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saLECCE (di Carmen Tommasi) – “Ma ti accorgi che hai voglia di qualcuno che sappia come sei. Che riconosca il tuo arrivo dal fumo e profumo, misto, denso e nero, come la tua anima”: così scrive Massimo Bisotti nel libro “La Luna Blu” e come dargli torto? Bisognerebbe, infatti, chiedersi che cosa sarebbe la vita senza amore, senza sapersi abbracciare, toccare, riconoscersi e arrivare dentro e in fondo all’anima per sfiorarsi e appartenersi. Per diventare un cuore che batte forte in sintonia con un altro, per rinascere e per diventare una sola cosa. E non solo il 14 febbraio, giorno di San Valentino, la festa degli innamorati, in cui la Chiesa festeggia il santo che era vescovo di Terni nel III secolo.

Nel 2015, più che una festa degli innamorati, è diventata un trend, un’abitudine consumistica, una di quelle che ammazza, forse, l’essenza del sentimento ed allora perché non festeggiarsi ogni giorno o quando lo chiede il cuore? O il proprio uomo, donna o compagna di vita? Amiamoci, rispettiamoci e festeggiamoci ogni santo giorno, quando l’amore ce lo suggerisce, ce lo impone, quando il cuore urla forte il bisogno d’amarsi nella maledetta e benedetta routine quotidiana. Un mazzo di rose inaspettato, una cena romantica nel bel mezzo della sempre uguale settimana o una poesia d’amore dopo una giornata difficile prima di andare a dormire: sono questi i gesti che potrebbero valere una gioia infinita, rispetto a ciò che “comanda” il calendario nel giorno degli innamorati.

Amiamoci, amatevi e riconoscetevi sempre: senza freni, senza paure e brutti pensieri. L’amore è nell’aria e senza amore valiamo la metà. Un cuore che batte all’unisono con un altro è il vero miracolo della vita… Evviva l’amore e chi sa amare!

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