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Salvatore Negro

“La ‘dea madre di Badisco’ deve ritornare in provincia di Lecce. È inammissibile che un reperto archeologico di tale importanza sia finito in un museo fiorentino senza mai fare ritorno nella terra dove è stato ritrovato. La Regione si adoperi per avere un interlocuzione con il Ministero e capire i motivi per cui una testimonianza di tale rilevanza si trovi in Toscana e non in Puglia”.

È quanto chiede il presidente del Gruppo regionale Udc, Salvatore Negro, il quale rivolge un appello all’assessore alla Cultura Silvia Godelli affinché si adoperi per mettere in atto ogni azione utile per fare tornare sul nostro territorio “la dea madre di Badisco”, il volto di una donna preistorica ritrovato nella Grotta dei Cervi durante gli scavi effettuati tra il 1970 e il 1980 che attualmente si trova nell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria di Firenze .

“Un territorio come il nostro che da decenni sta puntando sulla valorizzazione delle proprie bellezze artistiche, architettoniche e paesaggistiche, ormai meta di turisti provenienti da tutto il mondo, non può vedersi defraudato del suo patrimonio”, ha sottolineato il capogruppo Udc. “Anche nel Salento ci sono musei e altri luoghi d’arte che possono ospitare la “dea madre” e gli altri numerosi reperti emersi dagli scavi di Badisco e che giacciono negli scantinati della Soprintendenza di Taranto. Siamo certi che la Giunta regionale non farà cadere nel vuoto l’appello che si leva oggi dal mondo della cultura e che si adopererà con ogni mezzo per riportare sul territorio questi reperti archeologici e in particolare quella che è conosciuta anche come la “madre” di tutti i salentini”.

Nota – Questo comunicato è stato pubblicato integralmente così come è giunto in Redazione . Pertanto questo contenuto non è un articolo prodotto dalla redazione di “Leccezionale”.

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