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Leccezionale Mondiale 2014LECCE (di Italo Aromolo) – Eroi nazionali brasiliani, apprendisti calciatori inglesi, attempati sognatori camerunesi, incontrastati domini magiari e disfatte collettive latino-americane: c’è davvero di tutto nel libro dei record dei Mondiali di calcio. Un libro le cui pagine sono state scritte non solo, come è ovvio che sia, da quei campioni capaci di segnare gol a raffica o di parare l’impossibile, ma anche da quei calciatori non propriamente rinomati che in modo quasi fortuito sono entrati nella Hall of Fame mondiale. Perché, in fin dei conti, per stabilire un record non è necessaria la classe del più puro dei top-player ma a volte basta semplicemente la “originalità” di realizzare qualcosa che nessuno aveva mai fatto prima. Dal “Fenomeno” Ronaldo al semi-sconosciuto Whiteside, ripercorriamo tutti i record della storia della Coppa del Mondo.

La squadra più vincente: il Brasile a cinque stelle. E’ proprio la squadra ospitante a detenere il record assoluto di titoli mondiali conquistati. Il Brasile dei pentacampeao ha inebriato per quasi mezzo secolo gli appassionati di tutto il mondo con il suo calcio-champagne tutto tecnica, classe e fantasia interpretato da icone assolute come Pelè e Ronaldo. La squadra che vanta anche il maggior numero di partecipazioni (19) ha alzato la Coppa per la prima volta in Svezia, nel 1958, ripetendosi nella tornata successiva in Cile e dodici anni dopo in Messico (1970, vittoria in finale contro l’Italia): in tutti e tre i casi, dominatore della scena planetaria è stato “O Rei do Futebol” alias Pelè, unico calciatore della storia dei Mondiali aver vinto ben 3 edizioni. In tempi più recenti, i verdeoro di Ronaldo hanno trionfato negli Stati Uniti (1994, sempre in finale contro l’Italia) e in Corea del Sud – Giappone (2002).

ronaldo
Ronaldo

Il bomber più prolifico: 15 perle per Ronaldo. Il gol è l’apoteosi di ogni partita. L’apoteosi di ogni partita è la finale mondiale. Il gol nella finale mondiale è l’apoteosi del calcio. Un sillogismo aristotelico per celebrare il “Fenomeno” Ronaldo, il più prolifico bomber dei Mondiali con 15 gol realizzati nelle sue 19 apparizioni in Francia (1998), Corea-Giappone (2002) e Germania (2006). Finale mondiale perché è proprio nella finalissima di Yokohama (Corea del Sud-Giappone 2002) che Ronaldo ha regalato il quinto titolo ai verdeoro grazie alla doppietta personale con cui ha steso la Germania del plurititolato portiere Oliver Kahn. Il record brasileiro, tuttavia, è fortemente messo in pericolo proprio da un tedesco, Miroslav Klose, in aria di imminente sorpasso visto il ruolo di protagonista che il c.t. Joachim Löw sta ritagliando per lui nella prossima spedizione brasiliana della Germania. Il primato di reti in una singola edizione spetta invece ad un attaccante d’altri tempi come Just Fontaine, bandiera francese anni ’50: il suo straripante ruolino di 13 gol in 6 partite (con tanto di poker contro la Germania Ovest) portò sotto la Tour Eiffel il bronzo di Svezia 1958.

La vittoria più netta: valanga magiara su El Salvador. Mai nel piccolo stato centro-americano di El Salvador avrebbero pensato di scrivere pagine di storia della Coppa del Mondo: l’”impresa” è riuscita il 15 giugno 1982, quando nella fase a gironi dei Mondiali spagnoli l’Ungheria maramaldeggiò sui malcapitati americani, per un eclatante finale di 10-1. Onore e orgoglio per l’attaccante “El PelèZapata, autore dell’unico gol di marca salvadoregna.

Roger Milla
Roger Milla

Il più giovane e il più vecchio: dal minorenne Whiteside a nonno Milla. Esattamente due giorni dopo Ungheria-El Salvador 10-1, esordiva con la maglia dell’Irlanda del Nord un giovanissimo centrocampista di nome Norman Whiteside, che a soli 17 anni e 41 giorni diventava così il più giovane degli eroi mondiali mai visti in campo. Non è da meno, a carte d’identità invertite, l’attaccante messicano Roger Milla: un leone indomabile in tutti i sensi, visto che ha dovuto arrendersi soltanto ai suoi 42 anni e 39 giorni per dare l’addio definitivo ai campionati del mondo (Camerun-Russia ai Mondiali del ’94 la sua ultima gara).

Il più presente: Paolo Maldini per un record a tinte azzurre. Da sempre i difensori migliori sono quelli che, passando quasi inosservati, mantengono una costanza di rendimento tale da intendere scontata la loro presenza in campo: Paolo Maldini, storico capitano del Milan, ha giocato l’eternità di 2217 minuti nelle quattro avventure italiane di Italia ’90, Stati Uniti ’94, Francia ’98 e Corea-Giappone ’02: la sua carriera azzurra si è chiusa malamente in quell’infausto ottavo di finale contro la Corea del Sud vinto dagli asiatici per 2-1. Un altro totem degli anni ’90 come il tedesco Lothar Matthäus vanta il maggior numero di presenze all’attivo: 25 tra Spagna ’82 e Francia ‘98, contro le 23 del difensore nostrano.

zenga
Walter Zenga

Il più saracinesca: ancora Italia con l’insuperabile Zenga. Anche l’Uomo Ragno per antonomasia, Walter Zenga, entra di diritto nell’Hall of Fame dei campionati del mondo: venticinque anni dopo le notti magiche di Italia ’90, il suo record di 517 minuti di imbattibilità è ancora ineguagliato. Un record costruito per tutta la durata dei mondiali casalinghi, lungo un percorso immacolato che ha visto gli azzurri imporsi senza subire reti contro Austria, Stati Uniti, Cecoslovacchia, Irlanda e Ungheria. Al 68esimo minuto della semifinale, è stato il centrocampista argentino Claudio Caniggia ad estinguere le velleità italiana con un preciso colpo di testa insaccatosi alle spalle dell’ex numero uno dell’Inter.

Il gol più veloce: pronti, via, è Sukur-gol dopo 11 secondi. Sembrava l’ennesimo monotono calcio di inizio quello che ha reso memorabile Turchia-Corea del Sud, finalina dei Mondiali nippo-coreani del 2002: batte l’attaccante, serve il centrocampista, che appoggia indietro al difensore nel tentativo di iniziare il consueto giro palla di studio a ritmi giurassici: quel 29 giugno, doveva andare più o meno così nelle intenzioni dei coreani. Dopo 11 secondi invece, un grossolano errore del centrale di difesa spianò la strada all’attaccante turco Hakan Sukur, che a pochi passi dalla porta poté realizzare in tutta “tranquillità” il gol più veloce della storia dei Mondiali.

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