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LECCE (di Gabriele De Pandis) – Il ruolo del difensore centrale è stato sempre associato, nell’immaginario collettivo anche dei non esperti di calcio, alla figura di un calciatore prorompente e maestoso, capace di incutere timore agli attaccanti avversari e tanta sicurezza al proprio portiere e ai propri compagni di reparto. La Germania Ovest degli anni Settanta e Ottanta ha fatto di questi difensori invalicabili il suo credo calcistico che, mischiato alla solidità e alla tecnica di un reparto offensivo fuori dal comune, ha portato ad una serie di successi che sono valsi l’ingresso negli annali del calcio. Gli addetti ai lavori di quelli anni, infatti, erano soliti a usare il nomignolo “centrale teutonico” per descrivere i difensori alti, rudi nei contrasti e impeccabili sulle palle alte secondo il modello tracciato dai tedeschi Briegel e Schwarzembeck. L’aumento dei ritmi e dell’intensità del calcio d’oggi rende ancor più necessaria una figura così imponente in difesa, specialmente per il peso specifico sempre maggiore che stanno acquisendo le palle inattive nei match, principalmente negli scontri al vertice i cui equilibri sono difficili da rompere.

Castellana 2

Andrea Castellana, difensore centrale di 188 cm, è il “centralone” dei Pasculli-Boys ed è anche uno dei “senatori” del gruppo: “Sono un difensore centrale e sono al secondo anno nella Berretti del Lecce dopo due anni al Taranto e l’anno negli Allievi qui a Lecce”. Il difensore, dallo spiccato accento tarantino, non nasconde la sua preferenza per i moduli con la difesa a quattro: “Sono un difensore centrale di stazza, preferisco la difesa a quattro, anche se con mister Raimondo Marino ho imparato a giocar bene anche in un pacchetto difensivo a tre; al mio fianco mi piace avere un partner veloce così da essere complementari in copertura”. Castellana, nato a Grottaglie il 15 gennaio 1996, è contento del campionato dei Pasculli-Boys campioni d’inverno, stagione dove il ragazzo si è alternato al centro della difesa con Simone Cassano al fianco di Andrea Risolo: “Nonostante il gap di età stiamo dando lezioni a tutti sul piano del gioco e siamo capaci di farci rispettare tanto in casa quanto in trasferta; molti tecnici e tifosi ci hanno fatto i complimenti per le nostre capacità tecniche e tattiche anche se siamo stati ingenui in qualche partita e potevamo avere più punti”.

“Professore” anche fuori dal campo– Il difensore centrale, chiamato dai compagni “Professore” per il suo ottimo rendimento scolastico, rivela anche le sue qualità offensive: “Sulle palle inattive mi piace andare in attacco ma per ora ho soltanto sfiorato il gol personale”. Il ragazzo grottagliese, capace negli ultimi match di dominare ogni palla alta di sua competenza, non ha dubbi riguardo alle sue guide: “In prima squadra guardo attentamente Martinez: anche se differisce molto da me come fisicità amo la sua grinta in ogni allenamento, nonostante l’età e le innumerevoli esperienze in A e B. Il mio modello è invece Thiago Silva, il miglior difensore del mondo a mio parere”. Il “Professore” Castellana è ambizioso per il futuro: “Spero di affermarmi e realizzarmi in un campo che m’interessa anche al di là del calcio.”

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