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1654721_10202008505546732_1954170525_nLECCE (di Antonio Greco) – Canottieri Napoli e Rari Nantes tremano solo all’idea. Il Perugia rompe gli indugi e decide di iscriversi al campionato di serie A di pallanuoto. Che i grifoni fossero dei campioni a giocare in uno stagno si sapeva già. Quel tiraccio di Calori che nel 2000 scippò uno scudetto alla Juve per “regalarlo” alla Lazio rappresenta la prova regina. Nulla da meravigliarsi, allora, se al “Via del Mare” gli umbri volteggino leggiadri come tanti novelli Nureyev.

Due minuti appena e D’Ambrosio, il fratello “furbo” del neo-acquisto nerazzurro, usa testa e mani come un elefante in un negozio di cristalli. Rigore. Perugia su, Lecce nel pantano. I giallorossi girano a vuoto. Miccoli sembra Pollicino ma non lascia nessuna traccia di sé, stretto nella morsa di tre guardie svizzere.

Il numero 5 umbro, “tagliato” dalla Monte dei Paschi Siena Basket, si ritrova a giganteggiare nella difesa ospite. Unico squillo al 15° quando Doumbia si fionda sulla palla e la scarica sul palo. Poi nulla più. Due minuti più tardi “Batman-Perucchini” sigilla porta e risultato. La trequarti umbra sembra un suk arabo, giallorossi ricacciati dietro come un boomerang. Diniz pattina, gli umbri volano: 2-0, senza remore e senza infamia.

1530337_10201805993444056_1214305974_nDopo la rovinosa caduta dalla culla a tre anni, Ferreira Pinto “assaggia” anche il terreno verde del “Via del Mare”. I tifosi sperano: nulla da fare. L’esterno gioca come sa: male. Miccoli ci prova su punizione, ma i birilli umbri restano in piedi. Riecco Perucchini: prima si rifugia in angolo e poi esce in cerca di fortuna (e di farfalle). All’improvviso un arcobaleno giallorosso illumina lo stadio: “Troumbià”, come affettuosamente e ottimisticamente viene chiamato dai tifosi, finisce a terra. Altro rigore, altro giro. Miccoli fa il Miccoli. Uno a due.

Ripresa. Passano novanta secondi e “Crazy Horse Beretta” sembra Gigi Riva: uncina la palla e la spedisce in rete, ballando sulle punte. Due a due, da non credere. E infatti il Lecce non ci crede. Un paio di giri di lancette: angolo degli umbri e le statuine di cartapesta giallorosse restano di sasso: grifoni di nuovo avanti. Al 15° D’Ambrosio ha la testa da un’altra parte, lascia sfilare il pallone che pareva sulla fronte a un centimetro dalla rete: il portiere Koprivec ringrazia. Poi, una semi-rovesciata da brividi di capitan Grande Puffo Miccoli che pensa di stare al “Barbera”, palla in curva e niente da fare neppure stavolta.

Il film horror girato da D’Ambrosio termina al 21°: sotto la doccia. Lecce in dieci. I giallorossi giocano come al “Cat”: tutti avanti appassionatamente come tanti cani sciolti. E il Perugia serve il poker. Siamo al 29°. Si spegne la luce al “Via del Mare”. Unico sussulto al 43° quando Zigoni appoggia di testa in rete. Troppo tardi. Per tutto. Primo posto addio. Ci giochiamo tutto nella lotteria dei play-off. Che il buon Dio ci abbia in gloria!

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