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Alberto Bollini, allenatore U.S. Lecce

LECCE (di Carmen Tommasi) – Dare il massimo in campo, restare concentrati e non farsi condizionare da nulla: è questo l’Alberto Bollini pensiero in una settimana difficile e delicata per il suo Lecce, visto il possibile “abbandono” della famiglia Tesoro del club di Piazza Mazzini: “Per la professionalità e la disponibilità espressa dai miei giocatori, ribadisco quello che ho detto la settimana scorsa; stanno tutti facendo del loro meglio -spiega l’allenatore di Poggio Rusco- e credo che lo stiano facendo in maniera pratica. Sugli aspetti mentali, tecnici e organizzativi abbiamo battuto tanto in questi giorni e l’atmosfera è positiva. Siamo consapevoli della nostra forza, ma ho chiarito alla squadra che tutto questo deve essere tradotto in concretezza ed è una cosa che ho trovato nei ragazzi. Se vi riferite ai problemi esterni, io dico che non ci sono e che noi stiamo lavorando bene. Non mi faccio condizionare dalle chiacchiere…”.

AVANTI CON PASSIONE – Bisogna, quindi, dare il massimo da qui alla fine della stagione sia in allenamento che in partita: “Io arrivo al campo un’ora e un quarto prima dell’allenamento e trovo tanta passione in chi lavora nel Lecce; dal magazziniere al fisioterapista. Questo mi fa un immenso piacere e mi fa scendere in campo ancora più carico. La professionalità del lavoro di chi fa parte di questa società, mi aggrada e ci fa lavorare al meglio”.

IN CRESCITA – La squadra sta lavorando per migliorare i propri punti deboli: “In cosa dobbiamo migliorare? Nella comunicazione in campo, nella responsabilità individuale e nel senso del gioco attraverso la manovra collettività, ma sopratutto la continuità nell’essere offensivi, perchè la squadra non aveva sempre nei 90′ un equilibro tattico e agonistico. Ma sto intervenendo a pillole e a piccole dosi, perché non possiamo fare tutto e subito. Il tempo è breve nel preparare le partite e questo non è un bene, ma c’è una buona serenità e sicurezza nel lavoro. Le risposte, però, del campo sono positive”.

LA PAGANESE – Quella di venerdì sera, in programma alle ore 20:45 a Pagani, sarà una gara con tanti ostacoli: “Che partita faremo? Per quello che mi riguarda non ritengo che ci debbano essere della differenze tra le gare in casa e quelle in trasferta. La caparbietà, la mia squadra la deve mettere in ogni occasione, così come la compattezza del gruppo. I bianco-stellati sono un avversario ostico che giocano in un campo non grande. condizione questa in cui ha la meglio chi ha più agonismo e non tecnica. Dobbiamo fare una gara con la mentyalità positiva”.

TUTTI TITOLARI – La rosa giallorossa è ampia e con dei giocatori tutti importanti: “Non c’è l’undici titolare in assoluto per me, ma tanti giocatori allo stesso livello di condizione. Poi, c’è anche chi non puoi avere i 90′ nelle gambe, ma chi subentra dalla panchina per me è comunque un titolare a tutti gli effetti. Sacilotto? Non lo scopro io come giocatore e Di Chiara è un ragazzo con entusiasmo. L’abbondanza nelle scelte, quindi, non può fare che bene”.

CAPITOLO MICCOLI – L’ex Palermo in questi giorni sta decidendo sul suo futuro, anche se nella giornata di oggi si è rivisto sul manto erboso del Via del Mare: “Miccoli? lo lo voglio contento, perché è un passionale per il Lecce e può essere che in certi momenti uno ha voglia di dare quello che ha, ma lo fa capendo il momento e le necessità. Dopo il primo allenamento Fabrizio mi ha voluto parlare e mi ha detto cose anche personali: la mia disponibilità è umana nei suoi confronti e le mie porte per lui sono sempre aperte; non sono io che decido il presente e il futuro di Miccoli. Domenica ha dato una partecipazione forte dalla panchina e questo l’ho detto a lui, anche se non ha giocato. Il futuro di Fabrizio deve arrivare dal suo incontro con la società. Manconi e Vinetot pronti per Pagani? Vedremo cosa succederà tra oggi e domani”.

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