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Alessio Antico
Alessio Antico

NARDÒ (di Gabriele De Pandis) – Capitano, condottiero e bandiera di una squadra che, nonostante le difficoltà d’inizio campionato e un assetto nuovo, non nasconde le sue rosee ambizioni, desideri che cercano di ridare una gioia a una piazza affamata di calcio come Nardò. Alessio Antico, difensore centrale classe 1981, è il perno, non solo sul campo, di questa rinascita granata. Lui, neretino doc, ha risposto sì sin da subito alla chiamata del neopresidente Maurizio Fanuli dopo l’esperienza laziale al Palestrina seguita alla triste radiazione del Nardò del novembre scorso.

Partiamo dalla fine. Il pari casalingo con la SudEst ha fatto registrare qualche malumore tra il pubblico. Tu, da capitano del Toro, cosa ti senti di dire ai tifosi?

“Sappiamo che Nardò è una piazza esigente. Sì, i ragazzi pretendono molto dalla squadra perché fanno tanti sacrifici e, giustamente, chiedono i risultati. Da capitano mi sento di dire che questa squadra ci sta mettendo tantissimo impegno e dedizione alla causa. Dobbiamo migliorare sul piano del gioco e ogni giorno stiamo lavorando in questa direzione. In ogni caso questa situazione non ha nulla di preoccupante, poiché la squadra è nuova, come anche la società, e ci vuole tanta pazienza”.

Avete qualcosa da recriminarvi nell’economia del match di domenica scorsa?

“Analizzando la partita con il mister nella ripresa di martedì, abbiamo trovato un po’ di punti su cui cercare di costruire il nostro miglioramento. Riusciamo ad andare in vantaggio dopo pochi minuti, è successo domenica con il Locorotondo, a Castellaneta e con l’Ostuni, ma poi c’è qualcosa da cambiare, soprattutto sul piano mentale. Dobbiamo gestire meglio il vantaggio, quando siamo sopra ci abbassiamo, lasciando spazio all’avversario. Lavoriamo su questo punto per migliorare un impianto che è già buono”.

Domenica mister Monaco è passato alla difesa a tre. Come ti sei trovato a comandare il pacchetto arretrato con De Icco e De Giorgi?

“Dietro siamo quattro potenziali titolari (Romeo, De Icco e De Giorgi insieme al neretino doc, ndr). Chi gioca fa sempre bene, poiché l’avvio di stagione ha sancito la nostra forza difensiva. Mister Monaco ci vuole più aggressivi, pronti a pressare alto per non dare spazio agli avversari, ma ripeto, chiunque giochi dietro, anche con me in panchina, non sfigurerebbe in questo assetto. In campionato stiamo giocando bene, subendo solo 3 gol in situazioni che non sono scaturite da nostri errori: l’infortunio difensivo di Carletto (Vicedomini, ndr) domenica con la SudEst, un tiro da 30 metri ed un calcio piazzato con a Castellaneta”.nardò squadra

Nella prossima partita siete chiamati al riscatto a Novoli. Come vedi questa trasferta?

“Sarà dura, a Novoli sarà una partita difficile. Dobbiamo fare la partita noi senza mollare mai, loro sono una squadra quadrata che lotta, in buona parte confermata dal gruppo che l’anno scorso ha primeggiato nel Girone B di Promozione. Al ‘Toto Cezzi’ giocheremo su un campo in terra, ma non dobbiamo nasconderci dietro questo fatto. Sappiamo di che pasta è fatta l’Eccellenza e di certo non ci aspettiamo di trovare campi perfetti”.

Parlando di campi difficili, Nardò, non è da meno. La prossima partita in casa, da giocarsi contro il Galatina, non sarà giocata al “Giovanni Paolo II” a causa dei lavori che interessano il rifacimento del terreno di gioco. Più contento per la sistemazione del campo di casa o più dispiaciuto per non poter giocare in casa nell’impianto di Via Rubichi?

“Dispiace non giocare in casa, con il pieno sostegno dei nostri tifosi sulle nostre gradinate, ma il ripristino di condizioni ottimali sul nostro terreno di gioco era una cosa fondamentale. Meglio saltare un turno che avere per più partite un campo così difficile”.

Il Trani guida il campionato con 4 punti in più rispetto al Toro. È la formazione barese la rivale più importante per la promozione?

nardò squadra retro“Il successo parte da noi, questo è il presupposto. Non abbiamo la pressione di vincere il campionato, la società ci ha chiesto di dare il massimo in ogni partita, uscendo con quella proverbiale ‘maglia sudata’. In questo campionato tutti partono da zero e quindi tutti hanno anche una minima ambizione di vittoria, ma alla lunga solo chi è più solido sul piano societario vince. Un nome per la promozione? Potrei dire il Trani, ora in vetta, ma anche il Vieste ha una bella squadra, confermando il gruppo della scorsa stagione. In seconda battuta poi penso al Mola, al Molfetta e all’Altamura, compagine che potrebbe giocare il ruolo dell’outsider con tanti elementi di categoria”.

Dalle parole del centrale neretino traspare tanta voglia di riscatto sul campo, dopo i mezzi passi falsi di Castellaneta e con la SudEst. Mister Walter Monaco, alla sua prima esperienza tra i professionisti dopo la panchina degli Allievi dell’U.S. Lecce, ha sicuramente le carte in regola per far girare al meglio questa squadra dalla difesa impenetrabile e anche sfortunata davanti. Antico c’è, parola di capitano.

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