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Luisa De Donatis 02
Luisa De Donatis

CAMPI SALENTINA – “Protagoniste” è il titolo della mostra fotografica che si terrà  sabato 29 (dalle ore 17 alle 19) e domenica 30 novembre (dalle 9 alle 12 e dalle 18:30 alle 20:30). Gli scatti di Monica Taveri saranno esposti nella Sala don Pietro Serio (ex Biblioteca comunale) di Campi Salentina; l’evento è frutto della collaborazione tra la Commissione Pari opportunità del Comune di Campi Salentina ed il Centro antiviolenza “Renata Fonte”.

Domenica, alle 18:30, interverranno il sindaco Egidio Zacheo, l’assessore alle Politiche Sociali Luisa de Donatis, la presidente dell’associazione “Donne insieme-Centro antiviolenza Renata Fonte”, Maria Luisa Toto ed Alfonso Frassanito presidente dell’Associazione “Io so’ Carmela” e padre di Carmela Cirella, la ragazza di 13 anni di Taranto che nell’Aprile del 2007 morì gettandosi dal settimo piano di un palazzo, dopo essere stata violentata da un branco di stupratori e mai creduta, tanto da essere rinchiusa in comunità ed imbottita di farmaci.

“Quando la Commissione, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, mi ha proposto di organizzare insieme questo evento – sostiene l’Assessore alle Politiche Sociali, Luisa De Donatis – non ho avuto alcun dubbio. La mostra fotografica Protagoniste di Donne Insieme è un modo straordinario per tenere viva l’attenzione sul fenomeno “violenza”, che non sempre ha manifestazioni eclatanti, anzi troppo spesso assume i contorni inquietanti della quotidianità. Penso che un ottimo deterrente per questo tipo di reato – sottolinea Luisa De Donatis – sia quello di non volgere altrove lo sguardo, accendere i riflettori sul problema, creare sinergie forti come può essere il lavoro di rete tra le istituzioni, il mondo dell’associazionismo, le commissioni sparse ormai anche nelle piccole realtà. Insieme, per dire davvero basta e rivendicare il diritto di ogni donna ad una vita piena e dignitosa”.

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Monica Taveri

PROTAGONISTE, spieghiamo cosa è –  In occasione del 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, l’Associazione “Donne Insieme” – Centro Antiviolenza “Renata Fonte” di Lecce, organizza una mostra fotografica: “PROTAGONISTE”.

Le Donne del Centro, si sono proposte per rappresentare il loro percorso di “emancipazione” dalla violenza, trasformando la loro esperienza di “consapevolizzazione” in immagine. Gli scatti diventano lo strumento per abbracciare le “storie altre” e dare la forza di dire basta. Uscire fuori dal contenimento rappresentato dagli ambienti del Centro diventa un modo per rappresentare la Forza di cui si sono appropriate le Donne che hanno scelto di “metterci la faccia”.

La mostra fotografica, in questo caso, non è uno strumento puramente ‘artistico’ di rappresentazione della realtà, ma è uno strumento di comunicazione per evidenziare come il fenomeno ‘violenza’ spesso rappresentato nelle sue forme acute, può ed è puntualmente presente nella nostra ‘normalità e quotidianità’.

I gesti, i volti, i movimenti, sono quelli di donne normali, possono essere volti del genere femminile senza nessun tipo di connotazione di abuso, anche se, magari, per anni lo hanno vissuto. La foto rappresenta quello che si può essere, quello che si può manifestare, la possibilità di essere ‘donna’ senza avere timore del giudizio di nessuno, la possibilità di essere corpo senza giudizio, legame, abuso, negazione.

La foto rappresenta, quindi, un messaggio di ‘essere’ nella consapevolezza dell’essere protetta e dell’essere forte della propria libertà e dignità riconquistata, anche nei piccoli gesti, nei movimenti, nel pensiero. Perché chi ‘guarda’ comprenda che essere vittima di una violenza sessuale o di una storia di violenza domestica non è associato solo a lividi, ferite, tagli. Quello avviene, ma poi il corpo restituisce naturalmente dignità al corpo cancellando i segni. E quelle donne ritornano ad essere come milioni di altre donne. Il pensiero, invece, ha necessità di ‘conservare i segni’ cosicché quelle situazioni non si presentino più, per difesa. E quei segni della mente sono diversi dai segni del corpo. Per farli andare via non è necessaria la fisiologia del corpo, ma è necessaria la fisiologia della mente: l’autonomia, la solidarietà e una società civile. Questi scatti raccontano il corpo, la mente, la normalità, in una storia di riappropriazione dell’essere donna.

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