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Caglioni vola a proteggere 3 punti d’oro

LECCE (di Massimiliano Cassone) – Una vittoria soffertissima ma meritata consegna alla squadra giallorossa una settimana di lavoro da affrontare con serenità. Con i tre punti in tasca e con solo tre lunghezze di ritardo dalle dirette concorrenti alla promozione finale, cioè Salernitana e Benevento, per il Lecce potrebbe diventare più semplice sia calciare, che pensare.

Tornando a ragionare sulla gara con la Paganese, ritroviamo tutto ciò di cui abbiamo già ampiamente trattato: il Lecce ha una rosa di tutto rispetto, anche se al momento qualche elemento è fuori forma, Moscardelli ad esempio, o il giovane Donida che ancora non si è inserito nelle dinamiche di una difesa che, dopo la brutta prestazione della prima di campionato (ma lì era tutt’altra linea difensiva), sembra una montagna invalicabile. Caglioni si è dimostrato super, W. Lopez giganteggia sulla sinistra, Sacilotto è il jolly che più ha stupito finora, Martinez è il solito martello pneumatico, Abruzzese la sicurezza silenziosa, e più che buona è stata la prova offerta ieri da Mannini schierato come quarto a destra. Poi torneranno Diniz, Vinetot, D’Ambrosio e si inserirà bene anche Donida perché il ragazzo, educato e garbato, sarà preso sotto l’ala protettrice dei suoi compagni e il tempo lo aiuterà ad amalgamarsi al meglio.

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Il “professor” Papini

In mezzo al campo comanda il “professore” Papini: insostituibile. Ieri, al suo fianco, Filipe Gomes ha dimostrato di poter dare ordine laddove servirà. Doumbia e Carrozza sulle fasce sono un lusso per la Lega Pro e contro la Paganese, a nostro modesto parere, hanno disputato una buona gara. E Miccoli? Di lui non vorremmo aggiungere più nulla. Parlino le immagini e mettano a tacere i suoi detrattori; Della Rocca anche ieri ha lavorato tantissimo ed è il suo sacrificio che permette alle ali ed al suo compagno di reparto di trovare gli spazi giusti.

Nel primo tempo è sembrato un Lecce pronto a volare alto, laddove non arrivano nemmeno le aquile. È pur vero che di fronte c’era una Paganese erroneamente considerata modesta ma, come ci insegna la Lega Pro, i campionati scorsi sono stati persi contro squadre che rispondono ai nomi di Salò, Viareggio e Lumezzane. Il blasone ormai non conta nulla, quindi serve poco fare calcoli, non esistono agnellini in questa categoria, ma ci sono solo lupi pronti a sbranarti al minimo errore. Nel secondo tempo è stato palese che il mister di Fossano abbia deciso di difendersi; forse per timore di poter prendere un gol; si è così difeso a cinque dietro, come fa una provinciale che ha bisogno di racimolare punti vitali per salvarsi. E se fosse questa la mentalità giusta? Se al Lecce degli anni passati fosse mancato proprio questo spirito di sacrificio e questa umiltà di capire che chiunque può far male? Sarebbe stato meglio continuare a giocare a viso aperto, oppure è stato meglio rinunciare ad attaccare per non scoprirsi eccessivamente?

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L’errore di Moscardelli

Non esiste una verità assoluta; vero è, comunque, che gli amanti del calcio ed i tifosi vorrebbero sempre vedere il bel gioco, come è vero che se il Lecce non avesse vinto contro i ragazzi di mister Cuoghi si sarebbe abbattuta una bufera di critiche. Quindi, in fin dei conti, quelli di ieri sono tre punti d’oro, nonostante un secondo tempo onestamente brutto e sofferto. Terminata la squalifica, dalla prossima gara torneranno a disposizione sia Checco Lepore, che Franco Lerda; i due aggiungeranno altro valore al valore di questo gruppo.

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Luis Sacilotto

Da sabato prossimo in poi, partirà un ciclo di gare, per il Lecce, che svelerà, senza se e senza ma, il suo reale valore. Si affronteranno tre trasferte in quattro gare. Si comincerà da Messina, poi arriverà la Casertana al Via del Mare, quindi si viaggerà alla volta di Castellammare di Stabia e, la settimana successiva, si andrà nella tana di Lotito ad affrontare la Salernitana. Alla nona giornata, mentre il Lecce affronterà la Juve Stabia, a Benevento sarà di scena il big-match tra gli Stregoni e la Salernitana. Un calendario tremendo, ma affascinante, difficile e cinico che decreterà dei valori che quasi certamente saranno la linea guida della stagione.

È dunque ora di dare continuità ai risultati, è ora di vincere anche in trasferta, è ora di essere ottimisti e propositivi senza dimenticare mai che l’anno scorso di questo periodo, col Lecce che toccava il fondo della classifica, c’era qualcuno che diceva: “Meno male che non ci sono retrocessioni… Ecco, appunto, i giallorossi quest’anno sono lì ed in sei giornate hanno collezionato 11 punti, che non sono pochi; poco importa se il bel gioco latita, l’importante è che ci sia una squadra sempre e comunque pronta a dare tutto in campo.

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