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msf_frozen_lg_v13Chi sostiene che i film d’animazione siano destinati ad un pubblico rigorosamente giovanissimo non ha ancora visto “Frozen – il regno di ghiaccio”.

Due sorelle, un potere magico che può diventare letale, degli imbroglioni, una renna che sembra umana, un pupazzo di neve prodigioso e dei Troll (si riveleranno il frangiflutti di una matassa intricatissima che ha il suo bandolo solo nell’amore): tutto questo è Frozen.
Il messaggio che lancia il film è sintetizzabile con un concetto:  solo un grande gesto d’amore può sciogliere il ghiaccio del mondo, rompendo il sortilegio del male.

L’amore vero è al centro della storia. Un capolavoro ambientato nell’immaginario regno di Arendelle dove Elsa e Anna (doppiate da Serena Autieri e Serena Rossi) figlie del Re incarnano alla perfezione la metafora che bene e male sono a volte faccia della stessa medaglia.

Geniale l’idea del pupazzo di neve Olaf (doppiato da Enrico Brignano) che ama il caldo e l’estate anche se rischia di sciogliersi. Incredibilmente azzeccata la decisione di renderlo divisibile e rimontabile in diverse soluzioni.

Interessante nella costruzione della trama anche l’opposizione dei due protagonisti principali maschili: Kristoff e Hans.
Il primo è un rude, solitario ma simpatico montanaro che per vivere vende lastre di ghiaccio aiutato dal suo amico di sempre Sven (la renna). Sarà lui ad accompagnare la giovane principessa Anna alla ricerca della sorella … ed è in questo viaggio che si innamorerà di lei, e per amore rinuncerà a lei, convinto di fare la scelta giusta (almeno fino a quando … ).
Hans invece è il rivale, non solo di Kristoff ma dell’intera famiglia reale. È un arrivista che tenta di sbarazzarsi di entrambe le sorelle per diventare il Re.

Diretto da Crhis Buck e Jennifer Lee, è prodotto dalla Walt Disney Animation Studios e distribuito dalla Walt Disney Pictures. È arrivato in Italia il 19 dicembre ed è capace di tenere incollati alla poltrona grandi e piccini per 108 minuti.

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