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stemma pontederaLECCE (di Italo Aromolo) – Sia in una squadra, sia nella sua tifoseria, la continua alternanza è il motore del calcio: di entusiasmi e delusioni, sogni e incubi, favole e realtà. Nel Girone B di Prima Divisione, sembra esser finito il tempo delle favole per il Pontedera, prossimo avversario del Lecce nella 28esima giornata. La squadra di mister Paolo Indiani, che per lungo tempo ad inizio campionato ha pregustato il sogno della promozione diretta grazie ad una serie di prestazioni superlative, oggi deve fare i conti con una dura realtà che, a seguito di un vistoso calo di rendimento nella seconda parte del torneo, la proietta al 9° posto in classifica (ultimo utile per aver accesso ai play-off), con solo un punto di vantaggio sul Prato decimo.

Il cammino fin qui: andamento fortemente discontinuo per un Pontedera “mina vagante”. Le sole 3 vittorie nelle ultime 17 partite (tra cui lo 0-3 a tavolino sulla Nocerina) rivelano come questo Pontedera abbia in buona parte smarrito lo smalto e la brillantezza atletica che, insieme ad una non comune rapidità nell’impostare e finalizzare le azioni (vedasi i micidiali contropiedi orchestrati nella gara di andata al “Mannucci”, terminata 0-0), lo contraddistinguevano nella fase iniziale del campionato (16 punti nelle prime 6 gare) come vera e propria squadra rivelazione.

Alla base del vertiginoso calo di forma accusato dalla banda-Indiani (che, è bene ricordarlo, è pur sempre una neo-promossa) ci sono sicuramente una serie di infortuni accorsi agli uomini chiave, come quelli che hanno tenuto lontano dal campo il difensore centrale Federico Vettori (6 mesi) e l’attaccante Luigi Grassi (2 mesi). Al di là degli infortuni, una serie di prestazioni particolarmente opache (tra cui i pareggi contro le ultime della classe Barletta, Paganese e Viareggio) hanno messo a nudo delle criticità strutturali e croniche, in primis la difficoltà nell’andare ad aggredire le squadre chiuse a riccio nella propria metà campo. Non a caso, infatti, gli unici successi sul campo del Pontedera-bis (ultime 17 partite) sono arrivati contro le arrembanti Salernitana (2-0) e Frosinone (2-1).

Pontedera, leccezionaleLa rosa e i reparti: attacco top e difesa flop, è un Pontedera “zemaniano”. Non inganni l’ultima gara disputata dai granata, contro il Catanzaro al “Mannucci”, dove a vincere sono stati soltanto la noia e il nervosismo (0-0): quando il Pontedera non snatura il proprio gioco sbarazzino e spregiudicato, lo spettacolo in campo è assicurato, con caterve di gol (40 fatti e altrettanti subiti, per il 4° miglior attacco e la 2° peggior difesa) degne della miglior Zemanlandia. Mediamente, in una gara che vede coinvolti i toscani non si assiste a meno di 3 gol (3,1 per l’esattezza), statistica che fa della formazione di mister Paolo Indiani quella che nel torneo ha raccolto il maggior numero di “over” (nel gergo delle scommesse si indica così una gara terminata con almeno 3 gol) e cioè ben 19 su 26 gare disputate.

L’impalcatura del pacchetto arretrato, coordinato dai 20 anni dell’estremo difensore Matteo Ricci, è costituita da due difensori centrali che si completano a vicenda, un po’ come Martinez e Abruzzese in casa Lecce: l’uno, Federico Vettori, è agile e brevilineo, con un passato che lo ha visto protagonista assoluto della doppia promozione del Pontedera dalla Serie D alla Prima Divisione; l’altro, Lorenzo Gonnelli, ha un fisico statuario (alto 1,91 metri) che lo rende altamente pericoloso sulle palle inattive: nato a Livorno, ha realizzato un mese fa contro il Pisa (2-2, al minuto 93) il suo primo e finora unico gol tra i professionisti.

grassiE’ un centrocampo a trazione anteriore quello granata: eccezion fatta per il regista 22enne Andrea Settembrini, dedito quasi esclusivamente a compiti di copertura, si può parlare di veri e propri centrocampisti goleador, tra cui la mezz’ala Paolo Bartolomei (10 gol nell’ultima stagione e mezzo) e l’esterno destro Paolo Regoli (che da diversi anni raggiunge tra le 3 e le 5 marcature stagionali, e quest’anno è già a quota 2). Se capitan Caponi garantisce esperienza dall’alto dei suoi 26 anni e delle sue 138 presenze tra i pro’, la linea verde del reparto è rappresentata dal 19enne Andrea Pastore, laterale sinistro in prestito dal Siena, e dal centrale Andrea Scicchitano, 21enne prelevato dall’Ascoli in gennaio.

Non ha bisogno di presentazioni la coppia di attaccanti granata, Andrea Arrighini e Luigi Grassi: i due, insieme autori di 23 gol, sono alle prese con stati di forma agli antipodi; il primo (12 gol stagionali) è andato a segno 3 volte nelle ultime 3 partite (di platino la doppietta valsa la rimonta sul Frosinone), mentre il secondo, pesantemente condizionato dall’infortunio di cui sopra, è fermo a quota 11 da dicembre e scalpita per tornare a gonfiare la rete avversaria. Sarà la fantasia di Grassi, che gioca qualche metro indietro quasi come una seconda punta, al servizio dell’agilità e del cinismo di Arrighini, attaccante che invece ha tutte le caratteristiche di un vero “numero 9”.

arrighiniLa tattica e le ultime news: solito 3-5-2, ma a centrocampo è emergenza. Mister Indiani, insignito la settimana scorsa a Coverciano della “Panchina d’Argento”, ha diversi grattacapi di formazione per la trasferta di Lecce. Non tanto dal punto di vista tattico, con il tecnico nativo di Certaldo orientato a riproporre per l’ennesima volta il fedelissimo 3-5-2, quanto a livello di interpreti, in virtù della squalifica di tre quinti del centrocampo titolare (Regoli, Caponi e Bartolomei). In questa condizione di piena emergenza appare scontata la presenza dal primo minuto di Andrea Scicchitano e il rilancio di due mediani relegati in panchina nelle ultime apparizione, come Andrea Pastore il 18enne Giovanni Di Noia, per cui la sfida con i salentini suona quasi come un derby, viste le sue origini baresi e i trascorsi nelle giovanili biancorosse. Ai tre squalificati, si sommano le defezioni fisiche del portiere Gianmarco Lenzi, dei difensori Jacopo Galli e Flavio Cianci e del centrocampista Gregorio Luperini.

Complessivamente, i sette indisponibili, il morale sotto i tacchi e il pessimo rendimento del Pontedera nelle ultime gare fanno pendere i favori del pronostico totalmente a favore dei giallorossi. Occorre ricordare, ad ogni modo, che il Pontedera degli ultimi tempi è squadra alquanto indecifrabile, capace di vincere in rimonta in inferiorità numerica sulla capolista Frosinone dopo aver pareggiato contro le ultime tre della classe. Sarà ardua impresa per gli uomini di mister Lerda avere la meglio su una squadra tanto imprevedibile in campo quanto assetata di punti in classifica, in bilico tra l’entusiasmo di potersi giocare la B ai play-off e la paura di continuare a deludere.

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