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Lecce-RegginaLECCE (di Italo Aromolo) – Avanti così: il Lecce archivia la pratica Reggina con un convincente 2-0 che non dà adito a giudizi negativi e fa tornare il sereno in un ambiente finalmente soddisfatto di una squadra sulla via della quadratura dopo le prime, titubanti uscite stagionali. Dopo i primi 20 minuti giocati alla pari, il colpo di testa vincente di Romeo Papini e la conclusione-gol di Fabrizio Miccoli (a coronamento della trama di gioco Lopez-Doumbia-Carrozza) hanno incanalato la gara sui binari giallorossi e mandato in tilt i reggini, incapaci d’imbastire azioni pericolose al cospetto della sventagliata di occasioni da gol (se ne contano 7) create dai ragazzi di mister Franco Lerda.

Nel primo tempo, la gara è stata bella a vedersi con continui ribaltamenti di fronte: il Lecce si è affacciato costantemente nell’area di rigore avversaria (23 volte, una ogni due minuti) arrivando al tiro in ben 9 occasioni, mentre la Reggina ha dato vita a qualche interessante trama di gioco che ha prodotto non più di 4 tiri fuori per le uniche 2 occasioni amaranto della gara (il colpo di testa di Masini e la palla mancata dallo stesso su passaggio di Di Michele).

Nella seconda frazione, la partita si è sgonfiata a ritmo di falli (12 commessi dal Lecce, 18 dalla Reggina) ed il Lecce ha legittimato il vantaggio portando a 14 i tiri totali ed a ben 34 le sortite in area reggina. La Reggina, invece, si è resa protagonista di un progressivo eclissamento nei secondi 45 minuti, arrivando in area avversaria solo 7 volte e non tentando mai la conclusione a rete (zero tiri nel secondo tempo).analisi Lecce-RegginaI temi tattici della sfida tra squadra più vecchia e più giovane del torneo (età media di 28,8 anni per il Lecce, 22 per la Reggina) hanno visto ancora una volta, e per la quarta gara su quattro, primeggiare il Lecce sulle corsie laterali: l’asse sinistro Lopez-Doumbia ha sfornato quasi tutti i 14 cross messi in mezzo, più del triplo di una Reggina che ha praticamente rinunciato al gioco sulle fasce (solo 4 i traversoni). Oltre che dalle solite fasce, la formazione giallorossa si è resa particolarmente pericolosa sui calci d’angolo (10 totali rispetto ai 6 della Reggina) che hanno già fruttato 2 dei 4 gol realizzati fin qui in campionato (prima del gol di Papini di venerdì, aveva segnato su corner anche Della Rocca contro il Barletta).

10675752_10203463357077111_329035102613299613_nI padroni di casa hanno costruito il successo anche sulla solidità del reparto difensivo: la retroguardia giallorossa, sia pure orfana di tre potenziali titolari, ha prolungato ad oltre 200 i minuti di imbattibilità della porta di Nicholas Caglioni grazie ad una prestazione attenta e ben sincronizzata (per 5 volte gli avversari sono andati in fuorigioco), che ha totalmente annullato il potenziale offensivo amaranto (nessun tiro in porta nell’arco dei 90′ e coefficiente di pericolosità pari a 0,2).

Se non fare mai tirare in porta gli avversari rappresenta l’apoteosi della fase difensiva, trasformare in gol una conclusione ogni due non può che essere motivo di soddisfazione per qualsiasi reparto offensivo: ed è proprio questo lo score registrato venerdì dagli avanti di mister Lerda, capaci di una buona concretezza sotto porta (4 tiri in porta e 2 gol, per una percentuale di realizzazione del 50%) che ha segnato il ritorno al cinismo dopo le velleità materane ed il festival dell’errore nella gara casalinga col Barletta.

Di seguito le statistiche di Lecce-Reggina:

  • Tiri in porta: LECCE 4 REGGINA 0
  • Tiri respinti/fuori: LECCE 10 REGGINA  4
  • Palle in area: LECCE 33 REGGINA 20
  • Cross effettuati: LECCE 14 REGGINA 4
  • Corner:  LECCE 10 REGGINA 6
  • Fuorigioco: LECCE 2 REGGINA 5
  • Falli subiti: LECCE 18 REGGINA 12
  • Coeff. di pericolosità:  LECCE 0,45  REGGINA 0,2
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