Ladybugs teamLECCE (di Gabriele De Pandis) – Uno dei tormentoni più celebri legati al calcio è il ritornello: “Perché, perché, la domenica mi lasci sempre sola, per andare a vedere la partita di pallone, perché?” La melodia della celebre canzone di Rita Pavone, un’evergreen della musica italiana anni Sessanta, racchiude appieno lo stereotipo dominante del gioco del calcio, noto in maggioranza come sport per soli uomini. Nel corso degli anni, però, la popolarità del calcio è andata crescendo anche tra il “gentil sesso” ed il movimento calcistico femminile ha preso piede pian piano anche nel nostro paese, con la fondazione di numerose società e la disputa del primo campionato di Serie A nel 1986.

Il calcio femminile non è rappresentato soltanto dai vertici nazionali e dalle compagini, per lo più del Centro-Nord, che cercano di espandere un movimento ancora leggermente indietro rispetto alla media europea; il calcio femminile è soprattutto l’avviamento delle ragazze più giovani a questo sport, tallone d’Achille dell’intero movimento a causa dell’assenza di strutture e della difficoltà ad imprimere la cultura dello sport tra i più giovani.

Ladybugs Gaia BarlettaA Lecce, lo scorso 12 settembre, è nata una nuova realtà sportiva finalizzata alla promozione e alla pratica del calcio per ragazze di ogni età: la scuola calcio LadyBugs si è subito attestata come un importante motore per la crescita dei sogni di giovani aspiranti calciatrici.

Un sogno di tre appassionate Gaia Barletta, responsabile dell’area amministrativa del sodalizio leccese, racconta la nascita del neonato club: “Il progetto nasce dalla passione e dall’interesse per il calcio femminile di tre ragazze. Insieme a Sabina Tondo e Daria De Luca, entrambe ex calciatrici dell’ASD Virtus Caprarica e dello Scorrano, ho creduto fortemente nei valori dello sport”.

Il bel progetto delle “Coccinelle nel pallone” ha superato le difficoltà iniziali grazie ad un importante riconoscimento regionale: “Abbiamo partecipato e vinto al bando Principi Attivi, concorso della Regione Puglia intento a premiare giovani realtà che si sono distinte nel campo della valorizzazione del territorio, dell’innovazione tecnologica e dello sviluppo della cittadinanza tramite l’inclusione sociale; i complimenti delle autorità al Principi Attivi camp, tenutosi a Bari, ci hanno dato tanta forza”.

ladybugs 4Una scuola che sia d’aiuto– L’idea di LadyBugs nasce dalla ricerca della creazione di una scuola calcio per sole ragazze: “Nel nostro territorio ci sono, e ci sono state, molte squadre, ma è sempre mancata una scuola di avviamento al calcio, utile per insegnare i fondamentali alle bambine ed alle ragazze interessate”. La risposta del territorio leccese è stata più che soddisfacente: “Nella prima lezione avevamo già a disposizione cinque ragazze e pian piano siamo arrivate a sedici grazie alla fondamentale promozione nelle scuole; ora la nostra squadra annovera aspiranti calciatrici dai 10 ai 25 anni”.

Prime soddisfazioni ed ambizioni future Le giovani “Coccinelle” assaporano anche piccoli scampoli d’agonismo: “Abbiamo partecipato al torneo provinciale UISP ed al torneo Interprovinciale perché le ragazze si sono attestate subito su un buon livello”. Il successo iniziale di LadyBugs dona delle buone speranze per il futuro: “Speriamo di continuare con la scuola calcio anche il prossimo anno, a tal riguardo ringraziamo il centro sportivo San Massimiliano Kolbe per la disponibilità già espressa, vedremo di riuscire a sopravvivere grazie a qualche sponsor, dato che la pratica sportiva, il materiale e l’assicurazione è totalmente gratuito per le ragazze”.

Il sogno, neanche tanto nascosto, di LadyBugs è molto ambizioso: “Puntiamo a diventare un vivaio di giovani calciatrici per il conseguente salto nelle categorie superiori; facendo rete tra i vivai ed il professionismo possiamo dare la giusta spinta al movimento del calcio femminile, ancora molto carente dalle nostre parti”. La soddisfazione ed il desiderio di crescita sono riprese da Sabina Tondo, una delle coach di Ladybugs è soddisfatta dei primi mesi di lavoro: “Siamo contente della risposta positiva da parte delle ragazze, non ci aspettavamo di fare tanto bene in così pochi mesi. Loro si divertono ed il nostro obiettivo e quello di crescere il più possibile e di far capire che il calcio è uno sport anche per donne”.

ladybugs 3Amiche nel pallone L’entusiasmo delle calciatrici in erba è rappresentato dal sorriso di Giorgia Petrelli, capitano 18enne delle “Coccinelle nel pallone”, un gruppo tale anche nella vita: “La mia passione per il calcio è nata in famiglia e mi è stata trasmessa dai genitori, cercavo fin da piccola di avvicinarmi al calcio giocato e per fortuna c’è stata questa scuola calcio che dà l’opportunità a noi giovani appassionate. Sono molto soddisfatta del corso degli eventi, fin dall’inizio ho trovato persone disponibili e amichevoli, fuori e dentro il campo. A tal proposito, penso che una squadra sia tale soprattutto fuori dal rettangolo verde, noi siamo amiche e condividiamo molto anche oltre gli allenamenti”.

L’agonismo e l’applicazione quotidiana delle ragazze nell’imparare tutti i trucchi del calcio è evidente in ogni esercizio ed in ogni partitella di fine allenamento, momento nel quale si cerca di mettere in pratica le istruzioni impartite dalle coach Tondo e De Luca. Il ritornello di Rita Pavone può andare in soffitta…

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