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tafazziLECCE (di Pierpaolo Sergio) – Non sarà stata proclamata Capitale europea della Cultura per l’Anno Domini 2019, ma siate pure i benvenuti a Lecce, che un titolo pare pur sempre averlo messo al sicuro: quello di Capitale mondiale… della “sindrome da Tafazzi“. Tutti contro tutti, novelli guelfi e ghibellini del terzo millennio pur senza trovarsi in Toscana e, magari, senza sapere chi mai alla fine costoro fossero… Sindrome da Tafazzi, già, perché solo così si può definire l’atteggiamento di chi vive in quest’estremo lembo di Italia, in cui il personaggio creato dal trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo che, senza un reale perché, si batteva una bottiglia di plastica sui proprio “gioielli”, potrebbe essere nominato rappresentante ufficiale ad honorem.

eutopia Lecce2019L’eco del boato dei cittadini del capoluogo lucano, che ha accompagnato la proclamazione di Matera a futura Capitale della Cultura, è ancora nell’aria e rischia di farsi sentire chissà per quanto tempo ancora nelle orecchie dei tanti, troppi, Soloni di casa nostra. Lì dove arriverà un’autentica manna dal cielo, sotto forma di finanziamenti da parte dell’Unione Europea, sì che sanno fare squadra. A Matera la popolazione è stata sapientemente coinvolta nella lunga marcia di avvicinamento al giorno in cui dal Mibact si sarebbe saputo il nome della candidata prescelta per il prestigioso titolo.

Lo dimostrano le immagini che stanno facendo il giro del web, quindi del mondo, in cui si vede una marea di materani acclamare con urla di gioia la notizia che la loro città aveva sbaragliato la concorrenza delle altre 5 reginette che aspiravano al titolo. Non bastava una piazza ed un’intera via a contenere le migliaia di persone che attendevano febbrilmente la proclamazione. Ed alla fine hanno gioito come raramente accade di fare in quel territorio. Bravi.

logo-Matera2019Loro sì che se lo sono tolto qualche Sasso(lino) dalle scarpe. Lì si è data dimostrazione di autentica coesione, compartecipazione e unità di intenti. Sull’altro piatto della bilancia, senza voler andare ad analizzare se e come hanno reagito o commentato nelle altre candidate Ravenna, Cagliari, Pisa e Siena, mettiamo Lecce. Una città che si è dimostrata anche subito dopo le 17:50 di venerdì (orario della proclamazione di Matera) più impegnata a fare i conti con il più becero tifo da stadio, con i campanilismi che sono la negazione della cultura stessa, che ad interrogarsi su cosa fosse realmente accaduto. A troppi non è stato chiaro che in palio non c’era il titolo di città più bella architettonicamente, né quello che indicasse quanti anni di storia custodissero memoria di eventuali passate grandeur

Eletta Matera e fatti i sinceri e dovuti complimenti al capoluogo lucano, è già tempo di guardare avanti. Se non si vogliono perdere altri treni, sappia questa città dimostrare di non dividersi su ogni questione. Si dia spazio all’entusiasmo ed alla voglia di essere positivi ma, soprattutto, di saper ancora sognare e sperare. Tutti insieme, perché se si perde la capacità di sognare allora è davvero tornato il tempo del più buio Medioevo.

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