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Doumbia, LecceLECCE (di Carmen Tommasi) – Abdou Doumbia è tornato a sfrecciare, a correre e a lottare per il “suo” Lecce. Contro il Prato “Dudu” per la gioia del tecnico Franco Lerda e di tutti i tifosi giallorossi, è tornato titolare: “Sono molto contento della fiducia che il mister ha in me –spiega l’attaccante ex San Marino, classe ’90- e io spero di ripagarlo con le prestazioni come ho fatto fino a questo momento. Il campionato non è ancora finito, quindi devo continuare così. Se rimarrei a Lecce anche l’anno prossimo? Si, qui mi trovo benissimo, mi piace la città, la società è seria e poi sono innamorato del pasticciotto salentino (scherza, ndr)”.

IL RITORNO – Domenica scorsa l’attaccante ex Parma è rientrato dopo l’infortunio che lo ha tenuto lontano dal terreno di gioco: “A Prato sono rientrato dopo un periodo in cui sono stato fermato da un infortunio (distrazione ai flessori della coscia destra, ndr), ma non sono ancora al top. Non sono al 100%, ma la cosa più importante erano i tre punti e siamo riusciti a portarli a casa”.

RICARICARE LE BATTERIE – Nel prossimo turno il Lecce avrà la partita vinta 3-0 a tavolino contro la radiata Nocerina: “Ora abbiamo questa settimana senza impegni ufficiali, che mi consentirà di lavorare ancora di più e ai miei compagni di stare un po’ più tranquilli. Questo weekend faremo un’amichevole e poi vediamo cosa succede a Grosseto: noi dobbiamo continuare a pensare partita dopo partita e poi vedremo cosa succederà”.

SUPER GRUPPO – A chi gli chiede se si sente un leader, l’ex San Marino risponde così: “In questa squadra tutti i giocatori sono importanti, e la dimostrazione la offriamo ogni domenica. Ogni compagno che viene chiamato in causa si dimostra pronto. La nostra forza è il gruppo. Siamo tutti molto uniti e anche i grandi ci aiutano e danno sempre consigli fuori e dentro il campo. Questa domenica saremo spettatori, seguiremo le partite del Frosinone e del Perugia. Il Viareggio contro di noi e il Barletta contro il Frosinone hanno dimostrato che anche squadre senza obiettivi particolari possono mettere in difficoltà qualsiasi avversario”.

SONO SOLO NUMERI – Il 4-2-3-1 sembra il modulo ideale per le caratteristiche del francese: “Io preferisco giocare con il 4-2-3-1, anche perché lo abbiamo fatto di più e poi sono più vicino alla porta. Cosa cambia con il 4-4-2? Ho più compiti offesivi, ma alla fine bisogna farlo anche con il blocco 4-2. Come mi vedo da seconda punta? L’ho già fatta a Pagani e contro il Gubbio in casa: se il mister mi chiede di farlo lo faccio senza nessun problema, sono a disposizione”.

 

 

 

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