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UOMO-E-DONNALECCE  (di Carmen Tommasi) – “L’essere amata è per la donna un bisogno superiore a quello di amare”: lo diceva secoli addietro il grande psicoanalista austriaco Sigmund Freud. E come dargli torto (anche se per lui il gentil sesso era “meno forte” dell’uomo), non c’è niente di più vero e profondo del desiderio di una donna di “essere amata”.  Per una mamma, per una figlia, per un’adolescente, per un’amica, per una collega e per qualsiasi sguardo di donna, sempre vivo e  pimpante, in ogni parte del mondo. “Essere amate” che poi per una donna corrisponde alla più grande conquista, che non è mai il solo “essere amate”, sarebbe troppo semplicistico, ma corrisponde al ricambiare questo amore con l’anima, con il corpo e con il pensiero. Con lo sguardo, perché l’amore è anche quello, lo sguardo che non mente. Quasi mai.

Eh sì, perché l’amore, come diceva qualcuno, muove il mondo, lo rende più vivo, più passionale e sicuramente è il motore di ogni azione che ogni donna fa nella sua quotidianità.  Amore puro, vero, sano, che deve far andare a dormire con il sorriso sulle labbra, non deve essere malato, sottomesso, violento, ma già, quello non è amore. È disperazione, deviazione e non ha niente a che fare con l’unione di due corpi che in quell’istante diventano una cosa sola. Per quell’istante o anche per una vita.

Uomo e donna non possono non camminare insieme, non saranno mai due binari contrapposti, si incontreranno sempre con tutto l’amore, e a volte la “lotta”, del mondo. Marte contro Venere, saranno pure due pianeti diversi, due stati d’animo contrapposti, ma mai disuniti: la praticità maschile e l’intuito femminile, la spensieratezza dell’uomo contro quella dose di preoccupazione in più della donna. Questo e tanto altro.

Diversi, ma unici: l’uno inseparabile dall’altro. Enfatizziamo, qui, solo questo aspetto, il giorno della “Festa delle Donne”, il resto è storia, conquista, celebrazione e tanto altro. Un giorno che, però, lo deve essere dal primo di ogni anno fino alla fine dello stesso, perché è bello così. È  bello farsi amare e rispettare ogni giorno dell’anno. Litigare e fare pace. Lavorare e tornare a casa stanche. Amare, amare e non finire mai di farlo. Poi il bel “the end” non sempre è assicurato. Ma l’obiettivo è quello: e vissero “felici e contenti”, proprio come nelle fiabe. Insieme, naturalmente.

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