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LECCE – Il Pd di Matteo Renzi esce super vittorioso dalle elezioni europee 2014. Il premier commenta il risultato via Twitter, mentre il vicesegretario Lorenzo Guerini annuncia una conferenza stampa a Palazzo Chigi in giornata. “Abbiamo vinto noi. Un risultato straordinario – ha detto Guerini – Viene premiato il lavoro del governo, e i risultati ci danno un’ulteriore spinta a fare le riforme”.

Il tutto, con una forbice sul M5S non immaginabile prima dell’apertura delle urne, specie dopo le aspettative di vittoria create da Beppe Grillo; Forza Italia non raggiunge la soglia del 20%, mentre Ncd di Angelino Alfano supera quella del 4%, anche se di poco. L’altro dato è che, nonostante l’avanzata dei movimenti euroscettici (M5s, Fdi e Lega), la maggior parte degli elettori hanno sostenuto partiti a favore dell’Ue, seppur con impostazioni di politica economica contrapposte.

Il Pd sarà la prima delegazione all’interno del Pse, potendo così spingere sull’abbandono del rigore per puntare a politiche di sviluppo, per altro ampiamente condivise tra i socialisti.

Viceversa Fi si vede assai ridimensionata dentro il Ppe. Grillo poi, che potrebbe manda in Europa una ventina di deputati e dovrà finalmente dire quello che non ha finora detto: in quale gruppo si collocherà e per quale candidato alla presidenza della Commissione voterà. Per quanto riguarda i riflessi sulla politica interna, l’aspettativa creata da Grillo di una vittoria di M5S è andata delusa. Avendo posto l’asticella molto in alto, Grillo perde nonostante un buon 22%.

Il risultato invece consegna una vittoria del Pd del premier Renzi che ricorda non tanto i numeri della sinistra (il Pci nel 1976 giunse al 34,4%) bensì quelli della Dc degli anni 80 (appunto oltre il 40%), o comunque da grande partito europeo, come quelli di Forza Italia nel 2001 o nel 2008.

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