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L'undici di partenza
L’undici del Gallo

GALLIPOLI (di Gabriele De Pandis) – Il Gallo non muore mai, e l’1-1 di oggi contro il Taranto imbattuto in campionato è una risposta forte a tutti gli scettici che davano il Gallipoli in caduta libera dopo le dimissioni del presidente Barone e le contestuali tre sconfitte consecutive seguite alle iniziali cinque vittorie. I giallorossi di Volturo aggiustano nel modo più bello il Derby dello Jonio, dove il Taranto ha sì prodotto di più, ma non dimostrandosi capace di chiudere la contesa, perdendo altri punti in chiave promozione. L’uomo della provvidenza gallipolina e Pietro Stranieri, terzino classe 1995, caparbio a inzuccare in rete il pallone dell’unica occasione giallorossa in una partita dove il Taranto ha fatto pesare il suo maggior tasso tecnico. È un punto pesante più a livello morale che nell’economia della classifica, mossa nei bassifondi dalle vittorie di Arzanese (3-0 sul Manfredonia) e Monopoli (4-0 sul fanalino di coda Puteolana). Il Gallipoli, salito a quota 16 in attesa del verdetto sulla partita di Bari contro il San Severo, è quarto in solitaria a 3 lunghezze dalla coppia di seconde Potenza-Bisceglie dietro la capolista Andria, battistrada a 22 punti.

Andrea Presicce
Andrea Presicce

Primo tempo– Il Gallipoli non smentisce la sua veste tattica e si presenta in campo con il solito 4-3-3, ma con diversi interpreti. L’assenza del metronomo Zaminga porta all’arretramento di Presicce sulla linea dei centrocampisti, con Puglia regista e Mariano sul centrodestra; in avanti Volpicelli, Tedesco e Giuseppe Negro costruiscono il solito tridente, con l’ex Jesi chiamato al rientro sulla linea mediana in fase di non possesso. Il Taranto risponde con un modulo speculare, anch’esso sbilanciato in avanti; Mignogna fa la mezzala destra e Inacio Pià occupa l’out sinistro in un terzetto con Genchi e il classe 1996 Russo. Gli schieramenti offensivi delle due squadre in campo lascerebbero pensare a un derby spumeggiante fin dai primi minuti ma non è così. Le compagini in campo si studiano e il tabellino delle occasioni latita a riempirsi in avvio di match: Volpicelli, croce e delizia dell’attacco giallorosso, al 4’ tira da fuori ma per Mirarco è facile controllare la sfera. La giusta concentrazione serve anche al dirimpettaio Costantino, bravo a uscire sui piedi di Genchi dopo una bella azione solitaria di Porcino. La squadra di Volturo è propositiva, costruisce belle trame di passaggi e non sfigura contro il più quotato avversario. Mauro Puglia, perno centrale del centrocampo, è il faro della manovra gallipolina e, nello stesso tempo, un ottimo interdittore di una squadra densissima in fase di non possesso che rende aspra la partita per la costruzione dell’undici tarantino. I rossoblù beneficiano dell’ottima condizione di Inacio Pià, pendolino tra centrocampo e attacco sulla sinistra, e sono costretti a sviluppare azioni soltanto sulle corsie laterali, con Porcino ben ispirato sempre sulla corsia mancina. Al 18’ il Gallipoli prova a mettere il muso nei 16 metri tarantini, ma un batti e ribatti tra Negro e Tedesco permette l’opposizione al centrale rossoblù Ibojo. Il Taranto, scortato dai suoi 1000 sostenitori giunti in Salento, cerca di accendere il suo motore: al 22’ un dialogo Porcino-Mignogna è ancora vanificato dall’uscita di Costantino. Il Gallo comincia a fiutare il pericolo e abbassa il ritmo, rimanendo dipendente dalle sortite di Volpicelli in zona d’attacco. Genchi, imbeccato da Pià al 24’, cerca e trova il suo primo tiro, ma la conclusione è ancora controllata agevolmente dall’estremo difensore giallorosso. In un capovolgimento di fronte dopo 60 secondi Puglia apre il compasso e, con il destro, disegna una curva perfetta per il solito Volpicelli che però strozza un po’ troppo il tiro che si conclude a lato del primo palo. La partita sale d’intensità e il Taranto preme il piede sull’acceleratore: al 27’ Marsili conclude alto dai 20 metri e poi Mignogna, servito da Ciarcià, conclude uno slalom personale con un tiro fuori a fil di palo. I rossoblù dominano sul piano del possesso palla e, dopo dei vani tentativi in zona cross di Russo e Genchi, al 36’ colpiscono il palo dopo un colpo di genio clamoroso. Lancio dalla difesa per Inacio Pià marcato stretto da Cornacchia, stop perfetto e rovesciata destinata all’incrocio dei pali che scheggia la traversa. Favo suona la carica dei suoi e, sulle ripetute azioni di calcio d’angolo è il bomber Mino Tedesco a sbrogliare la situazione. Il Gallipoli si chiude a riccio tappando tutte le falle nella propria metà campo ma al 45’ Pambianchi cerca di eludere l’assetto difensivo giallorosso con una sassata da 30 metri dove Costantino deve ricorrere al tuffo per sventare. L’orgoglio del Gallo in conclusione di primo tempo è tutto racchiuso in una sortita di Rotunno che mette al centro un pallone dove Mirarco sventa prima dell’arrivo di Tedesco. In conclusione di frazione, il centravanti del Taranto Genchi lascia il campo per una contrattura; al suo posto entra Gabrielloni, che si ritroverà protagonista del match.

L'esultanza dopo lo 0-1
L’esultanza dopo lo 0-1

Secondo tempo– Il dominio del Taranto continua anche nella seconda frazione, aperta però da uno spiraglio di luce giallorossa. Volpicelli cerca di illuminare, ma il suo passaggio non è agganciato da Negro nel cuore dell’area. L’ex Lecce e Napoli Inacio Pià al 7’ saggia ancora le abilità di Costantino dopo aver dribblato Stranieri, troppo solo sull’out di competenza e spesso costretto alla doppia marcatura. Capitan Casalino, premiato prima della partita dalla Curva Sud con una targhetta celebrativa per le sue 100 presenze in maglia giallorossa, all’11’ sbroglia una situazione pericolosa con la collaborazione di Puglia svettando di testa nell’area piccola, ma è solo il preludio al vantaggio del Taranto, arrivato al minuto 12. Calcio d’angolo dalla sinistra, tiro al volo di Ciarcià dove Costantino fallisce la presa e Gabrielloni è il più lesto di tutti nel depositare in rete; errore del portiere giallorosso, tarantino di nascita anagrafica e sportiva, proprio nella porta antistante al settore occupato dai tifosi rossoblù e vantaggio meritato da parte degli uomini di Favo. Il gol sfalda il Gallipoli che controlla a fatica le corsie esterne, ricorrendo spesso al fallo per spezzare la partita. Volturo cerca di cambiare volto ai suoi con l’inserimento di Legari per uno spento Giuseppe Negro, ma proprio lo stesso Legari sbaglia malamente un buon appoggio per Tedesco ben appostato in area al minuto 24. Nell’area gallipolina scendono molti palloni e la coppia difensiva Cornacchia-Casalino deve fare gli straordinari; al 28’ uno degli spioventi coglie la testa di Gabrielloni che trova il secondo palo tarantino dopo aver eluso Cornacchia. I rossoblù calano di lucidità e il Gallipoli può abbozzare una reazione, ma al 34’ Tedesco può soltanto protestare per un contatto all’ingresso dell’area con Ibojo non ravvisato dall’arbitro che lo ammonisce per proteste. Il Taranto risponde al sussulto del bomber brindisino con un tiro alto di Conti da buona posizione, ma quando la partita sembra avviata al tripudio rossoblù arriva il colpo di coda del Gallo. Minuto 42. Calcio d’angolo ben battuto da Legari e Stranieri, liberatosi bene dai blocchi, colpisce di testa e insacca nella zona tra la traversa e il difensore rossoblù appostato sulla linea dall’estremo difensore Mirarco, in prestito dal Lecce. La Curva Sud si può lanciare nella corsa all’impazzata sui gradoni e il Gallipoli trova l’1-1 nel più rocambolesco dei modi. L’undici di mister Favo tenta uno squillo finale in pieno recupero, ma il destro di Carbone dal limite dell’area non inquadra lo specchio della porta. Il Derby dello Jonio, nei suoi precedenti al “Biancoè al quarto pari in cinque match.Mauro Puglia

Il migliore– In una partita per niente facile per il Gallipoli è emersa la sapienza di Mauro Puglia, per la prima volta impiegato nel ruolo di regista a causa dell’assenza per squalifica di Zaminga. Il centrocampista neretino ha coordinato le (poche) azioni offensive di marca gallipolina con aperture intelligenti e precise, dettando bene i tempi della manovra. In fase di non possesso ha poi vinto quasi tutti i contrasti con i dirimpettai tarantini d’altra categoria Ciarcià e Marsili.

Sugli spalti– Gallipoli-Taranto è stata una partita d’altri tempi per colori e immagini viste e vissute al “Bianco”. I tifosi rossoblù, accorsi in massa, hanno riempito entrambi i settori ospiti dell’impianto situato sul Lungomare Galilei. La Curva Sud, più gremita per il Derby dello Jonio, ha prima ricordato con lo striscione “RIP Brando” Francesco Brandolino, il 16enne melissanese morto tragicamente pochi giorni fa. Di ben altra fattura gli striscioni, accompagnati comunque da un sostegno costante ed encomiabile per la maglia, sui recenti scossoni societari. “Questa Curva non si dimette” e “Delle tue dimissioni ci siamo rotti i c…” i chiari incisi del tifo organizzato gallipolino.

tifosi gallipoliIl tabellino

Gallipoli – Taranto 1-1

Gallipoli (4-3-3): Costantino; Stranieri, Cornacchia, Casalino (cap.), Rotunno; Mariano (36’st M. Negro), Puglia, Presicce; Volpicelli (46’ Alessandrì), Tedesco, G. Negro (15’st Legari). A disposizione: Passaseo, Solidoro, Gigante, Riezzo, Levanto, Sportillo. All. Volturo.

Taranto (4-3-3): Mirarco; Colantoni (35’st Conti), Ibojo, Pambianchi, Porcino; Ciarcià, Marsili, Mignogna (cap.); Russo (21’st Carbone), Genchi (43’pt Gabrielloni), Pià. A disposizione: Pizzaleo, Tarallo, Prosperi, Fonzino, Oretti, Cimino. All. Favo.

Reti: 12’st Gabrielloni (T), 42’ Stranieri (G).

Ammoniti: 36’pt Casalino (G), 10’st Presicce (G), 14’st Stranieri (G), 20’ Ibojo (T), 34’ Tedesco (G), 41’Cornacchia (G), 41’Marsili (T).

Arbitro Diego Provesi di Treviglio (Bg).

Assistenti Alessandro Lombardi di Castellammare di Stabia (NA) e Nicola Nevio Spiniello di Avellino.

Note: Pomeriggio soleggiato, temperatura 16°C, terreno in erba sintetica. Spettatori 2.000 circa (900 provenienti da Taranto). Recuperi 2’pt – 3’st. Calci d’angolo 3-7.

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