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Risolo 3LECCE (di Gabriele De Pandis e Tommaso Micelli) – C’erano gli anni in cui l’Italia era l’accademia del gioco difensivo e tutti i maestri di tattica del Vecchio Continente osservavano le scuole e gli esponenti dei pacchetti difensivi del “Bel Paese” che per decenni ha insegnato la tattica e le diagonali difensive all’Europa ed al mondo. Negli ultimi anni poi, grazie al calcio globalizzato, l’Italia ha perso la sua leadership ed ha visto pian piano le sue squadre infarcirsi di difensori provenienti da ogni dove. In questa globalizzazione del calcio, il Lecce sta sfornando interessanti elementi che hanno tutte le carte in regola per disegnarsi un’ottima carriera, seguendo le orme di centrali che, usciti dal vivaio del Lecce, hanno poi calcato per anni i palcoscenici del grande calcio come Brio, Garzya o Esposito.

Non solo difesa– La “roccia” della difesa della “Berretti” del Lecce è Andrea Risolo, 17enne ma movenze ed attenzione da centrale ben più navigato. La personalità del ragazzo, proveniente da Mesagne, la si percepisce già dalle sue prime dichiarazioni piene di ambizione: “Sono il difensore centrale della Berretti 2013-2014 e puntiamo a fare meglio della Berretti dell’anno scorso”. Il ragazzo mesagnese è un “veterano” del settore giovanile della società di Piazza Mazzini, serbatoio calcistico dove Risolo è cresciuto come centrocampista centrale e poi formatosi come centrale di difesa: “Gioco da otto anni nel Lecce, ma è da due anni che faccio il centrale di difesa, dopo sei anni da centrocampista centrale; questo mio passato mi permette di disimpegnarmi meglio nel 3-5-2, modulo in cui giostro da libero con maggior possibilità di giocare la palla, dato che mi sento molto un regista difensivo. In ogni caso, in questi ultimi anni, mi sto adattando bene alla difesa a 4”.

Risolo 2A scuola da “el Tuma”- L’esperienza di quest’anno degli allenamenti con la prima squadra non può che giovare al ragazzo: “Allenarsi con calciatori già formati e nel punto massimo della loro carriera non può che giovarci; sto imparando molto da Martinez che ci dice sempre di fare sacrifici e allenarci duramente per cogliere i frutti dopo”. Risolo, nato il 13 agosto 1996, è il penultimo baluardo di una squadra che sta ben impressionando nonostante il gap di età con gli avversari: “Stiamo andando oltre le aspettative ma possiamo fare ancora meglio. Ci manca un interdittore in fase di non possesso, dato che siamo una squadra fatta da gente dai piedi buoni e tecnici in tutte le zone del campo”.Risolo 5

Modelli da Champions– I modelli di Risolo fanno capire le grandi ambizioni e la sicurezza del calciatore mesagnese: “Ultimamente guardo con attenzione le partite del Real Madrid e del Paris Saint-Germain per studiare Sergio Ramos e Thiago Silva, due difensori duttili, dai piedi morbidi e perciò capaci di giocare anche come registi arretrati di centrocampo”.

È proprio nella ricerca dell’emulazione di questi “ mostri sacri” presi a modello che si muove lo stile di gioco di Andrea Risolo, sempre restìo a buttar via la palla, preferendo invece sempre la giocata intelligente per far partire i suoi compagni con un tocco che non è affatto a quello del centrale di difesa secondo l’immaginario collettivo. Alla giovane promessa giallorossa ci sentiamo, pertanto, di dire: continua così, “roccia”!

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