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Antonio Tesoro e Dino Pagliari

LECCE (di Massimiliano Cassone) – La Sala Stampa “Sergio Vantaggiato”, in una cornice degna delle grandi occasioni, accoglie per la prima volta Dino Pagliari. Al mister di Macerata è stato affidato il compito arduo di ridare credibilità ad una squadra che, nonostante sia stata costruita per vincere il campionato, oggi si ritrova quinta in classifica, con un ritardo di nove punti dalla prima e fuori dalla zona play-off, quando manca ancora una giornata alla fine del girone di ritorno.

A presentarlo è Antonio Tesoro, il direttore sportivo del club di Piazza Mazzini:

“Auguri a tutti seppur in ritardo; se ci ritroviamo qui a presentare un nuovo allenatore, significa che qualcosa non ha funzionato. Ringraziamo Franco Lerda di cui abbiamo ancora grande stima, ma dato il dicembre negativo, con tre sconfitte consecutive, dovevamo invertire la rotta e lo stiamo facendo col cambio di allenatore – afferma – Abbiamo scelto Dino Pagliari perché è stato amore a prima vista non solo con me ma anche col Presidente. E non è vero che abbiamo contattato cento allenatori e abbiamo ricevuto dei no; gli unici allenatori con cui abbiamo parlato sono Calori che ha preferito aspettare la serie B e Pagliari. Non è detto che avremmo scelto Calori, perché da subito Pagliari ci ha dato una ventata di ottimismo. Ha cambiato cinque treni per venire all’appuntamento, e ne ha presi altri cinque per tornare. Il mister ha fame e ha voglia di fare bene, e in un momento di emozioni negative per noi, ci ha dato la ventata di ottimismo che ci serviva. Lui è il profilo di allenatore ideale per questa squadra; pensiamo di aver fatto la scelta giusta. Poi conclude chiosando sul mercato: “Qualcosa faremo e, dopo che il mister avrà conosciuto la squadra, se ci sarà bisogno, non ci tireremo indietro, non staremo di certo con le mani in mano”.

Dino Pagliari 1
Dino Pagliari

Dino Pagliari ha subito conquistato i giornalisti presenti per la schiettezza e il linguaggio semplice ma forbito con cui si è approcciato: “Buon giorno a tutti e auguri di buon anno, visto che Natale è già passato”. Ha esordito così, poi ha continuato: “Sono contento e soddisfatto di essere qui, sembra una ovvietà ma è così. Ringrazio il presidente ed il direttore; è vero che ho fatto tanti chilometri in treno, ma io amo il treno, magari chiederò il rimborso (sorride, ndr), ma volevo colloquiare con i dirigenti di questa squadra”. Alla domanda se il Lecce può ancora ambire al primo posto risponde così: “Non ho mai studiato matematica, ma ci sono più di 60 punti a disposizione ed è tutto matematicamente aperto per tutto, anche per il primo posto. Chi viene ad allenare il Lecce deve venire per fare bene, ora dobbiamo imparare a conoscere la squadra, e quando parlo al plurale mi riferisco ai miei collaboratori che saranno: Maurizio Tacchi, il mio secondo, mentre preparatore atletico e dei portieri rimarranno Paolo Redavid e Roberto Vergallo”.

Chiaro, preciso e conciso parla anche dei prossimi impegni e la filosofia sembra quella di mister Lerda che ha sempre dichiarato che si gioca partita per partita, mentre Pagliari parla di ostacoli: “Gli ostacoli ci sono settimana dopo settimana, vanno incontrati prima quelli vicini e poi piano piano un ostacolo per volta”.

Il tecnico maceratese ha già affrontato i gironi del Centro Italia ma non ha mai giocato in quello del Sud: “La differenza tra i gironi è prettamente ambientale. Al Sud il calcio si vive in maniera più calda: ad esempio, qui quando ci sono 5000 spettatori si pensa siano pochi, in altre parti è un numero impensabile”.

Non poteva mancare la domanda su Fabrizio Miccoli e qui Pagliari risponde in maniera schietta ed anche spiritosa: “Miccoli? Non lo conosco, appena lo conoscerò vi potrò parlare di lui. Attenzione ho detto conoscere, non riconoscere, perché lo riconosco per il calciatore che è ma non l’ho mai conosciuto come persona. Ad esempio, se uno vede Julia Roberts, riconosce chi è ma non può dire di averla conosciuta”.

La conferenza si è conclusa col pensiero del tecnico sull’immediato futuro: “La squadra è bene assortita, ora ci conosceremo, lavoreremo insieme. Inutile dirvi che questa squadra a me piace e nonostante io abbia ricevuto moltissime offerte, quest’anno come non mai e non so spiegarmi il perché (sorride, ndr) ho scelto Lecce perché è il club che volevo. Visto che siamo a Lecce, possiamo parlare di pietra leccese: io prediligo più la pietra che i barocchismi. Cercheremo di capire se ci sarà bisogno di apportare qualche correttivo”.

Ha lasciato nei presenti una buona impressione, inizia così il nuovo corso giallorosso.

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