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LECCE (di Massimiliano Cassone) – Come una freccia scagliata da un arciere abilissimo, l’attesa per questa importante e cruciale sfida, ha solcato i mesi centrando l’obiettivo. Vittoria doveva essere e vittoria (netta, 2-0) è stata; i giallorossi accolgono i ciociari con un solo punto di distacco. La domenica all’insegna della speranza (per entrambe le squadre) incomincia con una pioggerella che nelle ore precedenti all’incontro graffia il terreno di gioco del “Via del Mare”. Sugli spalti, record stagionale di presenze, 9909 spettatori, in campo ventidue gladiatori e un sogno comune: lasciare il pantano della serie C o Lega Pro per gli esteti dell’innovazione.

Le squadre scendono in campo indossando la maglietta di ActionAid (l’organizzazione internazionale indipendente che lotta contro la fame e la povertà del mondo); la società di Piazza Mazzini infatti ha deciso di sostenere e patrocinare per il prossimo triennio, “Dai Mondiali 2014 alle Olimpiadi 2016” ActionAid per mettere al centro dell’attenzione lo sport inteso come riscatto e integrazione sociale. Una lotta congiunta contro la povertà che si articolerà dal Mondiale 2014 in Brasile, all’Expo 2015 per terminare con i Giochi Olimpici 2016. Prima del fischio d’inizio i calciatori del Lecce rendono omaggio a due tifosi con un mazzo di rose giallorosse: in Tribuna Est i fiori sono per Tonio Frassanito tifosissimo giallorosso di Cavallino venuto a mancare in settimana e sotto la Curva Nord, capitan Miccoli deposita l’omaggio floreale sotto lo striscione che recita Salvatore uno di noi nel giorno dell’anniversario della scomparsa di un altro grande tifoso del Lecce.

Il big match è una gara molto maschia che termina con entrambe le squadre in dieci uomini ma con i padroni di casa che vincono meritatamente per 2-0 imponendo la legge del più forte. A siglare le reti vincenti sono Beretta con un colpo di testa da manuale nel primo tempo e Bogliacino con un fendente velenoso nel secondo tempo. Bellissima la cornice di pubblico. Questa è la vittoria di tutto l’ambiente, di quella parte di tifoseria che ha sempre creduto che questa squadra potesse scalare la vetta della classifica nonostante le prime 5 giornate sfortunate. E ci sentiamo di scrivere che questa vittoria è anche di Francesco Moriero.

Onore al Franco Lerda condottiero dalle doti eccelse che oggi più che mai viene consacrato da tutti come il grande artefice di questa “strana” stagione.

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Il gol di Beretta

PRIMO TEMPO – Lerda deve fare a meno di Sacilotto e D’Ambrosio infortunati e di Martinez squalificato ma ritrova Bellazzini dopo sei mesi lunghissimi. Il tecnico di Fossano manda in campo un 4-4-2 con Caglioni in porta; Diniz a destra, Vinetot ed Abruzzese centrali, W. Lopez a sinistra; Amodio e Papini a formare la diga di centrocampo, con Barraco e Doumbia esterni a supporto di Beretta e capitan Miccoli.

Stellone, che deve fare a meno di Zappino squalificato e Bertoncini infortunato, cuce il suo 4-4-2 accorto in fase difensiva ma spregiudicato in fase offensiva: Mangiapelo; M. Ciofani, Russo, Biasi, Crivello; Gessa, Gucher, Altobelli, Frara; D. Ciofani, Curiale.

Le squadre si studiano, guardandosi in cagnesco, aspettando il momento giusto per colpire; la prima sortita dell’incontro è giallorossa, al 9° Diniz con maestria imbuca la sfera per Miccoli che non ci arriva per pochissimo. Un minuto dopo c’è un fallaccio di Russo su Beretta e si registra il primo giallo dell’incontro. Punizione di Miccoli dall’esterno; il capitano invita Diniz alla conclusione ma la velocità della palla è troppo elevata e si spegne sul fondo. Al 13° entrata scomposta a centrocampo di W. Lopez su Gessa e per il sig. Ros è  da cartellino giallo.

È il Lecce a fare la partita e al 15° Doumbia dopo esser scattato sulla sinistra mette in mezzo per Miccoli che arpiona la palla e lascia partire un missile che finisce di poco alto sulla traversa. La gara non è cattiva ma è molto dura e il Frosinone è nervoso; al 16° Gessa commette un brutto fallo, restituendo la cortesia a W.Lopez, e si guadagna il cartellino giallo. La partita è bella e vive di continui capovolgimenti di fronte. Un minuto dopo, Caglioni interviene istintivamente su una conclusione di Gucher.

Al 21° arriva una tegola per mister Lerda: W. Lopez è costretto a lasciare il terreno di gioco per infortunio, al suo posto entra Sales che va a destra con Diniz che si sposta a sinistra.

I padroni di casa pigiano sull’acceleratore e centimetro dopo centimetro conquistano metri di campo e passano in vantaggio con un gol meraviglioso; al 23° Doumbia scatta sulla fascia sinistra e crossa con il contagiri per Beretta che, da grande attaccante, in tuffo a mezz’aria, incorna la sfera e batte inesorabilmente Mangiapelo. Lo stadio esplode mentre Franco Lerda entra in campo per esultare con i suoi ragazzi; il Lecce ci crede. Sul Via del Mare inizia a cadere fitta la pioggia e il manto erboso rischia di diventare scivoloso. I ciociari sono vivi, vogliono dire la loro e tentano di imbastire azioni offensive degne di tale nome ma i salentini tengono bene e ripartono. Su una di queste azioni, Gessa simula una caduta in area, viene ammonito per la seconda volta e va fuori lasciando i “canarini” in dieci uomini: è il 38°. A questo punto il Lecce tenta il forcing finale e si riversa nella metà campo avversaria.  Nel primo dei 4 minuti di recupero potrebbe raddoppiare con Amodio che dopo una bella azione corale riceve da Barraco e tira in porta sbagliando di pochissimo.

Un minuto dopo miracolo di Mangiapelo che, con un magistrale scatto di reni, devia in angolo una sassata di  Barraco che sembrava già un gol fatto. Non c’è più tempo per null’altro, le squadre vanno negli spogliatoi con Stellone che va a protestare contro Ros, il tecnico dei “canarini” sicuramente ha dimenticato tutte le sviste arbitrali a favore della sua squadra in questo lungo e difficile campionato. L’arbitro lo espelle.

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L’espulsione di Stellone

SECONDO TEMPO – Nessuna novità all’inizio della seconda frazione di gioco. Al 50° Ros ammonisce Beretta per un presunto fallo aereo. Entrambe le squadre cincischiano sulla sfera, la gara vive una fase di stanca ammirando qualche punizione a centrocampo o dalla trequarti. I ciociari hanno fretta mentre il Lecce, forte dell’uomo in più e del vantaggio, può attendere il momento opportuno per chiudere l’incontro. Al 58° il Frosinone manda in campo Paganini al posto di Altobelli. Due minuti dopo Beretta ruba palla in fase difensiva e lancia la freccia nera,  Doumbia vola sulla fascia si accentra e spara un bolide che termina di poco alto sulla traversa. Subito dopo, Lerda manda in campo Bogliacino al posto di Beretta che riceve la standing ovation da parte di tutto lo stadio. Stellone, dalla tribuna, al 68° sostituisce Frara con Soddimo.

Al 70° Abruzzese lascia anche i suoi compagni in dieci; il difensore scivola e da terra ostruisce la corsa di D. Ciofani. Lerda corre ai ripari sostituendo Barraco con Salvi. Il Lecce vuole chiudere la gara e al 73°, dopo uno slalom tra gli avversari di Miccoli, la difesa riesce ad impattare il suo tiro ed evita il raddoppio. La partita è ruvida e in ogni zona del campo si fa a sportellate.

Il “Via del Mare” però torna a gioire al minuto 80. Su una rimessa laterale sbagliata di M. Ciofani, Miccoli si impossessa del pallone e vede Bogliacino, lo serve alla perfezione e l’uruguaiano calcia a rete in modo violento la sfera che colpisce prima il palo e si insacca poi alle spalle di Mangiapelo. Eccezionale l’esultanza di tutta la squadra che raggiunge il compagno e si tuffa sul prato mentre Lerda incita i tifosi ad urlare al cielo la loro gioia.

I ciociari non si lasciano stordire e con cattiveria tentano il tutto per tutto, il Lecce però è padrone del campo e riesce a vincere tutti i contrasti. Il mister giallorosso è indemoniato sembra avere un joystick; con le mani  guida i suoi ragazzi alla vittoria.

Come nel primo tempo anche nel secondo sono 4 i minuti di recupero. Non succede però più nulla e il tutto il Lecce può festeggiare sotto la Curva Nord in delirio, Lerda compreso.

 TABELLINO

LECCE – FROSINONE 2-0

LECCE (4-2-3-1): Caglioni; Diniz, Vinetot, Abruzzese, W. Lopez (21° Sales) ; Amodio, Papini; Barraco (71° Salvi), Beretta (62° Bogliacino), Doumbia; Miccoli. A disposizione: Perucchini, Ferreira Pinto, Bellazzini. Allenatore: Franco Lerda.

FROSINONE (4-4-2): Mangiapelo; M. Ciofani, Russo, Biasi (80° Viola), Crivello; Gessa, Gucher, Altobelli (58° Paganini), Frara (68° Soddimo); D. Ciofani, Curiale. A disposizione: Palombo, Blanchard, Frabotta, Carrus. Allenatore: Roberto Stellone.

ARBITRO: Riccardo Ros della sez. Pordenone

ASSISTENTI: Enrico Caliari della sez. di Legnano; Lorenzo Gori sez. Arezzo

MARCATORI: 23° Beretta (L), 80° Bogliacino (L)

AMMONITI: 10° e 38° Russo (F), 13° Lopez (L), 16° Gessa (F), 32° e 70° Abruzzese (L), 50° Beretta (L), 66° Biasi (F), Vinetot 74°(L), 75° Soddimo (F), 90° Bogliacino (L)

ESPULSI: Gessa (F) per doppia ammonizione nel primo tempo 10° e 38°, Stellone al termine del primo tempo per proteste, Abruzzese (L) per doppia ammonizione 32° e 70°.

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