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Zdenek ZemanLECCE (di Italo Aromolo) – Se dovessimo scegliere un’opera letteraria per descriverlo, saremmo indecisi tra “Il piacere dell’onestà” di Luigi Pirandello e “L’ultima sigaretta” di Italo Svevo. Zdenek Zeman, l’allenatore più controverso del mondo del pallone, è tornato ad insegnare calcio: l’ha fatto alla sua maniera, tra i giovani e in una piazza considerata “piccola” come Cagliari dove, alla guida del club sardo nel prossimo campionato di Serie A, cercherà di far divertire la gente – a lui non importa altro – con il suo gioco spumeggiante all’insegna del fedelissimo motto: “Non importa quanti gol prendi se ne fai uno in più dell’avversario”.

Nel calcio degli urlatori e dei costruttori di mondi, il silenzio assordante del “Maestro” – con la solita sigaretta in bocca – ha da sempre combattuto in onore di un calcio pulito, proponendosi in prima linea nel denunciare illeciti sportivi e abusi dilaganti (su tutti il caso di doping in casa Juventus nel 1998), anche a costo di rimettercene personalmente la carriera.

Roma-Cagliari serie AE proprio in questo periodo di lotte intestine ai vertici del pallone (la querelle tra i candidati Demetrio Albertini e Carlo Tavecchio per la presidenza della FIGC) e di paventate guerriglie tra tifoserie (i ribollenti derby che proporrà il raggruppamento meridionale nel prossimo campionato di Lega Pro Unica), vi suggeriamo una compilation dei più belli (e sempre attuali) aforismi dell’eretico del pallone per antonomasia. Perché forse Zemanlandia non è solo una filosofia di gioco, ma uno stile di vita da perseguire per cambiare in meglio il calcio e non solo.

Gli aforismi di Zdenek Zeman – Sulla sua filosofia di gioco:

  • “Non c’è nulla di disonorevole nell’essere ultimi. Meglio ultimi che senza dignità”.
  • “Talvolta i perdenti hanno insegnato più dei vincenti. Penso di aver dato qualcosa di più e di diverso alla gente”.
  • “Non è vero che non mi piace vincere: mi piace vincere rispettando le regole”.
  • “Gli altri lavorano in base ai soldi, noi in base alle idee”.
  • “Il risultato è casuale, la prestazione no”.
  • “Non importa quanto corri, ma dove corri e perché corri”.
  • “Non importa quanti gol prendi se ne fai uno in più dell’avversario”.
  • “Si deve cercare di mantenere la passione dei tifosi e cercare di giocare per i tifosi. Dare spettacolo. Io penso che non basta vincere uno a zero per essere felici e contenti se non si è dato niente alla gente. Penso che la gente debba tornare a casa contenta… Che ha visto qualche cosa. E si è divertita”.
  • “Io senza calcio non sto bene. Fosse per me arriverei a morire in tuta, a novant’anni, all’aria aperta, a insegnare pallone a qualche ragazzo che avesse ancora voglia di starmi a sentire”.
  • “Tutte le partite partono dallo 0-0, sta alla squadra cambiare il risultato”.
  • “Da noi conta solo vincere, non importa come. Gli allenatori sono schiavi dei presidenti: io non l’ho mai fatto e mai lo farò”.
  • “Modulo e sistemi di allenamento non li cambierò mai. Per coprire il campo non esiste un modulo migliore del 4-3-3”.
  • “Pretendo che ogni giocatore dia il meglio di se stesso, nel rispetto dell’esigenza di fare spettacolo. Se non vinciamo, nessun dramma. Mi basta che i ragazzi abbiano dato il massimo”.
  • zeman cagliari-2“Il calcio è sempre lo stesso, sia in una piccola che in una grande città il campo ha sempre le stesse misure e la preparazione è sempre la stessa”.
  • “Siete voi giornalisti che le chiamate squadre “grandi” e fate delle distinzioni che io invece non faccio”.
  • “Non ho rapporti con la stampa o la televisione. Voglio essere giudicato per quello che faccio con la mia squadra, non mi interessano altre esibizioni”.
  • “Marcare a uomo? Non dirò mai a un mio calciatore di giocare solo per controllare un avversario“.
  • “Alcuni giocatori si lamentano che faccio correre troppo? A Pescara vivo sul lungomare, e ogni mattina vedo un sacco di persone che corrono. E non li paga nessuno loro”.
  • “Voi dite che stiamo facendo lavoro duro, ma per me sono sciocchezze. Per me sono solo lunghe passeggiate nei boschi. Siamo qua in ritiro per lavorare, per prepararci per la stagione, è normale che si fatica. Se fossimo andati in un villaggio Valtur sarebbe stato diverso”.
  • “La fase difensiva si fa sempre, ma penso che anche per i giocatori è più soddisfacente costruire piuttosto che distruggere. Per distruggere devi usare le maniere forti: e io sono un uomo di pace”.
  • “Il talento conta tantissimo, è più facile, si è avvantaggiati, ma anche senza si riesce ad andare avanti. Chi tratta meglio il pallone si chiama artista, ma non è detto che 11 artisti battano 11 artigiani. Bisogna formare una miscela tra queste due categorie”.
  • “Non conto mai le sigarette che fumo ogni giorno, altrimenti mi innervosirei e fumerei di più”.

zdenek zeman CagliariSulla crisi del mondo del calcio –

  • “A mio parere, la grande popolarità che ha il calcio nel mondo non è dovuta alle farmacie o agli uffici finanziari, bensì al fatto che in ogni piazza in ogni angolo del mondo c’è un bambino che gioca e si diverte con un pallone tra i piedi. Ma il calcio, oggi, è sempre più un’industria e sempre meno un gioco”.
  • “Dovrei parlare di arte? Di politica? Di economia? Io sono uno che sta nel calcio, se un giornalista viene da me lo fa perché vuole avere un’opinione competente, altrimenti fuori dal calcio io sono uno qualunque e il mio parere conta come quello di un contadino. Eppure dal contadino non va nessuno”.
  • “Nel calcio non esistono più le bandiere: ormai comandano la politica e l’economia“.
  • “Il calcio è finito in farmacia. Per vincere ad una società servono solo due persone, una esperta di farmaci e un’altra brava in matematica, che sappia far quadrare i conti”.
  • “Raramente mi capita di dire una bugia. Per questo mi sento solo. E’ un mondo, il nostro, in cui se ne dicono tante”.
  • “Le società non dovrebbero essere quotate in Borsa. I risultati mi danno ragione. Il calcio deve stare fuori dalla finanza e dalla politica”.
  • Sulle dichiarazioni di Andrea Agnelli, che aveva auspicato una riforma strutturale del calcio italiano:“Penso che abbia ragione, ci vogliono riforme e si deve migliorare. Lo dicono tutti, non solo lui. Però hanno avuto il calcio in mano per vent’anni, c’era tutto il tempo per fare le migliorie”.
  • “I tifosi rinunciano ad andare allo stadio perché manca lo spettacolo e non si divertono più. Gli ultrà si accontentano del risultato, gli sportivi si divertono solo se vedono giocar bene le squadre. Sbaglia chi è convinto che la gente non vada più alle partite solo perché i nostri stadi sono obsoleti”.
  • “Cosa porterei dal mondo del calcio a quello della politica? Comincerei col portare le regole, noi in campo le abbiamo e le dobbiamo rispettare. E poi bisognerebbe trovare persone che non dicono “vorrei ma non posso'” ma che invece dicono “io voglio e lo faccio”.

ZemanSugli scandali e sui nemici: il doping, Calciopoli, il calcioscommesse –

  • “Io conosco solo amici. I nemici non li calcolo”.
  • “Nella mia carriera mi sono procurato tanti nemici: meglio così, loro rappresentano uno stimolo”.
  • “Quanti sono gli scudetti della Juve? Per me sono tanti quanti sono quelli assegnati”.
  • Prima dell’incontro Juventus-Roma del 29 settembre 2012, in riferimento al calcioscommesse: “Un pronostico per la partita? Non so, chiedetelo a Buffon: io vado solo in tabaccheria, è lui quello che passa in ricevitoria”.
  • Sull’ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi, suo storico avversario: “Io faccio ancora calcio. Lui no. Credo che questo vorrà dire pur qualcosa”.
  • Rispondendo a Luciano Moggi che lo aveva definito “un buon allenatore che purtroppo si distrae sempre e perde l’essenza del calcio”: “Se l’essenza del calcio è il doping o il comprare gli arbitri allora io sono molto lontano da questo”.
  • “Moggi è un nemico del calcio, è nemico di tutti quello che non l’hanno seguito e non la pensano come lui. Me compreso quindi”.
  • “Mi chiedete dei complimenti di Moggi? Io non mi voglio rovinare la giornata”.
  • Sulla brevissima esperienza sulla panchina del Napoli: “Corrado Ferlaino, l’ex presidente del Napoli, affermò che il mio ingaggio, con preordinata decisione di esonero, era stato in realtà architettato dallo stesso Luciano Moggi per distruggermi anche sul piano squisitamente tecnico”.
  • Zeman_Zdenek_LecceAlla guida del Lecce, sullo scandalo di Calciopoli: “A mio giudizio le sentenze della giustizia sportiva non sono state adeguate a quello che è successo, a uno scandalo che era stato descritto come il più grave del calcio mondiale”.
  • In un intervista rilasciata al programma televisivo “Le Iene”, in riferimento all’ex calciatore della Juventus, Gianluca Vialli, bersaglio numero uno delle sue denunce contro il doping: “Vialli dopo quella denuncia ti ha accusato di essere un terrorista: cosa gli rispondi? ‘Che i terroristi sono da altre parti’. Fai un video messaggio a Vialli. ‘Ciao. Spero che ti torna memoria’. Negli ultimi anni sono stati trovati diversi giocatori positivi al nandrolone, quest’anno nessuno. Perché? ‘Hanno cambiato shampoo, sono finiti i cinghiali”.
  • “Vialli mi dà del paraculo perché combatto le battaglie che mi convengono? Sbaglia, pensavo avesse smesso con i farmaci. Io per le mie convinzioni sono rimasto fuori dal grande giro per più di dieci anni”.
  • “Mourinho come me? Lui è uno dei pochi che dice quello che pensa e io ho sempre cercato di dire quello che pensavo. Forse poi lui se lo può permettere, e io no: ma questo è un discorso diverso”.
  • “Mourinho è un grandissimo comunicatore che nasconde bene la propria mediocrità come allenatore”.
  • Alla domanda su un’eventuale cena con un nemico, magari il presidente della FIGC, Giancarlo Abete: “Perché no? Abete non è mio nemico, ma nemico del calcio”.
  • Sulle sue accuse di doping alla Juventus: “Penso che qualche tifoso juventino ce l’ avrà con me, ma penso anche che se leggessero le motivazioni della sentenza capirebbero anche loro che questa è una storia triste. Io sono un uomo di calcio e voglio che si rispettino le regole. Chi lo fa è mio amico, chi imbroglia è un mio nemico”.
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