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invasione di campo Lecce-carpi 16-6-2013LECCE – Sono arrivate le prime condanne per gli scontri post Lecce-Carpi, finale play-off del 16 giugno 2013, match che sancì la mancata promozione della squadra giallorossa in serie B. Il gup Antonia Martalo, ridimensionando il quadro accusatorio, nel processo in abbreviato ha condannato Antonio Angelè Carmine, 41 anni, di Matino, a 2 anni e 4 mesi di reclusione; Andrea Bufano, 36enne di Martano, ad un anno di arresto per invasione di campo (a fronte dei 4 anni e 2 mesi) e ad un’ammenda di 4 mila euro, ma è stato assolto per insufficienza di prove dall’accusa di resistenza aggravata a pubblico ufficiale che lo ha tenuto in carcere per parecchi mesi; Francesco Cannoletta, 27enne di Castromediano, ad un anno e sei mesi di reclusione, pena sospesa, (3 anni e 6 mesi); Cristian Capoccia, 30 anni, di Lecce, a due anni, pena sospesa, (3 anni e 10 mesi); Andrea De Giorgi, 37 anni, di Lecce, a due anni e tre mesi (5 anni) con l’aumento per la contestata recidiva; Simone Giannini, 29 anni, di Lecce, a due anni e sei mesi (4 anni); Gabriele Greco, 28 anni, di Lecce, a 2 anni e 6 mesi (3 anni e 6 mesi); Renato Orlando, 42, di Morciano di Leuca, ad 1 anno e 6 mesi, pena sospesa (3 anni e 6 mesi); il palermitano 23enne Antonino Raccardi, ritenuto il responsabile dell’incendio della jeep della polizia, a 3 anni e 10 mesi (proprio come il pm); Massimiliano Stefanizzi, 34 anni, di Firenze, a due anni, pena sospesa (a fronte dei 4); Riccardo Tondo, 32 anni, di San Cesario, a 2 anni e 6 mesi, esclusa la recidiva; Fabio Campa, 32 anni, di Melpignano, ad 8 mesi di carcere (1 anno), pena sospesa, così come per Salvatore Persano, 21 anni, di Lecce mentre Nicola Pinto, 27 anni, di Lecce, ad un anno con l’aumento della recidiva e a 4 mila euro di ammenda.

Sono stati tutti condannati, quindi, i 14 ultrà accusati di aver partecipato ai disordini del dopo-gara tra il Lecce ed il Carpi. La sentenza, con pene dagli 8 mesi ai tre anni di carcere, è stata emessa dal gup  al termine del rito abbreviato con cui i quattordici supporter avevano chiesto e ottenuto di essere giudicati. Le accuse contestate a vario titolo erano violenza e resistenza a pubblico ufficiale e agli steward, danneggiamento e invasione di terreno di gioco. La contestazione più pesante era stata rivolta ad Antonino Raccardi, palermitano di 24 anni, ritenuto responsabile dell’aggressione di uno steward e dell’incendio di un’auto della polizia parcheggiata fuori dallo stadio, che e’ stato condannato a 3 anni e 10 mesi di reclusione.

L’inchiesta è stata coordinata dal sostituto procuratore Massimiliano Carducci, mentre le indagini (che hanno portato alle identificazioni dei tifosi ed a numerosi arresti) sono state dirette dagli agenti della Digos di Lecce, guidata dal dirigente Raffaele Attanasi.

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