce:

TIRI IN PORTA            Paganese 4Lecce 6
TIRI FUORI E/O RESPINTI  Paganese 5Lecce 5
CROSS EFFETTUATI       Paganese 9Lecce 10
FALLI SUBITI             Paganese 12Lecce 13
PALLE IN AREA          Paganese 31Lecce 22
CORNERPaganese 3Lecce 2
OFF-SIDEPaganese 2Lecce 3
COEFF. PERICOLOSITÀPaganese 0,32Lecce 0,50
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